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aglio nero a prova di bacio

Submitted by Vinaigrette on Mer, 10/03/2010 - 19:21
Argomenti:
Aglio nero_zwarteknoflook.nl/?lang=en

Un simpatico e interessante articolo di Eleonora Cozzella da "L'Espresso Food & Wine" che si riporta in parte

La passione per l'aglio in cucina rischia di mettere in pericolo la vostra love story? Arriva in soccorso il black garlic, l'aglio nero ottenuto dalla fermentazione del classico bulbo. Approdato dall'Asia nei supermercati londinesi sta già incuriosendo cuochi e gourmet
Argomenti:

Basta con momenti imbarazzanti, tentativi di baci poi negati o overdose di dentifricio nella speranza che il retrogusto d'aglio sparisca. Il compagno di vita non condivide la vostra passione per la bruschetta vecchia maniera? Allora cambiate colore. A correre in aiuto di relazioni a rischio - causa alito - arriva il black garlic.

Usato da tempo in Tailandia e Corea, è sbarcato l'anno scorso negli Stati Uniti e di recente in Europa: fa capolino dagli scaffali di Selfridges, grandi magazzini londinesi.

All'apparenza si tratta di teste d'aglio come le altre, ma quando si aprono per prenderne gli spicchi, ecco la sorpresa: la polpa è totalmente nera. Non per una modificazione genetica, come si potrebbe pensare, ma per un processo di fermentazione. L'aglio contiene infatti zuccheri e aminoacidi che, con la fermentazione, producono la melanoidina, una sostanza scura responsabile per esempio del colore della birra.

L'aglio nero, ottenuto lasciando fermentare l'aglio ad alta temperatura per circa un mese, ha il sapore pieno del classico bulbo (solo un po' meno pungente) ma non lascia il retrogusto tanto temuto. Il risultato è un aglio esternamente molto simile al normale ma con la buccia un po' secca, "cartacea". Una volta pelato risulta invece nero-inchiostro e con una consistenza un po' gommosa. In Asia è impiegato in numerose ricette, specialmente di pesce, e in alcune bevande dove a volte è usato in sostituzione del tamarindo....

Baccalà di Nonno Dino

Submitted by Vinaigrette on Ven, 05/03/2010 - 20:19
Baccalà di Nonno Dino

Foto e ricetta inviate da Katia 2 (la prima è l'amica dei Nocciolini all'Amarena). Katia è una simpatica ragazza, entusiasta della vita, che adora suo Nonno e le sue specialità culinarie, tanto da imitarne , con successo, le gesta, come nel caso del Baccalà doverosamente intitolato a suo nome. Grazie Nonno Dino, a nome della blogosfera che di sicuro si aspetta ulteriori proposte.

Ingredienti
x 4 persone:
500 g di baccalà
200 g di peperoni verdi o gialli
200 g di pane non molto raffermo (4 fette senza crosta)
20 olive nere al forno
1 manciata di pan grattato
Preparazione
Mettete a bagno il baccalà x 2 giorni, ricordandovi di cambiare
l'acqua ogni 6/8 ore. Sfilacciate in piccoli pezzi il baccalà con le mani, eliminando le spine e i filamenti, aggiungete la mollica di pane sbriciolata (più il pane e' fresco, meglio si sbriciola), poi i peperoni tagliati sottili che precedentemente avrete fritto (con il loro olio di cottura), infine le olive nere. Amalgamate bene il composto e versatelo in una teglia con carta forno. Spolverate con il pan grattato. Infornate in forno preriscaldato a 180 gradi per circa 25 min a funzione ventilato. Servite tiepido.

