Della tradizione abruzzese si è già detto qui, ora la ricetta di Tania e la foto di Federica che ha realizzato pupe e cavalli in formato ridotto, donati a tutti gli intervenuti alla festa dei propri splendidi bambini. Si può certamente dire che l'idea è stata proprio "Buona" ...in tutti i sensi:)
La condivisione di uno dei pezzi forti della cucina tradizionale abruzzese è di grande soddisfazione soprattutto se si confessano i reiterati fallimenti che hanno preceduto il più che dignitoso ultimo risultato (quello della foto). E già, perchè si fa presto a dire mescolare gli ingredienti, formare delle polpette e friggerle, il tutto non è proprio così banale: la mollica deve essere di pane tipo casereccio, non fresco ma neanche troppo raffermo, idem per il formaggio; la proporzione tra gli ingredienti va calibrata a seconda della consistenza degli stessi e della grandezza delle uova. Una volta, però, azzeccato l'impasto, ogni successiva ripetizione è garantita. Il suggerimento è di prepararne un bel po', giacchè ci si trova, e di congelarne una parte.
La ricetta completa prevede "la discesa" delle polpette, una volta fritte, in un sughetto di pomodoro molto leggero (c'è chi aggiunge anche stiscioline di peperoni).

Ma una cosa così carina poteva restare tra i commenti (solitamente brevi battute di saluto, complimenti, auguri etc. etc.) ? Assolutamente no. Allora, con formale invito rivolto sentitamente a "Lo Smilzo" per una diretta, continuata e anche scoordinata partecipazione a questo simil-Blog, si effettua il transito di merito.
Un commento al commento, però, corre obbligo di fare: "gli intermezzi privi di sapore" (intesi come post non inerenti succulenti o meno piatti preparati e offerti all'interesse del webmondo) possono risultare privi di sapore se il pensiero è governato solamente dalle papille gustative. (non è il caso, in ogni caso, de Lo Smilzo, dato anche lo username che lo identifica). Chi ha anche le orecchie intenda
(Il Piano delle cinque miglia è in Abruzzo, le bellissime pecore della foto, invece, vengono da qui:http://www.fassanews.com/foto)

Ravioli, ravioletti, ravioloni ecc ecc si preparano, in diversi modi, in tutta Italia. In una unica regione però, accanto ai più soliti ingredienti come ricotta e parmigiano, compaiono, particolarissimamente, zucchero e uvetta. Stiamo parlando di uno dei piatti della domenica dell'Abruzzo e, più precisamente dell'Abruzzo aquilano. Le origini della ricetta risultano al momento ignote, ma l'impegno nella ricerca è ancora intenso. L'auspicio è quello di soddisfare la propria oltre che le altrui curiosità.
I semi di papavero utilizzati per meglio presentare il piatto sono assolutamente facoltativi.
Per il sugo
un bel ragù di carne
Questi gnocchetti, originari di Ateleta (AQ) (dove si fanno con il pomodoro) come già raccontato in precedenza, si preparano con la polenta che avanza da altre circostanze, (se ne fa appositamente di più rispetto alle aspettative mangereccie) Se, però,il gradimento è tale da non consentire attese rispetto al domestico calendario culinario allora ben tre sono le possibilità che vi si offrono: comprare polenta precotta, pronta in pochi minuti; utilizzare il Bimby che mescola per 45 minuti al vostro posto; girare il paiolo per 45 minuti -senza sconti- magari organizzando turni con malcapitati dei vostri dintorni
Le immagini complete della preparazione della ricetta sono disponibili su Flickr: Gnocchetti di polenta con fagioli
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