Crespelline al tartufo bianco

Submitted by Vinaigrette on Dom, 07/01/2007 - 21:54
Tartufo-Bianco
crespelline-tartufo-bianco-

Ad un occhio distratto, molto distratto, l'oggetto della prima foto potrebbe sembrare una patata. Trattasi, in realtà, di stupendo, profumatissimo tartufo bianco (Tuber Magnatum Pico) utilizzato, senza parsimonia, per le crespelline in argomento, servite come antipasto alla cena di capodanno, sparite da tutti i piatti nel giro di pochissimo (mai distrarsi in certe circostanze).

Ingredienti
per 10 persone
Tartufo bianco (a piacere)
20 crespelline
600 ml besciamella
120 gr parmigiano grattugiato
sale q.b. (un po' di pepe se gradito)
Preparazione
Preparate le crepes alla maniera di Vinaigrette con un padellino di 12 cm di diametro.
Preparate la besciamella, con un po' più di latte (600 invece che 500 ml) fatela raffreddare e mescolatevi il parmigiano e una grattatina di tartufo (naturalmente ben pulito con uno spazzolino e un panno umido).
Spalmate la salsa sulle crespelle che piegherete in quattro disponendole, man mano, in una pirofila.
Infornate per 8/10 minuto a 180°. Togliete dal forno, aggiungete fettine di tartufo e servite

I Confetti di Sulmona

Submitted by Vinaigrette on Dom, 03/12/2006 - 00:58
vestito confetti sulmona

Abruzzo e più precisamente Sulmona, terra di confetti e fantasia. Provate ad immaginare il ballo al castello del del re con indosso il confettoso vestito della foto: altro che favola!
Quale sia invece l'origine del confetto così come lo conosciamo oggi è ancora argomento di ricerche.

'Piccolo dolce, esternamente ricoperto di zucchero cotto, che contiene al suo interno una mandorla, una nocciola o un pistacchio. I confetti possono essere di due generi diversi: morbidi o duri. Quelli duri, per tradizione, contengono una mandorla pelata e tostata; quelli morbidi hanno un ripieno a base di pasta di mandorle, di canditi o di cioccolato aromatizzato. Esistono anche dei piccoli confettini, conteneti semi di anice o di finocchio, che vengono utilizzati per guarnire torte o piccoli dolcetti di tradizione regionale. In italia i confetti vengono offerti tradizionalmente in occasione di battesimi, prime comunioni e matrimoni.'
confetti sulmona

Da sempre sono stati considerati di buon augurio. La prima traccia scritta risale alla fine del '400. Nello Stato pontificio erano usati come omaggio agli attori teatrali (ad esempio la Duse li considerava portafortuna). Nel 1806 Napoleone entrò a Verdun sotto tre archi di trionfo costruiti con confetti bianchi. I Confetti di Sulmona, conosciuti in Italia e nel mondo per la loro squisitezza e per la raffinata produzione, di antica tradizione. Le mandorle utilizzate sono quelle di Avola (le più pregiate). Ne esistono di varie forme, colori e dimensioni. Famosi per la loro bontà sono i Cannellini di Sulmona, confetti lunghi e sottili con all'interno un cuore di cannella. La loro notorietà è legata a Giacomo Leopardi che ne mangiava abitualmente in grandi quantità, tanta era la passione del poeta per questi dolci.
La tradizione vuole che il confetto da matrimonio sia bianco, ad indicare la purezza della sposa. Il rito del lancio dei confetti all'uscita del corteo dalla chiesa veniva chiamato sciarra ossia rissa, baccano, riferito ai ragazzi che correvano poi a raccogliere i dolci crendo confusione. Il numero di confetti nelle bomboniere deve essere dispari, un augurio per la nascita del futuro figlio.
Nel battesimo invece i confetti saranno rosa per le bambine, colore associato al sangue e quindi alla fertilità, azzurri per i maschietti, a simboleggiare il cielo e quindi la futura elevatezza morale. Alle nozze d'oro o d'argento saranno offerti confetti dorati o argentati, nelle feste di laurea la bomboniera è un piccolo cappello goliardico con il colore appropriato alla facoltà seguita (di solito il rosso).

