


Sarà capitato anche a voi di sfogliare le piccole riviste distribuite dai supemercati che contengono informazioni e consigli, naturalmente di carattere culinario. Orbene, tempo fa, una ricetta aveva suscitato particolare interesse, tanto da meritare ritaglio e conservazione, in attesa di più concreta ispirazione, giunta, finalmente, nella mattinata, a motivo della disponibilità del principale ingrediente: l' appena lessato cavolfiore. Tutto ok l'impasto, la frittura e l'apparenza, le bignole, infatti, si sono gonfiate perfettamente, come di dovere. Al momento dell'assaggio, però, l' aspettativa di croccantezza (l' unica, a personale giudizio, che fa meritare alle occasionali fritture il peccato di gola) si è infranta di fronte al boccone, tutto sommato non disdicevole ma decisamente "incorporeo". Migliore il risultato della sperimentazione in forno (fuori ricetta) ma in ogni caso la spesa, in termini di tempo, non vale proprio l'impresa a meno, naturalmente, di preferenze e gusti di segno opposto
Dedicato a Pina che segnala l'eccessiva distanza tra un post e l'altro.
Il motivo principale, a dir la verità, non è solo la tirannia del tempo a disposizione ma, essenzialmente, il desiderio di riproporre a se stessa, piatti particolarmente graditi, dei tantissimi già inseriti nel blog come, per esempio, in questo lungo e freddo inverno:
Gnocchi ripieni
Minestra di pasta e cavolfiori
Calamarata Zucca e Rosmarino
Minestra di gnocchetti di polenta con fagioli
Zuppa di Patate e Lenticchie con salsiccia
Ravioli dolci di ricotta con salsa di pomodoro
Savarin di Polenta ai funghi pioppini
Timballo di riso con carciofi, pinoli e uvetta
Zuppa di Farro
e ancora, ancora ancora....
Una Mela (golden)
un cespo di radicchio rosso (di treviso o altro a piacere)
1 scalogno
20 gr di burro
4 cucchiai di olio
30 ml di vino bianco secco
500 ml di brodo vegetale
350 gr di riso
50 gr di grana
Il positivo (se si vuole, si trova) del perdurante tempo cattivo è che ci si può consolare con ulteriori succulenze invernali da preparare con l'ultima zucca offerta dal mercato. La ricetta viene da un bel sito che è "lo spicchio d'aglio" liberamente adattata in parte per necessità di velocizzazione del procedimento e, in parte, per dimenticanza, come nel caso della mancata spolverata finale con pecorino, che però, va detto, poco ha tolto alla bontà del piatto.
Le cime di rapa, dette anche broccoletti, sono la parte verde, non ancora fiorita, della Brassica campestris varietà cymosa, dal sapore molto caratteristico, appena un po' amarognolo. Si possono cucinare bollite o se, particolarmente tenere, direttamente in padella, con la sola acqua che resta sulle foglie una volta lavate. Il piatto per eccellenza preparato con questa squisita verdura è quello pugliese delle orecchiette (o, più esattamente: strascinati) appunto con le cime di rapa ma volendo divagare sul tema si possono sperimentare abbinamenti con gnocchi, maltagliati o, come in questo caso, tagliatelle da sfoglia tirata rigorosamente a mano con il solo ausilio del matterello.
Non che ci sia molto da aggiungere a quanto già detto e fatto in proposito da molti food blogger se non che ai mitili in questione si possono felicemente abbinare verdure e ortaggi come broccoli, zucchine, asparagi ecc. e che le vongole non veraci sono comunque buonissime
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