Torta allo Yogourt

Submitted by Vinaigrette on Dom, 01/04/2007 - 18:20
torta yogourt

I principianti devono decisamente ignorare i nasi storti di cucinieri saccenti, acquistare una o più confezioni di preparato per torta allo yogurt cameo, vasetti di yogurt gusto a piacere, seguire passo passo le istruzioni riportate sulla confezione, e gustarsi una torta comunque dignitosa. Una volta acquisita maggiore dimestichezza con ciotole e mestoli, allora i medesimi potranno procedere, volendo, con la ricetta che segue.

Ingredienti
• 250 gr di biscotti secchi (oro saiwa oppure osvego)
• 70 gr burro fuso
• 4 fogli di gelatina
• 350 gr di yogurt magro
• 2dl panna da montare
30 gr zucchero al velo
100 gr gelatina di frutta gusto a piacere
Preparazione
Fate ammollare i fogli di gelatina in una ciotola con acqua fredda per 10 minuti. Polverizzate i biscotti nel mixer e uniteli al burro che avrete fatto fondere a bagno maria. Mescolate bene versate il composto sul fondo di uno stampo a cerniera coperto di carta forno. Appiattite bene e mettete in frigo a riposare. Nel frattempo montate la panna con lo zucchero al velo e unitela delicatamente allo yogourt. Strizzate la gelatina, fatela sciogliere dentro un pentolino a fuoco bassissimo con un pochino di latte. Aggiungetela alla crema di yogourt e panna, mescolate bene e versate nello stampo con il fondo ricoperto precedentemente di biscotti. Fate rapprendere in frigo per circa 3 ore. Prima di servire sciogliete la gelatina (o marmellata) di frutta in un tegamino e versatela bollente sulla torta appena tolta dal frigo.

Le Golose

Submitted by Vinaigrette on Dom, 11/03/2007 - 11:27
Argomenti:
le golose

Al tavolino del Caffè Baratti & Milano di piazza Castello, a Torino, Guido Gozzano osserva e svela, con simpatica ironia, i falsi perbenismi delle dame di inizio '800 che tentano maldestramente di nascondere al mondo gli innocenti peccati di gola:

Io sono innamorato di tutte le signore
che mangiano le paste nelle confetterie.

Signore e signorine -
le dita senza guanto -
scelgon la pasta. Quanto
ritornano bambine!

Perché niun le veda,
volgon le spalle, in fretta,
sollevan la veletta,
divorano la preda.

C'è quella che s'informa
pensosa della scelta;
quella che toglie svelta,
né cura tinta e forma.

L'una, pur mentre inghiotte,
già pensa al dopo, al poi;
e domina i vassoi
con le pupille ghiotte.

un'altra - il dolce crebbe -
muove le disperate
bianchissime al giulebbe
dita confetturate!

Un'altra, con bell'arte,
sugge la punta estrema:
invano! ché la crema
esce dall'altra parte!

L'una, senz'abbadare
a giovine che adocchi,
divora in pace. Gli occhi
altra solleva, e pare

sugga, in supremo annunzio,
non crema e cioccolatte,
ma superliquefatte
parole del D'Annunzio.

Fra questi aromi acuti,
strani, commisti troppo
di cedro, di sciroppo,
di creme, di velluti,

di essenze parigine,
di mammole, di chiome:
oh! le signore come
ritornano bambine!

Perché non m'è concesso -
o legge inopportuna! -
il farmivi da presso,
baciarvi ad una ad una,

o belle bocche intatte
di giovani signore,
baciarvi nel sapore
di crema e cioccolatte?

Io sono innamorato di tutte le signore
che mangiano le paste nelle confetterie.

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