14 febbraio 2011 Bicentenario della Fondazione di Ateleta

Submitted by Vinaigrette on Mar, 15/02/2011 - 19:29
Ateleta Bicentenario della Fondazione

Come attribuire un significato non commerciale alla festa di San Valentino? Farsi aiutare, per esempio, da qualche re (ancorchè temporaneo) come Gioacchino Murat a fondare un paese proprio in questa data e stabilire di festeggiarne la ricorrenza rigorosamente ogni cento anni, semplice no!
Accantonando però il faceto e recuperando immediatamente il serio, felice di essere stata emozionata e presente, non posso che augurare, all'amatissimo paese di origine e a tutte le generazioni che verranno, ogni bene possibile.

Risotto al radicchio con le mele

Submitted by Vinaigrette on Lun, 31/01/2011 - 23:23
risotto al radicchio con le mele
risotto al radicchio con le mele
risotto al radicchio con le mele
risotto al radicchio con le mele

Dedicato a Pina che segnala l'eccessiva distanza tra un post e l'altro.
Il motivo principale, a dir la verità, non è solo la tirannia del tempo a disposizione ma, essenzialmente, il desiderio di riproporre a se stessa, piatti particolarmente graditi, dei tantissimi già inseriti nel blog come, per esempio, in questo lungo e freddo inverno:

Gnocchi ripieni
Minestra di pasta e cavolfiori
Calamarata Zucca e Rosmarino
Minestra di gnocchetti di polenta con fagioli
Zuppa di Patate e Lenticchie con salsiccia
Ravioli dolci di ricotta con salsa di pomodoro
Savarin di Polenta ai funghi pioppini
Timballo di riso con carciofi, pinoli e uvetta
Zuppa di Farro
e ancora, ancora ancora....

Ingredienti
per 4 persone

Una Mela (golden)
un cespo di radicchio rosso (di treviso o altro a piacere)
1 scalogno
20 gr di burro
4 cucchiai di olio
30 ml di vino bianco secco
500 ml di brodo vegetale
350 gr di riso
50 gr di grana

Preparazione
Far appassire lo scalochio tagliato a fettine in una padella con olio e burro; aggiungere la mela tagliata a tocchetti, far rosolare qualche minuto e poi aggiungere ancora il radicchio ben lavato e tagliato a striscioline, fate saltare a fiamma vivace, quindi aggiungete il riso e fatelo insaporire un poco. A questo punto cominciate a versare il brodo vegetale un poco alla volta come per un normale risotto. Portate a cottura, aggiungete il formaggio e servite.

Guazzetto di Rana Pescatrice con carciofi in Carta Fata

Submitted by Vinaigrette on Mer, 19/01/2011 - 22:02
Cartoccio di Rana Pescatrice
Rana Pescatrice
...la base del mio pensiero è quella di andare alla ricerca di tutto ciò che la mente può creare affinchè il cuoco sia messo nella condizione di rispettare l'alimento che viene fornito perfetto dalla natura o dalle mani sapienti dell'uomo, in modo che quando viene manipolato non perda quei valori nutrizionali e quei sapori che servono a deliziare e nutrire l'umanità...
Fabio Tacchella è prima di tutto cuoco, ma anche scultore, inventore e scrittore. Tutte queste passioni si alimentano a vicenda e trovano la sintesi più alta in cucina, dove il suo estro inesauribile trova la migliore espressione. L’inventiva e la grande maestria si esprimono in modo sempre più straordinario ed efficace anche nell’ideazione di strumenti da cucina e sistemi di cottura innovativi, tutti coperti dai suoi brevetti. Da un’esigenza nata 10 anni fa, quando venne proibito l’utilizzo della normale pellicola nella cottura degli alimenti, Fabio Tacchella ha studiato una carta, denominata poi FATA® come firma di Fabio Tacchella, in grado di resistere alle alte temperature (da 130° a 220°). Carta FATA® crea un nuovo modo di cucinare, consentendo di mantenere il sapore originario degli alimenti e la maggior parte dei valori nutrizionali contenuti in essi.Cottura più sana, leggera e veloce con meno condimenti, il cibo cuoce nel proprio liquido,
senza dispersione di sali minerali e vitamine. Questo contatto continuo liquido/pietanza accelera il processo di cottura.
Piatti più saporiti. Tutti i sapori e i profumi restano intatti e si sprigionano per magia al momento dell'apertura del cartoccio.
I cartocci si possono preparare, congelare e mettere a cuocere all'occorrenza.

Molto scenografici i cartoccini monoporzione. Per il cartoccio della foto sono stati utilizzati pesce, crostacei e molluschi freschissimi (quasi vivi) (poverini!):

Ingredienti
per 4 persone
Una Rana Pescatrice da circa 1 KG
4 scampi, 4 mazzancolle
vongole
3 carciofi lessati
2 patate lessate
pomodori pachini
uno spicchio di aglio
un po' di prezzemolo
sale q.b.
(volendo:pepe)
Preparazione
Lavare e pulire il pesce, mettere un foglio di carta fata in una teglia (che andrà in forno), sistemare alla base le patate affettate e i carciofi tagliati a spicchi, al centro la Rana Pescatrice con lo spicchio di aglio in bocca e intorno scampi, mazzancolle e pomodori pachini tagliati in 3 o 4 parti. cospargere di sale e prezzemolo, chiudere il cartoccio e infornare a 200° per 30-40 minuti. Aprire il cartoccio in tavola e servire-

Lumaconi di Mare - cercansi notizie

Submitted by Vinaigrette on Lun, 10/01/2011 - 23:10
Argomenti:
Lumaconi di mare

HELP ME, please!
Gratitudine se non eterna, sicuramente duratura a chi fosse in grado di fornire notizie sui molluschi fotografati un attimo prima di finire in padella. Grazie Grazie Grazie.

AUGURI SCOMODI

Submitted by Vinaigrette on Ven, 24/12/2010 - 01:16
Argomenti:
Natività

Carissimi, non obbedirei al mio dovere di vescovo se vi dicessi “Buon Natale” senza darvi disturbo.

Io, invece, vi voglio infastidire. Non sopporto infatti l’idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario.

Mi lusinga addirittura l’ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati.

Tanti auguri scomodi, allora, miei cari fratelli!

Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali

e vi conceda di inventarvi una vita carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.

Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio.

Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la vostra carriera diventa idolo della vostra vita, il sorpasso, il progetto dei vostri giorni, la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.

Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla dove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che il bidone della spazzatura, l’inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.

Giuseppe, che nell’affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.

Gli angeli che annunciano la pace portino ancora guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che poco più lontano di una spanna, con l’aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfratta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano popoli allo sterminio della fame.

I Poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell’oscurità e la città dorme nell’indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere “una gran luce” dovete partire dagli ultimi.

Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili.
Che le pellicce comprate con le tredicesime di stipendi multipli fanno bella figura, ma non scaldano.
Che i ritardi dell’edilizia popolare sono atti di sacrilegio, se provocati da speculazioni corporative.

I pastori che vegliano nella notte, “facendo la guardia al gregge ”, e scrutano l’aurora,vi diano il senso della storia, l’ebbrezza delle attese, il gaudio dell’abbandono in Dio.

E vi ispirino il desiderio profondo di vivere poveri che è poi l’unico modo per morire ricchi.

Buon Natale! Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza.

Tonino Bello

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