Sfogliatine alla Crema

Submitted by Vinaigrette on Dom, 28/02/2010 - 14:01
sfogliatine alla crema

Per rispondere alla giusta lamentazione di chi fa rilevare la non universale conoscenza del procedimento di preparazione della crema pasticcera, ecco qua la ricetta, utilizzata con l'aggiunta di mascarpone per le sfogliatine della foto, in precedenza già realizzate ma in versione salata, con ripieno di gorgonzola vedi qui)

Ingredienti
Una confezione di pasta sfoglia pronta
150 gr di mascarpone
per la Crema Pasticcera
6 uova
un baccello di vaniglia (o buccia di limone non trattato)
6 cucchiai di zucchero
2 cucchiai rasi di farina (o maizena)
1/2 lt di latte fresco intero
Preparazione
Preparazione della crema pasticcera
Versate il latte in un pentolino, aprite il baccello di vaniglia e raschiate i semini che farete cadere nel latte insieme allo stesso baccello, portate a ebollizione, togliete dal fuoco e lasciate in infusione 10 minuti (circa). (come alternativa alla vaniglia potete utilizzare buccia di limone non trattato). Sbattete i tuorli con lo zucchero fino a che diventino bianchi e spumosi, incorporate pian piano la farina (meglio se con un setaccino), versate il latte dal quale avrete tolto il baccello di vaniglia, mescolate ben bene e rimettete sul fuoco a bagno maria. Girate continuamente fino ad addensamento della crema. Versate la crema addensata in una ciotola e fate raffreddare. (per evitare che si formi n pellicola spessa è possibile appoggiare sulla superfice delal crema una pellicola da cucina o fiocchetti di burro)
Preparazione delle sfogliatine
Mentre la crema raffredda, srotolate la pasta sfoglia, ricavate dei dischi con un coppapasta o un bicchiere, poneteli in una teglia da forno, cospargete leggermente di zucchero (meglio se di canna) infornate per pochi minuti a 170° (guardate quasi a vista), togliete dal forno e ponete su di una gratella per far raffreddare anche le sfogliatine.
Montate il mascarpone, incorporate la crema fredda e con il composto riempite le sfogliatine (tagliate a metà), cospargete di zucchero al momento di servire

Cialde di polenta con stracchino e pesto

Submitted by Vinaigrette on Ven, 19/02/2010 - 20:59
cialde di polenta al pesto

La polenta è quella fatta con il bimby, altra possibilità è offerta dalla polenta precotta, naturalmente ampio tributo e plauso a chi riesce serenamente a gestire 45 minuti di paziente giramento... di paiolo. Il resto è fantasia, praticità e gusto individuale o collettivo.
Se si posseggono stampi per biscotti, per esempio, si possono ottenere forme le più varie, così come per condimenti e decorazioni, alcuna alternativa incontra impedimento: gorgonzola con le noci (personale e assoluta passione), pomodoro (stile bruschetta), mozzarella con trito di basilico, ecc ecc ecc

Ingredienti
300 gr di farina di mais
1 litro di acqua
mezzo cucchiaio di sale grosso
100 gr di stracchino
qualche cucchiaio di pesto
Preparazione
Inserite nel boccale del bimby l'acqua il sale, portate ad ebollizione per 12 minuti a temperatura 100 velocità 1.
Aggiungete dal foro del coperchio con lame in movimento velocità 3 la farina e cuocete per 40 minuti a temperatura 100 velocità 1.
Lasciate inserita la spatola e quando la polenta si addensa, diminuite la temperatura a 90 sempre a velocità 1.
Di tanto in tanto spatolate a fondo.
Trascorsi e 40 minuti prescritti, rovesciate, o meglio "colate" la polenta in una teglia da forno in modo da ottenere una superficie alta un cm (circa). Fate raffreddare, quindi ritagliate dei dischi (o altra forma a piacimento) che farete tostare sulla piastra. Ecco pronte le vostre cialde o tartine che potrete comporre con stracchino e pesto come nella foto o con altri ingredienti a scelta.

Carnevale vecchio e pazzo (Gabriele D’Annunzio)

Submitted by Vinaigrette on Mar, 16/02/2010 - 21:34
Argomenti: ,
Carnevale Vecchio e Pazzo

Carnevale vecchio e pazzo

s’è venduto il materasso

per comprare pane e vino

tarallucci e cotechino.

E mangiando a crepapelle

la montagna di frittelle

gli è cresciuto un gran pancione

che somiglia a un pallone.

