Cacerolazo

Parolaccia???

Ma certo che no, non si oserebbe -perlomeno in questa sede 🙂 – ma un uso “alternativo” del pentolame domestico.

Wichipedia ci spiega che :

“Il cacerolazo è un termine colloquiale della lingua spagnola con il quale si indica una forma di manifestazione pacifica e rumorosa, in spazi privati o pubblici, in cui l’espressione pubblica di protesta, o dissenso, si realizza attraverso il rumore ottenuto percuotendo coralmente degli oggetti adatti allo scopo, come casseruole (da cui il nome), tegami, pentole, coperchi, mestoli, suppellettili da cucina, od altri utensili simili di uso comune.
Il termine è entrato nell’uso italiano come neologismo frutto di un prestito linguistico.”

Leggendo “Il Post” scopriamo anche che:

La storia del cacerolazo risale al Medioevo: al tempo l’usanza si chiamava charivari e aveva l’obiettivo di esprimere la rabbia o l’irrisione collettiva contro individui ritenuti responsabili di atti offensivi verso la morale comune (uomini rimasti vedovi che si risposavano con giovani donne, ad esempio). Consisteva in assembramenti di persone che utilizzavano vari utensili provocando chiasso fuori dalla casa della persona alla quale la protesta era indirizzata. A volte il rituale si concludeva con una riconciliazione. Ma il charivari poteva avere già nel Medioevo anche valenze politiche e esprimere un sentimento di insoddisfazione contro l’ordine costituito.


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