Tubettini guanciale e pecorino

Submitted by Vinaigrette on Mer, 23/02/2011 - 20:57
pasta alla gricia

Piatto velocissimo, gioia dei principianti. Solitamente il formato utilizzato per questa "Amatriciana bianca" detta anche "pasta alla gricia" sono i bucatini ma i tubettini, gustati in precedenza, in formato leggermente più grande, in un ottimo ristorante Aquilano, sono niente male. Da non confondere assolutamente il guanciale che è proprio la guancia del maiale (parte muscolosa e magra con un proprio caratteristico sapore) con il lardo che è il grasso del dorso o con la pancetta che è il grasso del ventre, comunque buonissimi, ma per altre circostanze.

Tubettini al guanciale e pecorino
Ingredienti
per 4 persone:
350 gr di tubettini (o più a seconda dell'appetito)
100 gr di guanciale (non pancetta)
80 gr di pecorino romano
pepe nero da macinare al momento
sale q.b.
Preparazione
Pulite bene il guanciale, tagliatelo a cubetti (taglio brunoise) e fatelo rosolare molto lentamente in una padella capace di accogliere anche la pasta.
Cuocete al dente i tubetti e versateli nella padella con il guanciale rosolato. Fate saltare e aggiungete il pecorino che avrete reso cremoso con qualche cucchiaiata di acqua di cottura della pasta. Mescolate velocemente, cospargete di pepe macinato al momento e servite subito.

Aglio Rosso di Sulmona

Submitted by Vinaigrette on Mer, 09/06/2010 - 22:59
Aglio rosso di Sulmona

(foto tratta dal corriere.it /abruzzo_molise)

Varietà unica in Italia, l'aglio "Rosso di Sulmona" nasce e si riproduce esclusivamente nella conca di Sulmona o Valle Peligna (AQ) , dove viene coltivato da secoli. Lo si riconosce dalle caratteristiche tuniche color rosso porpora, che avvolgono ogni singolo spicchio o bulbillo, ed è la specie più pregiata ed apprezzata tra quelle prodotte in Italia, grazie anche alle sue ineguagliabili peculiarità.

Rispetto all'aglio bianco e rosa, il "Rosso di Sulmona" presenta una testa più grande, (regolare e perfettamente conformata), più ricco di olii essenziali (come dimostrano l'odore e il sapore particolarmente penetranti), si conserva a lungo ed è l'unico a generare uno scapo florale (localmente chiamato Zolla) che viene estratto dalla pianta circa un mese prima della raccolta.
Lo scapo florale si consuma fresco, conservato sottolio o in agrodolce ed ha un gusto meno deciso dell'aglio pur mantenendo le stesse proprietà farmacologiche ed alimentari della pianta madre.

L'Ecotipo "Rosso di Sulmona" è stato iscritto al Registro Varietale Nazionale con decreto ministeriale di iscrizione del 28/03/1992

(http://www.disulmona.com/it/prodotti/agliorosso.htm) Leggi tutto

Lardo di Colonnata

Submitted by Vinaigrette on Sab, 29/11/2008 - 09:29
Argomenti:
lardo di colonnata

Quando si guarda alla cucina con occhio sì curioso ma un tantino distratto, si può essere portati a pensare che "Colonnata" sia una delle tante parti che il più generoso degli animali, il maiale, dona di se. Un giro, anche breve, per la bellissima Toscana ci può portare, invece all'antico borgo, frazione del comune di Carrara, situato sulle pendici delle Alpi Apuane, che il lardo ha reso famoso nel mondo: Colonnata, appunto.
Il lardo di colonnata un tempo era