Beve e beve e all’improvviso

gli diventa rosso il viso,

poi gli scoppia anche la pancia

mentre ancora mangia, mangia…

Così muore Carnevale

e gli fanno il funerale,

dalla polvere era nato

ed in polvere è tornato.


foto: http://www.lipari.biz

Cicirchiata e Clus'tr

Submitted by Vinaigrette on Lun, 15/02/2010 - 22:33
cicirchiata

Se la cicirchiata è dolce tipico carnascialesco di tutto l'Abruzzo, le "Clus'tr" sono particolarità, sembrerebbe esclusiva, di Ateleta amato paesello della provincia di L'Aquila. Graditissime eventuali smentite in proposito, come pure notizie intorno alle origini di queste singolari frittelle a forma di rosa, che ricordano molto le "carteddate" , dolce tipico natalizio della vicina Puglia. Certo che i nomi sono strani per entrambe! Le prime (clus'tr) potrebbero, comunque, derivare, dalle seconde (carteddate), perchè è in Puglia che famiglie di Ateleta (ma non solo) furono costrette a "sfollare" nel corso dell'ultimo cruento periodo della seconda guerra mondiale. Chissà! Bisognerebbe interessare della cosa lo storico roccolano UDC. Una cosa è comunque certa, sono buonissime e la ricetta è la stessa, molto semplice, della cicirchiata che ha come unità di misura: 1 uovo, 1 cucchiaio di zucchero, 1 cucchiaio di olio (una volta strutto) e farina q.b.

cicirchiata clus'tr
Ingredienti
Cicirchiata
un uovo, un cucchiaio di zucchero, un cucchiaio di olio extravergine di oliva, (oppure 2 uova, due cucchiai ecc), olio di semi di arachide, miele q.b.
Preparazione
mettere la farina a fontana, ropere le uova al centro, aggiungere zucchero e olio e mescolare fino ad ottenere un composto morbido ed elastico. ricavare dei bastoncini tipo grissini, ritagliare delle palline, friggerle in abbondante olio, scolarle su carta assorbente. Nel frattempo scaldate il miele che deve diventare di un bel colo oro, immergervi le palline di pasta fritte, rigirarle e rovesciarle su un piano di marmo bagnato (ideale) altrimenti sopra un piatto di ceramica, cercando di dare la dorma di ciambella (con estrema attenzione perchè il tutto scotta parecchio.
Ingredienti
Clus'tr
un uovo, un cucchiaio di zucchero, un cucchiaio di olio extravergine di oliva, (oppure 2 uova, due cucchiai ecc), olio di semi di arachide (o strutto) miele facoltativo o zucchero al velo.
Preparazione
mettere la farina a fontana, ropere le uova al centro, aggiungere zucchero e olio e mescolare fino ad ottenere un composto morbido ed elastico. Stendere con il matterello, ritagliare con l'apposita rondella delle strisce di circa 3 cm di larghezza, formare dei fiocchetti da unire dando la forma rotonda, friggere fino a doratura, servire cosparse di miele o zucchero al velo .

Pasticcini della Mamma di Orlando

Submitted by Vinaigrette on Ven, 05/02/2010 - 20:38
Pasticcini Mamma Orlando
Pasticcini Mamma Orlando
Pasticcini Mamma Orlando
Pasticcini Mamma Orlando
Pasticcini Mamma Orlando

Bocconotti, tarallucci, cantuccini, Praline...Come si fa a non immaginare quelli delle foto come "delicatezze" provenienti da rinomata pasticceria. Il gradito omaggio viene,invece, dalla mamma di Orlando per la quale quella dei dolci è gran passione, gradita a se' e, sicuramente, a chi la circonda.
Un regalo aggiunto, di molto apprezzto, è la ricetta dei:
Biscotti alla Banana:

Ingredienti
Ingredienti pasta:
5 uova
250g. di zucchero
150g. di margarina
100g. di burro
2 bustine di lievito angelo
5ml. di estratto di banana
farina quanto basta ad ottenere un impasto morbido

Ingredienti ripieno:
200g. di miele
400 g. di mandorle
5 savoiardi
5ml. di estratto di banana

Ingredienti glassa:
400g. di zucchero a velo
Latte quanto basta
5ml. di estratto di banana

Preparazione
Pasta:
Fare la fontana con la farina, mettere al centro tutti gli altri ingredienti. Impastare fino all’ottenimento di un impasto omogeneo e morbido
Ripieno:
sbollentare le mandorle per spellarle e successivamente farle asciugare al forno senza tostarle. Tritare finemente le mandorle spellate ed asciutte e quindi aggiungere il miele, l’estratto di banana ed i savoiardi sbriciolati ad ottenere un impasto per il ripieno.
Glassa:
In un piatto fondo fare una fontana con lo zucchero a velo, l’estratto di banana ed il latte mescolando fino ad ottenere un impasto molto duro.
ESECUZIONE FINALE
Fare dei bastoncini lunghi 7-8cm., stendere la pasta ed inserire il ripieno; chiudere e dare la forma di una banana. A cottura ultimata spalmare la glassa e fare asciugare.

