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Solinda: mini anguria, maxi gusto

Submitted by Vinaigrette on Sab, 08/07/2006 - 21:04
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solinda

Ancora a proposito di cocomeri, è vero che quelli grandi in frigo non ci stanno, così come è anche vero che oggi non si è costretti a prenderli interi, ma se ne possono acquistare parti già tagliate a spicchi o a metà. Evidentemente ciò non soddisfa ancora il pigro consumatore che, in ogni caso, anche solo in parte, a togliere i semi proprio non ce la fa, 'troppo tempo' 'troppa pazienza', ed allora ... ecco Solinda, la mini anguria da un chilo, un chilo e mezzo di peso, assolutamente senza semi, coltivata nelle parti più assolate del Sud Italia, da agricoltori specializzati, nel rispetto -si afferma- di rigidi standard di qualità e con sementi selezionate con sistemi -si continua ad affermare- assolutamente 'naturali'. Ai sistemi naturali, inopinatamente si ritiene, dovrebbe pensare esclusivamente madre natura, ma se la poveretta , maltrattata e bistrattata, dovesse decidere di ritirarsi a vita privata e lasciarci alle nostre manipolazioni, naturali o non , allora non stiamo qui a quisquiliare e affrettiamoci a sperimentare Solinda dalla

Polpa dolcissima e croccantissima, buccia sottile e niente semi… tutto cuore!
Un frutto ideale per una colazione energetica, uno spuntino rinfrescante o da offrire come dessert. Ma il concentrato di sapore ed il colore rosso profondo ne fanno anche un ingrediente unico per preparare ricette originali (solinda)

Solinda è protagonista di una promozione questo fine settimana in 59 punti vendita dei supermercati Gs. E', inoltre, disponibile in Italia presso Auchan, Carrefour, Conad, Unes, Finiper e Esselunga, in Svizzera presso Coop e Migros, in Gran Bretagna presso Morrisons e Somerfield e Co-op.

Flavor Spray - Burro senza calorie

Submitted by Vinaigrette on Mer, 28/06/2006 - 19:33
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Burro di panna

No, non ci si può credere, eppure è così, fra poco troveremo sul mercato solo cibi virtuali, fazzoletti di carta all'aroma di lasagne che, in caso di raffreddore, oltre che per il precipuo compito per cui sono stati inventati, potranno essere utilizzati per annusare e gustare un bel primo piatto superdietetico. Fintanto che è possibile, però, continuiamo a fidarci della scritta del manifesto e lasciamo il burro spray, praticamente 'gusto privato delle calorie' ai gourmet che tengono alla propria linea tanto da sacrificare a questa tutto il resto.

Si tratta di un prodotto che ha il gusto del burro, l’odore del burro ma che non è burro, ha solamente il suo aroma. Flavor Spray è stato messo a punto da David Burke, diplomatosi al Culinary Institute of America, e non contiene grassi, idrati di carbone, calorie.
Negli Stati Uniti sono già in vendita trenta tipi di spray e a breve saranno commercializzati in Europa via Internet: bacon, salsa barbecue, pesto, parmigiano, cheese cake ecc...
L’industria alimentare da tempo propone ai ristoratori, sottoforma di liquido, emulsione o polvere, sostanze che riproducono «gusto di vaniglia», «note fruttate, di fiori…», aromi che ormai sono immancabili nei prodotti della grande distribuzione.
Si tratta di un vero e proprio mondo virtuale del gusto che l’industria alimentare sta creando alle spalle della gastronomia.
Un sito che produce aromi di tartufo annuncia esplicitamente che «il timore di vedersi accusati di ingannare il cliente, impedisce agli chef di impiegarlo (l’aroma) apertamente» e dà consigli per la redazione dei menu.
Alain Passard, chef del tristellato Arpege, s’interroga: «coloro che impiegano questi additivi, hanno ancora il diritto di chiamarsi cuochi?».

Fonte: Le Monde by Sloweb

Luppolo selvatico (Humulus lupulus)

Submitted by Vinaigrette on Gio, 01/06/2006 - 21:29
luppolo
Cantano flebilmente gli uccelli come se piangessero il giorno che muore...»