"il companatico" dei cavatori, che lo affettavano sottile per metterlo dentro le pagnotte rustiche insieme ad alcuni pezzetti di pomodoro; il tutto veniva preparato la mattina presto e insieme al fiasco di vino serviva ad assicurare le calorie necessarie ad affrontare le ripide salite e la fatica degli scavi. Il lardo di Colonnata deve la sua eccezionale bontà alla stagionatura, la cui origine risale intorno all'anno Mille: infatti il lardo, che si ottiene prendendo lo strato grasso della schiena del maiale ripulito della parte più grassa (detta "spugnosa") viene posto in una vasca scavata in un blocco di marmo ("conca") poche ore dopo la macellazione. Per prima cosa la conca viene vigorosamente strofinata con aglio e aromi ("camicia") quindi si adagia il primo pezzo di lardo sul fondo su uno strato di sale naturale in grani, pepe nero appena macinato, aglio fresco sbucciato, rosmarino e salvia spezzettati; la conca viene poi riempita a strati alternando il lardo al sale e agli aromi per essere poi coperta da una lastra di marmo. Il lardo rimane nella conca per un periodo che va dai sei ai dieci mesi per la stagionatura: il sapore della sua bontà è tutto in questa stagionatura e ad arricchire il sapore vengono anche aggiunti tra gli aromi cannella, coriandolo, noce moscata, chiodi di garofano, anice stellato e origano. Il profumo del lardo è fragrante e il gusto è delicato: si consuma ripulito della cotenna, tagliato in fettine sottilissime adagiate su pane fresco appena scaldato.(http://www.vacanzeinversilia.com)

La foto viene da qui: www.colonnatatrekking.it

I Confetti di Sulmona

Submitted by Vinaigrette on Sab, 02/12/2006 - 23:58
vestito confetti sulmona

Abruzzo e più precisamente Sulmona, terra di confetti e fantasia. Provate ad immaginare il ballo al castello del del re con indosso il confettoso vestito della foto: altro che favola!
Quale sia invece l'origine del confetto così come lo conosciamo oggi è ancora argomento di ricerche.

'Piccolo dolce, esternamente ricoperto di zucchero cotto, che contiene al suo interno una mandorla, una nocciola o un pistacchio. I confetti possono essere di due generi diversi: morbidi o duri. Quelli duri, per tradizione, contengono una mandorla pelata e tostata; quelli morbidi hanno un ripieno a base di pasta di mandorle, di canditi o di cioccolato aromatizzato. Esistono anche dei piccoli confettini, conteneti semi di anice o di finocchio, che vengono utilizzati per guarnire torte o piccoli dolcetti di tradizione regionale. In italia i confetti vengono offerti tradizionalmente in occasione di battesimi, prime comunioni e matrimoni.'
confetti sulmona

Da sempre sono stati considerati di buon augurio. La prima traccia scritta risale alla fine del '400. Nello Stato pontificio erano usati come omaggio agli attori teatrali (ad esempio la Duse li considerava portafortuna). Nel 1806 Napoleone entrò a Verdun sotto tre archi di trionfo costruiti con confetti bianchi. I Confetti di Sulmona, conosciuti in Italia e nel mondo per la loro squisitezza e per la raffinata produzione, di antica tradizione. Le mandorle utilizzate sono quelle di Avola (le più pregiate). Ne esistono di varie forme, colori e dimensioni. Famosi per la loro bontà sono i Cannellini di Sulmona, confetti lunghi e sottili con all'interno un cuore di cannella. La loro notorietà è legata a Giacomo Leopardi che ne mangiava abitualmente in grandi quantità, tanta era la passione del poeta per questi dolci.
La tradizione vuole che il confetto da matrimonio sia bianco, ad indicare la purezza della sposa. Il rito del lancio dei confetti all'uscita del corteo dalla chiesa veniva chiamato sciarra ossia rissa, baccano, riferito ai ragazzi che correvano poi a raccogliere i dolci crendo confusione. Il numero di confetti nelle bomboniere deve essere dispari, un augurio per la nascita del futuro figlio.
Nel battesimo invece i confetti saranno rosa per le bambine, colore associato al sangue e quindi alla fertilità, azzurri per i maschietti, a simboleggiare il cielo e quindi la futura elevatezza morale. Alle nozze d'oro o d'argento saranno offerti confetti dorati o argentati, nelle feste di laurea la bomboniera è un piccolo cappello goliardico con il colore appropriato alla facoltà seguita (di solito il rosso).

http://www.sulmona.org

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