Torta di Rose al Radicchio Rosso

Submitted by Vinaigrette on Dom, 31/01/2010 - 22:14
Torta di Rose al Radicchio Rosso

Gentilmente inviata dalla bravissima Katia, una ricetta realizzata con il Bimby, da imitare subito subito, non appena procurato radicchio e speck. Gli altri ingredienti dovrebbero essere a portata di tutte le dispense. Chi non avesse il Bimby, può, naturalmente, seguire il percorso in maniera tradizionale.

Ingredienti

Per 6 persone:
Per il ripieno:
350 gr di radicchio veronese
50 gr di fontina a pezzetti
50 gr di provola a pezzetti
1 scalogno
100 gr di speck a fette
30 gr di olio extravergine di oliva
sale e pepe q.b.
Per la pasta:
350 gr di farina
150 gr di latte
1 cubetto di lievito di birra
20 gr di olio
3 tuorli d'uovo
sale e pepe q.b.

Preparazione
Lavare e asciugare il radicchio, tagliarlo a pezzi. Mettere nel boccale la fontina e la provola e tritare (5 sec a velovità 7) tenere da parte. Tritare lo scalogno e lo speck (5 sec vel 7) aggiungere l'olio e rosolare (3 min 100° vel.1). Unire il Radicchio, tritare (5 sec vel 5).
Aggiustare di sale e pepe, continuare la cottura per 5 minuti (temp. varoma, vel 1), togliere e mettere da parte.

Preparare la PAsta:
Versare nel boccale tutti gli ingredienti, impastare 3 minuti. Stendere la pasta su un foglio di carta forno, ottenendo una sfoglia sottile. Spalmare la farcia di radicchio e formaggio. Arrotolare la sfoglia su se stessa formando un cilindro. Tagliare dei tronchetti alti 4 cm e chiuderli nella parte inferiore. Sistemarli in una teglia distanziati l'uno dall'altro e far lievitare per un'ora circa . Cuocete in forno caldo a 180° per 30 min circa.

Pasta: notizie storiche

Submitted by Vinaigrette on Lun, 25/01/2010 - 20:40
Argomenti: ,
pasta linguine

Sulla pasta si e detto e scritto di tutto un po', dalla rete ci giungono notizie, affermazioni, smentite, conferme, riconferme su storia, origini, usi, costumi ecc ecc.
Un sintesi efficace è quella di Slowfood Firenze che si riporta in parte. Gli interessati alla versione integrale possono leggere: "Storia della Pasta"

Le prime tracce storiche di questo alimento emergono, sotto forma di strumenti per sua fabbricazione e cottura, in una tomba etrusca. Già nei primi anni dopo Cristo il cuoco Apicio parla nei suoi testi di qualcosa di simile alle lasagne e intorno all'anno Mille Martino Corno, cuoco del potente Patriarca di Aquileia, nel suo libro "De arte Coquinaria per vermicelli e maccaroni siciliani", scrive le prime ricette a base di pasta. Quasi certamente la pasta era ben conosciuta anche nei paesi arabi, dove ancora oggi si parla di "makkaroni". Proprio da oriente arrivò ai greci ed in Sicilia (per lungo tempo colonia araba). Palermo è storicamente la prima vera capitale della pasta; qui si hanno le prime testimonianze di produzione di pasta secca a livello artigianale-industriale. Nel 1150 il geografo arabo Al-Idrisi riferisce che a Trabia, a 30 km da Palermo, "si fabbrica tanta pasta in forma di fili, ["tria" in arabo], che viene esportata in tutte le parti, nella Calabria e in tanti paesi musulmani e cristiani anche via navi".

