
Ancora gnocchi, questa volta con la ricotta (abruzzese) nell'impasto e il cacioricotta (pugliese) come spolverata finale, le rape, al centro: patrimonio comune.
Il cacioricotta è prodotto con una tecnica di lavorazione ibrida, a metà tra quella del formaggio e quella della ricotta,
per gli gnocchi:
mezzo chilo di ricotta (ben sgocciolata)
250 ca di farina. (più o meno)
1 uovo
parmigiano 2 cucchiai
noce moscata
sale un pizzico
per il condimento:
400 gr di cime di rapa
4-5 cucchiai di olio extravergine di oliva (o di più se preferito)
uno spicchio di aglio
peperoncino (se gradito)
sale q.b.

E' vero, questa ricetta non ha nulla di nuovo o di particolare, almeno per chi ha dimestichezza con pentole e fornelli, ma non è che si può stare sempre a provare, sperimentare, imitare o scimmiottare i grandi cuochi. Spesso, la "normalità" degli ingredienti e la semplicità di esecuzione permettono un apprezzamento più incisivo della materia prima sempre che questa sia di assoluta freschezza.

Ingredienti

Come da promessa eccovi uno dei diversi possibili modi di utilizzo delle verdurine che ci regala gratuitamente madre natura. In questo caso gli asparagi, previsti nella ricetta originaria, sono stati sostituiti con il luppolo selvatico, altrimenti detti bruscandoli.
Naturalmente il formato è facoltativo, potete piegare le crespelle a fazzoletto o arrotolare a cannellone, o ancora utilizzarle a strati per un timballino. Però bisogna ammettere che come bomboniere sono proprio deliziose, anche nell'aspetto, non è vero?
Prima di tutto pulite e lavate il luppolo

alla stessa maniera degli asparagi (si piegano leggermente fino a spezzarli e si scarta la parte inferiore); quindi tagliateli a pezzetti da 1_2 cm e cuoceteli con la noce di burro, il cucchiaio di olio e lo scalogno tritato fine, a fiamma bassa e incoperchiati.
Una volta cotti (se necessario aggiungete poca acqua calda) lasciate che intiepidiscano, quindi aggiungete la mozzarella tagliata a cubettini molto piccoli, il parmigiano e la besciamella. mescolate bene e ponete un mucchiettino del composto al centro della crespella. Chiudete ciascuna crespella con l'erba cipollina e fate gratinare a forno caldo (160°/ 180°) per 10 minuti.


La ricetta è di Palma D'Onofrio, fino a ieri maestra di piccoli gruppi di appassionati e oggi di qualche milione di affezionati a "La prova del Cuoco". Le proposte di Palma catturano l'attenzione, prima ancora del palato, per l'originalità unita alla davvero semplice modalità di esecuzione.






Il cous cous è un alimento tipico del Nordafrica, costituito da granelli di semola cotti a vapore Il nome nordafricano di questo piatto è seksu in berbero e kuskusu in arabo magrebino.
Per cucinare il cuoscous, occorrerebbe la couscoussiera, composta di una pentola o kedra (in Marocco) o makfoul (in Tunisia), nella quale si prepara il brodo (con della carne, del pesce o anche solo verdure) e una parte superiore forata sul fondo, il kaskas, in cui il couscous cuocerà a vapore. Per impedire la fuoriuscita del vapore, il metodo tradizionale prevede che venga utilizzata una striscia di stoffa immersa in farina e acqua (kfila), ben avvolta intorno al punto di congiunzione delle due parti della couscoussiera.
In questa circostanza il cous cous è stato preparato seguendo le indicazioni scritte sulla confezione del prodotto, mentre per condimento si sono scelti gli ortaggi di stagione prima che questa volga al termine.


A Roma, nei pressi di Piazza Bologna, per la precisione in via Michele di Lando, 28/36, da Enrico e Bruno, potete gustare le "vere" orecchiette in questione. Quelle presentate sono una "ricostruzione" immaginata attraverso le papille gustative. Graditissimi, come sempre, consigli e suggerimenti migliorativi. Imperitura riconoscenza per la ricetta originale.

Ricetta e foto sono di Alice, giovane e brava fotografa. Il piatto è facilissimo e veloce da prepare, davvero fresco e gustoso. I principianti che hanno orecchio, intendano!
Ingredienti per 2 persone
180g di Penne o mezze penne rigate
1 tuorlo d'uovo
1 Scatoletta di tonno (al Naturale o all'olio d'oliva, in questo caso scolare l'olio)
Panna da cucina qb
Erba cipollina

Cucinare il pesce passa per cosa difficile o, quantomeno, impegnativa. In realtà se si tiene conto che tutte le pescherie sono disposte a pulire quanto da voi acquistato e che il maggior apprezzamento è reso possibile dalla semplicità della preparazione allora i principianti si renderanno conto che l'accesso al tema non è affatto loro negato.
Nel caso degli scampi, poi, non è necessario neanche l'aiuto del pescivendolo, perchè basta togliere ai meschini le antenne e quelle che sembrano zampine e lavarli velocemente sotto l'acqua corrente (qualcuno toglie anche gli occhi ma la cosa appare eccessivamente cruenta) .

Questa volta la dedica è per Eleonora che invano ha cercato , all'interno del blog, "qualcosa" con gli asparagi. In verità si era nel convincimento di aver già postato la ricetta. Un semplice sommario controllo ha evidenziato che la medesima, pur essendosi dimostrata, alla prova dei fatti, assai gustosa e al palato e alla vista, era rimasta, malinconicamente e ingiustamente dimenticata, in un angolo del PC. Le crepes sono quelle preparate alla maniera di vinaigrette ma, naturalmente, è possibile utilizzare, come di solito, il latte piuttosto che l'acqua .
Preparate innanzitutto la vellutata vegetale e le crepes. Pulite gli asparagi, lavateli ben bene, togliete 10 cm di punta e tagliate a rondelle il resto. Buttate le rondelline in acqua bollente e salata q.b. Quando queste sono quasi cotte aggiungete le punte che devono rimanere un po' croccanti e intere. Scolate il tutto e mettete le rondelle nella vellutata, aggiungete 3/4 del parmigiano e mescolate bene. Mettete qualche cucchiaiata del composto su metà crepe, aggiungete cubetti di mozzarella, piegate a metà e disponente in una pirofila. Continuate fino e esaurimento degli ingredienti. Ora versate sulle crepes un filo di vellutata che avrete sottratto inizialmente dalla tazza (prima di aggiungervi gli asparagi) decorate ciascuna crepe con le punte degli asparagi, cospargete con il parmigiano rimasto e infornate per 5 minuti a 180°
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