Così Ugo Foscolo raccontava nel suo "Le ultime lettere di Jacopo Ortis", il momento della cena di una famiglia residente nelle campagne venete, in una tiepida sera di maggio, con le donne intente a servire nei piatti la minestra di "bruscandoli", raccolti nei campi durante il pomeriggio.

luppolo dis

Il riferimento di Foscolo è appunto al "bruscandolo", termine dialettale ferrarese per indicare i giovani germogli del luppolo, detti in altre regioni del Nord luertìs o lovertìn, che si raccolgono in primavera tra le siepi e negli incolti. Hanno un gusto gradevolmente amarognolo, simile all'asparago, (la pianta è la stessa coltivata come aromatizzante nei Paesi produttori di birra) e li si usa per farne frittate, minestre e risotti.

A sottolineare le caratteristiche ipocaloriche di questo alimento, si ricorda il modo di dire di chi, incontrando una persona particolarmente magra, la appellava così: "Mo ss'a màgnat, di bruscànduli?" ("Ma cosa mangi, dei bruscandoli?").
Un tempo, nei giorni di mercato, si vedevano ragazzini che vendevano piccoli mazzetti di bruscandoli, ai crocicchi delle strade di campagna.
(http://www.comune.berra.fe.it/fiere_bruscandoli_rassegna.php)

Gli spaghetti hanno 4000 anni

Submitted by Vinaigrette on Gio, 13/04/2006 - 08:20
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E' vero che la notizia ha qualche mese di vecchiezza, ma cosa possono essere una manciata di giorni trascorsi, rispetto ai 4000 anni degli spaghetti!

Un piatto di spaghetti è emerso dalle profondità della terra, per lo stupore degli archeologi cinesi che stavano scavando in un villaggio del neolitico. Il ritrovamento è avvenuto nella cittadina di Laja, vicino al fiume Giallo, nel nord ovest della Cina.
spaghetti

Analizzando il reperto i ricercatori dell´Accademia delle scienze e dell´Istituto di archeologia cinesi hanno capito che la pietanza davanti ai loro occhi era molto antica. E infatti il carbonio 14 ha confermato la sua età: quattromila anni. Il più antico piatto di spaghetti della storia (almeno fra quelli di cui è stata ritrovata traccia). Una scoperta che ruba all´Italia ogni ipotesi di primato dell´invenzione della pastasciutta.
Che si tratti di spaghetti - ancorché calcificati e mescolati a terra anziché a sugo - non c´è proprio dubbio. Colore giallo paglierino, lunghezza che arriva al mezzo metro, tracce di una pregressa bollitura, volute tipiche della pasta lunga, pronta a ricevere la forchettata. La forma in verità è irregolare, più da tonnarelli che da spaghetti veri e propri. La composizione però non lascia incertezze. Si tratta di acqua e farina impastate insieme. Uniche differenze: non dal grano duro ma dal miglio l´antica farina veniva ricavata.

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La Primavera

Submitted by Vinaigrette on Dom, 02/04/2006 - 16:39
Botticelli Primavera

Sandro Filipepi, detto il Botticelli.
A destra dell'opera il vento Zefiro afferra la ninfa Chloris e con il suo soffio la feconda trasformandola in Flora, generatrice di fiori e Dea della Primavera .
Qualche millennio prima Publio Ovidio nasone:

"Ora chiamata Flora, ero in realtà Clori: la lettera
greca del mio nome fu guastata dalla pronuncia latina.
Ero Clori, ninfa dei campi felici dove hai udito
che in passato ebbero la loro dimora uomini fortunati.
Dire quale sia stata la mia bellezza, sarebbe sconveniente
alla mia modestia: ma fu essa a trovare come genero per mia madre un dio.
Era primavera, vagavo; Zefiro mi vide, cercai di allontanarmi;
m'insegue, fuggo; ma egli fu più veloce.
E Borea, che aveva osato rapire la preda dalla casa di Eretteo,
aveva dato al fratello piena licenza di rapina.
Tuttavia fa ammenda della violenza col darmi il nome di sposa,
e nel nostro letto non ho mai dovuto lamentarmi.
Godo d'una eterna primavera; è sempre splendido l'anno,
gli alberi hanno sempre le fronde e sempre ha pascoli il suolo.
Possiedo un fiorente giardino nei campi dotali,
l'aria lo accarezza, lo irriga una fonte di limpida acqua:
il mio sposo lo ha riempito di copiose corolle, e ha detto:
"Abbi tu, o dea, piena signoria sui fiori"
Spesso io volli contare le loro specie,
ma non vi riuscii: il loro numero superava il conteggio."
(Publio Ovidio Nasone - Fasti - V° libro )

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