Il positivo (se si vuole, si trova) del perdurante tempo cattivo è che ci si può consolare con ulteriori succulenze invernali da preparare con l'ultima zucca offerta dal mercato. La ricetta viene da un bel sito che è "lo spicchio d'aglio" liberamente adattata in parte per necessità di velocizzazione del procedimento e, in parte, per dimenticanza, come nel caso della mancata spolverata finale con pecorino, che però, va detto, poco ha tolto alla bontà del piatto.
Le cime di rapa, dette anche broccoletti, sono la parte verde, non ancora fiorita, della Brassica campestris varietà cymosa, dal sapore molto caratteristico, appena un po' amarognolo. Si possono cucinare bollite o se, particolarmente tenere, direttamente in padella, con la sola acqua che resta sulle foglie una volta lavate. Il piatto per eccellenza preparato con questa squisita verdura è quello pugliese delle orecchiette (o, più esattamente: strascinati) appunto con le cime di rapa ma volendo divagare sul tema si possono sperimentare abbinamenti con gnocchi, maltagliati o, come in questo caso, tagliatelle da sfoglia tirata rigorosamente a mano con il solo ausilio del matterello.

Ancora gnocchi, questa volta con la ricotta (abruzzese) nell'impasto e il cacioricotta (pugliese) come spolverata finale, le rape, al centro: patrimonio comune.
Il cacioricotta è prodotto con una tecnica di lavorazione ibrida, a metà tra quella del formaggio e quella della ricotta,
per gli gnocchi:
mezzo chilo di ricotta (ben sgocciolata)
250 ca di farina. (più o meno)
1 uovo
parmigiano 2 cucchiai
noce moscata
sale un pizzico
per il condimento:
400 gr di cime di rapa
4-5 cucchiai di olio extravergine di oliva (o di più se preferito)
uno spicchio di aglio
peperoncino (se gradito)
sale q.b.

E' vero, questa ricetta non ha nulla di nuovo o di particolare, almeno per chi ha dimestichezza con pentole e fornelli, ma non è che si può stare sempre a provare, sperimentare, imitare o scimmiottare i grandi cuochi. Spesso, la "normalità" degli ingredienti e la semplicità di esecuzione permettono un apprezzamento più incisivo della materia prima sempre che questa sia di assoluta freschezza.

Ingredienti

Come da promessa eccovi uno dei diversi possibili modi di utilizzo delle verdurine che ci regala gratuitamente madre natura. In questo caso gli asparagi, previsti nella ricetta originaria, sono stati sostituiti con il luppolo selvatico, altrimenti detti bruscandoli.
Naturalmente il formato è facoltativo, potete piegare le crespelle a fazzoletto o arrotolare a cannellone, o ancora utilizzarle a strati per un timballino. Però bisogna ammettere che come bomboniere sono proprio deliziose, anche nell'aspetto, non è vero?
Prima di tutto pulite e lavate il luppolo

alla stessa maniera degli asparagi (si piegano leggermente fino a spezzarli e si scarta la parte inferiore); quindi tagliateli a pezzetti da 1_2 cm e cuoceteli con la noce di burro, il cucchiaio di olio e lo scalogno tritato fine, a fiamma bassa e incoperchiati.
Una volta cotti (se necessario aggiungete poca acqua calda) lasciate che intiepidiscano, quindi aggiungete la mozzarella tagliata a cubettini molto piccoli, il parmigiano e la besciamella. mescolate bene e ponete un mucchiettino del composto al centro della crespella. Chiudete ciascuna crespella con l'erba cipollina e fate gratinare a forno caldo (160°/ 180°) per 10 minuti.


La ricetta è di Palma D'Onofrio, fino a ieri maestra di piccoli gruppi di appassionati e oggi di qualche milione di affezionati a "La prova del Cuoco". Le proposte di Palma catturano l'attenzione, prima ancora del palato, per l'originalità unita alla davvero semplice modalità di esecuzione.






Il cous cous è un alimento tipico del Nordafrica, costituito da granelli di semola cotti a vapore Il nome nordafricano di questo piatto è seksu in berbero e kuskusu in arabo magrebino.
Per cucinare il cuoscous, occorrerebbe la couscoussiera, composta di una pentola o kedra (in Marocco) o makfoul (in Tunisia), nella quale si prepara il brodo (con della carne, del pesce o anche solo verdure) e una parte superiore forata sul fondo, il kaskas, in cui il couscous cuocerà a vapore. Per impedire la fuoriuscita del vapore, il metodo tradizionale prevede che venga utilizzata una striscia di stoffa immersa in farina e acqua (kfila), ben avvolta intorno al punto di congiunzione delle due parti della couscoussiera.
In questa circostanza il cous cous è stato preparato seguendo le indicazioni scritte sulla confezione del prodotto, mentre per condimento si sono scelti gli ortaggi di stagione prima che questa volga al termine.


A Roma, nei pressi di Piazza Bologna, per la precisione in via Michele di Lando, 28/36, da Enrico e Bruno, potete gustare le "vere" orecchiette in questione. Quelle presentate sono una "ricostruzione" immaginata attraverso le papille gustative. Graditissimi, come sempre, consigli e suggerimenti migliorativi. Imperitura riconoscenza per la ricetta originale.

Ricetta e foto sono di Alice, giovane e brava fotografa. Il piatto è facilissimo e veloce da prepare, davvero fresco e gustoso. I principianti che hanno orecchio, intendano!
Ingredienti per 2 persone
180g di Penne o mezze penne rigate
1 tuorlo d'uovo
1 Scatoletta di tonno (al Naturale o all'olio d'oliva, in questo caso scolare l'olio)
Panna da cucina qb
Erba cipollina
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