http://www.sulmona.org

Cannelloni di crespelle al tartufo

Submitted by Vinaigrette on Gio, 12/10/2006 - 23:50
Cannelloni di crepes al tartufo

L'utilizzo possibile del patè di tartufo -di qualche post più in là- è dei più vari, e va dalla semplice bruschetta, alle tagliatelle o speghettini da condire con qualche cucchiaiata della profumata salsa, oppure, per chi è un po' più esperto, ai cannelloni di crespelle

Ingredienti
8-10 crepes
besciamella con 1/2 litro di latte
3 cucchiai di patè di tartufo
30 gr di parmigiano
Preparazione
Preparate la besciamella, mettetene da parte qualche cucchiaiata e mescolate al resto il patè di tartufo. Aggiungete il parmigiano e amalgamate ben bene il tutto. Preparate le crepes (Se non sapete ancora farle potete sempre comprarle belle e pronte). Spalmate ogni crepes con la crema ottenuta e arrotolatele formando dei cannelloni che andrete a disporre in una pirofila. Diluite la besciamella messa da parte con qualche cucciaio di latte e versatela sui cannelloni di crepes. Infornate a 180° per 15 minuti. Decorate con qualche fettina di tartufo e servite.

Patè di tartufo estivo

Submitted by Vinaigrette on Mer, 04/10/2006 - 21:52
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patè di tartufi 00

Per tutti gli aspiranti alla conservazione del tartufo, il più a lungo che sia possibile, un suggerimento pomposamente e personalmnente denominato Patè. Omaggi all'onestà intellettuale e non, impongono di comunicare che non è dato conoscere se la procedura seguita e proposta sia tecnicamente corretta. Ciò che se ne può dire, senza tema di smentita, è la facilità di esecuzione oltre che la sperimentata e consolidata efficacia.

Ingredienti
Un tartufo bello sodo
mezzo spicchio di aglio
olio extravergine di oliva
sale e pepe q.b.
Preparazione
In una ciotola grattuggiate aglio e tartufo, mescolate e aggiungete l'olio a filo. Continuate a mescolare, fino ad ottenere una salsa fluida. Aggiungete il sale e,a piacere, una grattatina di pepe. Travasate il tutto in un barattolo, chiudete e conservate in frigo.

Guarda tutte le foto: Patè di Tartufo Estivo

Tuber Aestivum -Tartufo nero estivo

Submitted by Vinaigrette on Ven, 29/09/2006 - 23:41
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Non solo l'Umbria (bellissima) è terra di tartufi. Guardate che meraviglia i fratelli abruzzesi appena raccolti (Grazie Francesco!) e stamo parlando, per ora, solo del Tuber Aestivum, meglio conosciuto come tartufo nero estivo o più comunemente "scorzone" a causa della sua scorza ruvida,
Provate ad immaginare quelli di diversa e superiore specie... una delizia.
Intanto che cosa sono questi generosi regali della natura: corpi fruttiferi, meglio definiti come "sporofori", prodotti sotto terra da alcune specie di funghi (ipogei), che vivono in un rapporto di simbiosi con gli apparati radicali di piante superiori, soprattutto querce, noccioli, carpino nero, pioppi, salici, tigli, faggio, cisto, castagno. Si caratterizzano per il forte profumo aromatico che emanano solo quando le spore sono perfettamente mature. In fase di raccolta il corpo fruttifero deve essere estratto in perfette condizioni di maturazione perché mantenga tutti i pregi organolettici: l’esemplare acerbo si presenta più pesante rispetto a quello maturo, ma risulta completamente privo di aroma.
La raccolta avviene solo in determinati periodi dell’anno, quando le spore hanno terminato la loro fase di maturazione, ed esclusivamente con l’ausilio dei cani (una volta si usavano anche i maiali).
La tutela di questo prodotto impone di evitare l’uso di mezzi meccanici o manuali, che provocherebbero gravi danni allo sviluppo di nuovi filamenti, che risultano profondamente interconnessi con il sistema radicale delle piante verdi del bosco. Il Tuber Aestivum è un tartufo resistente e si mantiene più a lungo rispetto alle altre Leggi tutto

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