L'abruzzo e il timo serpillo

Submitted by Vinaigrette on Mer, 21/11/2007 - 17:50
Scanno (AQ)
Scanno (AQ)
gole del Sagittario
Santa Giusta
L'Aquila Piazza Santa Giusta
Santa Giusta
Miele al timo serpillo
cacio e pere

L'itinerario è del tutto casuale ma meritevole di riedizione. Come molte amiche/amici di medesima passione, i luoghi visitati, o fortuitamente attraversati , sono occasione per "gironzolare" anche in ambito culinario. Prima tappa e prime foto: lago di Scanno (AQ - Parco Nazionale d'Abruzzo), con l'acquisto di tanti "mielini" piccini picciò. Ogni barattoluccio , un gusto diverso.
Da Scanno, a L'Aquila, passando per le Gole del Sagittario(foto 3), luogo assolutamente magico, con ogni tempo e in ogni stagione (foto 4). Ed ecco un piccolo angolo di L'Aquila (foto 4-5-6): la chiesa di Santa Giusta (nell'omonima piazzetta) che è uno degli esempi più interessanti dello stile romanico in Italia.

Suggestiva la facciata con il suo inconfondibile prospetto a coronamento orizzontale. L'interno è composto da due navate, anche se in origine ne erano tre,con l'altare in legno, intagliato e dorato, ed i piloni poligonali

. Nei pressi della piazza: via Bominaco, e qui (ad una cert'ora bisogna pur sfamarsi), all'interno di Palazzo Notarnanni (costruzione quattrocentesca tra le più importanti ed eleganti della città) il ristorante Villa Feronia (Feronia era la divinità dell'agricoltura e della fertilità, venerata al tempo degli antichi Sabini), luogo di festeggiamento della mitica amica Nellina che, per deliziare i convenuti, ha preteso dai cuochi quanto di più godurioso per ciascun palato, con profusione di tartufo, zafferano e altre prelibatezze, generoso omaggio di Madre Natura al territorio. Aih me! Niente foto del lauto pranzo, ma un modesto rifacimento di uno dei tanti deliziosi antipastini. Fettine di pera con triangolini (quelli del ristorante) di formaggio pecorino e gocciole di miele, (quello della foto al timo serpillo). Che il miele abbia caratteristiche gusto e aspetto diverso a seconda delle circostanze è cosa nota ai più , ma non a tutti. Coloro, dunque, che volessero appurare maggiori dettagli in proposito e, più in particolare, sul timo serpillo, dovranno avere la bontà di aspettare il prossimo post e non per creare una suspance da "telenovela" ma perché il tempo dello "spasso" è scaduto.

I Confetti di Sulmona

Submitted by Vinaigrette on Sab, 02/12/2006 - 23:58
vestito confetti sulmona

Abruzzo e più precisamente Sulmona, terra di confetti e fantasia. Provate ad immaginare il ballo al castello del del re con indosso il confettoso vestito della foto: altro che favola!
Quale sia invece l'origine del confetto così come lo conosciamo oggi è ancora argomento di ricerche.

'Piccolo dolce, esternamente ricoperto di zucchero cotto, che contiene al suo interno una mandorla, una nocciola o un pistacchio. I confetti possono essere di due generi diversi: morbidi o duri. Quelli duri, per tradizione, contengono una mandorla pelata e tostata; quelli morbidi hanno un ripieno a base di pasta di mandorle, di canditi o di cioccolato aromatizzato. Esistono anche dei piccoli confettini, conteneti semi di anice o di finocchio, che vengono utilizzati per guarnire torte o piccoli dolcetti di tradizione regionale. In italia i confetti vengono offerti tradizionalmente in occasione di battesimi, prime comunioni e matrimoni.'
confetti sulmona

Da sempre sono stati considerati di buon augurio. La prima traccia scritta risale alla fine del '400. Nello Stato pontificio erano usati come omaggio agli attori teatrali (ad esempio la Duse li considerava portafortuna). Nel 1806 Napoleone entrò a Verdun sotto tre archi di trionfo costruiti con confetti bianchi. I Confetti di Sulmona, conosciuti in Italia e nel mondo per la loro squisitezza e per la raffinata produzione, di antica tradizione. Le mandorle utilizzate sono quelle di Avola (le più pregiate). Ne esistono di varie forme, colori e dimensioni. Famosi per la loro bontà sono i Cannellini di Sulmona, confetti lunghi e sottili con all'interno un cuore di cannella. La loro notorietà è legata a Giacomo Leopardi che ne mangiava abitualmente in grandi quantità, tanta era la passione del poeta per questi dolci.
La tradizione vuole che il confetto da matrimonio sia bianco, ad indicare la purezza della sposa. Il rito del lancio dei confetti all'uscita del corteo dalla chiesa veniva chiamato sciarra ossia rissa, baccano, riferito ai ragazzi che correvano poi a raccogliere i dolci crendo confusione. Il numero di confetti nelle bomboniere deve essere dispari, un augurio per la nascita del futuro figlio.
Nel battesimo invece i confetti saranno rosa per le bambine, colore associato al sangue e quindi alla fertilità, azzurri per i maschietti, a simboleggiare il cielo e quindi la futura elevatezza morale. Alle nozze d'oro o d'argento saranno offerti confetti dorati o argentati, nelle feste di laurea la bomboniera è un piccolo cappello goliardico con il colore appropriato alla facoltà seguita (di solito il rosso).

http://www.sulmona.org

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