1279… la pasta "legale"
A tale anno risale la prima citazione "ufficiale" della pasta: nell'inventario notarile di un'eredità si legge tra i lasciti "una bariscela (cesta) piena de macaronis". Un documento del 1244 e uno del 1316 attestano la produzione di pasta secca in Liguria. Tra 1400 e 1500 si diffonde in questa regione la produzione artigianale dei "Fidei" (pasta nel dialetto locale), sancita dalla nascita, nel 1574 a Genova, della Corporazione dei Pastai. Tre anni dopo a Savona viene costituita la "Regolazione dell'Arte dei Maestri Fidelari".

XVII secolo: il torchio meccanico
A Napoli, mentre la crescita demografica aggrava la situazione alimentare della popolazione, una piccola rivoluzione tecnologica, la diffusione della gramola e l'invenzione dei torchio meccanico, consente di produrre pasta a basso costo. Così come per molti anni a venire la pasta diventa elemento di base dell'alimentazione popolare. La vicinanza del mare, a Napoli, come in Liguria e Sicilia, facilita l'essiccazione, processo che consente la sua conservazione per un lungo periodo di tempo.

XVIII secolo: i primi pastifici
Nel 1740 la città di Venezia concede a Paolo Adami la licenza di aprire il primo pastificio. I macchinari erano abbastanza semplici. Consistevano infatti in una pressa di ferro azionata da alcuni giovani ragazzi. Nel 1763 il Duca di Parma, Don Ferdinando di Borbone, concede a Stefano Lucciardi di Sarzana il diritto di privativa per 10 anni, per la produzione di pasta secca - "all'uso di Genova" - nella città di Parma.

1830: arriva il pomodoro!
Agli inizi dell'Ottocento la pasta incontra il pomodoro. Sino ad allora era stata mangiata senza condimento o al massimo con il formaggio. Le prime notizie sull'uso del pomodoro risalgono al XVII secolo. La pianta fu importata in Spagna dai conquistatori del continente americano e si diffuse poi in Europa, trovando il clima ideale nei paesi del bacino mediterraneo. L'uso del pomodoro nella cucina italiana diventa comune solo alla fine dell'800, all'inizio infatti esso era considerato pianta ornamentale e, secondo una leggenda dura a morire, addirittura velenosa....

Crespelle delicate con ricotta e spinaci

Submitted by Vinaigrette on Dom, 10/01/2010 - 14:38
Crespelle delicate spinaci e ricotta

Finito di mangiucchiare tutto ciò che ha strasbordato dalle feste appena trascorse: torroni friabili, al cioccolato, morbidi, con le mandorle, alle nocciole ecc ecc ecc, se non anche bon bon, cioccolatini e prelibatezze le più varie, è proprio il caso di lasciarsi ancora coccolare, ma in maniera molto più innocua, dalle crespelle proposte. Nulla di fritto, niente sughi o intingoli ma solo pomodoro crudo, spinaci appena sbollentati e ricotta freschissima.

Ingredienti

per 4 persone

12 crepes
300 gr di ricotta
400 gr di spinaci
un'idea di noce moscata
parmigiano q.b.
pomodoro concassè (o in scatola o bottiglie - purchè a tocchetti)) q.b.

Preparazione
Preparate le crepes. Lavate benissimo gli spinaci e metteteli sul fuoco in una pentola senza acqua. Non appena avranno tirato fuori la loro acqua, scolateli e tritalei finemente. Non appena freddi incorporate ricotta, un paio di cucchiai rasi di parmigiano e, se gradita, una grattatina di noce moscata.
Preparate il pomodoro CONCASSE'più lungo da scrivere che da fare (dadolata di pomodoro fresco. Si ottiene incidendo i pomodori con un taglio a croce, sbollentati per pochi istanti in acqua bollente, quindi scolati e spellati. Divisi in quattro falde e tagliati a cubettini regolari di mezzo centimetro per lato)
Spalmate ciascuna crespella con la crema di ricotta e spinaci, arrotolate e disponete in fila in una pirofila sul cui fondo avrete sparso un pochino di pomodoro, completate, coprite con i cubetti di pomodoro e una spolverata di parmigiano (volendo un filino di olio extravergine di oliva) e inforante a 180° per 15 minuti

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