Pupe e Cavalli di Pasqua

Submitted by Vinaigrette on Lun, 29/03/2010 - 20:56
Pupe e Cavalli di Pasqua

Della tradizione abruzzese si è già detto qui, ora la ricetta di Tania e la foto di Federica che ha realizzato pupe e cavalli in formato ridotto, donati a tutti gli intervenuti alla festa dei propri splendidi bambini. Si può certamente dire che l'idea è stata proprio "Buona" ...in tutti i sensi:)

Ingredienti
Ingredienti per 2 pupe grandi (o cavalli, o 1 pupa e 1 cavallo !!!)
600 gr. farina "00"
1 cubetto di lievito di birra
200 gr. zucchero
100 gr. strutto (o burro)
4 uova fresche
granella di zucchero colorata
(2 uova per decorare - facoltativo -)
(1 bicchierino di anice - facoltativo -)
Preparazione
Sciogliere il lievito in poca acqua, formare un piccolo panetto con un po'di farina e far lievitare in luogo tiepido finché il volume sarà raddoppiato. Aggiungere la restante farina, le uova, (l'anice), lo zucchero, un pizzico di sale, il burro (o lo strutto) morbido a pezzetti e lavorare energicamente fino ad ottenere un impasto bello liscio. Dopo averlo fatto lievitare ancora un paio d'ore, dare la forma desiderata, decorare con la granella di zucchero colorata (e, eventualmente, posizionare al centro un uovo e fermarlo con due striscioline d'impasto incrociate) e cuocere in forno ventilato a 140-150° circa 20 minuti.

Cicirchiata e Clus'tr

Submitted by Vinaigrette on Lun, 15/02/2010 - 22:33
cicirchiata

Se la cicirchiata è dolce tipico carnascialesco di tutto l'Abruzzo, le "Clus'tr" sono particolarità, sembrerebbe esclusiva, di Ateleta amato paesello della provincia di L'Aquila. Graditissime eventuali smentite in proposito, come pure notizie intorno alle origini di queste singolari frittelle a forma di rosa, che ricordano molto le "carteddate" , dolce tipico natalizio della vicina Puglia. Certo che i nomi sono strani per entrambe! Le prime (clus'tr) potrebbero, comunque, derivare, dalle seconde (carteddate), perchè è in Puglia che famiglie di Ateleta (ma non solo) furono costrette a "sfollare" nel corso dell'ultimo cruento periodo della seconda guerra mondiale. Chissà! Bisognerebbe interessare della cosa lo storico roccolano UDC. Una cosa è comunque certa, sono buonissime e la ricetta è la stessa, molto semplice, della cicirchiata che ha come unità di misura: 1 uovo, 1 cucchiaio di zucchero, 1 cucchiaio di olio (una volta strutto) e farina q.b.

cicirchiata clus'tr
Ingredienti
Cicirchiata
un uovo, un cucchiaio di zucchero, un cucchiaio di olio extravergine di oliva, (oppure 2 uova, due cucchiai ecc), olio di semi di arachide, miele q.b.
Preparazione
mettere la farina a fontana, ropere le uova al centro, aggiungere zucchero e olio e mescolare fino ad ottenere un composto morbido ed elastico. ricavare dei bastoncini tipo grissini, ritagliare delle palline, friggerle in abbondante olio, scolarle su carta assorbente. Nel frattempo scaldate il miele che deve diventare di un bel colo oro, immergervi le palline di pasta fritte, rigirarle e rovesciarle su un piano di marmo bagnato (ideale) altrimenti sopra un piatto di ceramica, cercando di dare la dorma di ciambella (con estrema attenzione perchè il tutto scotta parecchio.
Ingredienti
Clus'tr
un uovo, un cucchiaio di zucchero, un cucchiaio di olio extravergine di oliva, (oppure 2 uova, due cucchiai ecc), olio di semi di arachide (o strutto) miele facoltativo o zucchero al velo.
Preparazione
mettere la farina a fontana, ropere le uova al centro, aggiungere zucchero e olio e mescolare fino ad ottenere un composto morbido ed elastico. Stendere con il matterello, ritagliare con l'apposita rondella delle strisce di circa 3 cm di larghezza, formare dei fiocchetti da unire dando la forma rotonda, friggere fino a doratura, servire cosparse di miele o zucchero al velo .

Il Parrozzo Di Adelaide

Submitted by Vinaigrette on Mar, 12/12/2006 - 00:00
Argomenti:
parrozzo1
parrozzo02
parrozzo03
parrozzo04

Questo dolce super, tipicamente natalizio e ancor più tipicamente abruzzese, partecipa al "meme natalizio" di Nanna, questo significa che Adelaide che lo ha preparato, può vincere un premio, ma perchè la cosa accada è necessario che andiate a votarlo su nannaskitchen.splinder.com, non appena Nanna lo inserirà. Vinaigrette naturalmente accorrerà non solo perchè ospita la ricetta ma perchè ha avuto il piacere di gustarlo in anteprima (bisognava pur fare delle foto "accurate"!
Per i non abruzzesi, il Parrozzo si ispira all'antico pane a crosta scura, cotto nel forno a legna e a pasta gialla, per l'impiego della meno pregiata farina di mais, delle mense contadine abruzzesi. Diventa un dolce quando intorno al 1920 un famoso pasticcere di Pescara, Luigi d'Amico, che era anche proprietario di un caffè del centro, ebbe l'idea di renderlo dolce e di produrlo nel suo laboratorio, rielaborando la ricetta senza modificare le caratteristiche originali. Il pasticcere era molto amico di Gabriele d'Annunzio e a lui per primo fece assaggiare la sua nuova creazione. Fu così che il poeta, entusiasta del risultato, compose un appassionato sonetto in dialetto locale in omaggio al neonato dolce. Venne così coniato il nome "parrozzo", vale a dire "pane rozzo", dove rozzo sta per schietto e sincero:
"E' tante 'bbone stu parrozze nove che pare na pazzie de San Ciattè, c'avesse messe a su gran forne tè la terre lavorata da lu bbove, la terre grasse e lustre che se coce… e che dovente a poche a poche chiù doce de qualunque cosa doce…".

Ingredienti
6 uova
150 gr di mandorle tritate
6/8 mandorle amare tritate
150 gr di semolino
250 gr di zucchero
1 limone
2 quadrati di cioccolato fondente
Preparazione
Lavorate benissimo i tuorli con lo zucchero fino a renderli bianchi e spumosi, aggiungete il semolino, le mandorle tritate e la buccia grattugiata del limone.
Spremete il succo dal limone e versate anche questo nell'impasto. Amalgamate bene e incorporate gli albumi montati a neve.
Imburrate e infarinate uno stampo a cupola, versate il composto e infornate a 170/180° (dipende dal forno) per circa un'ora.
Sfornate e fate raffreddare il parrozzo. Spennellate, quindi, il parrozzo freddo con il cioccolato sciolto a bagnomaria

I Confetti di Sulmona

Submitted by Vinaigrette on Sab, 02/12/2006 - 23:58
vestito confetti sulmona

Abruzzo e più precisamente Sulmona, terra di confetti e fantasia. Provate ad immaginare il ballo al castello del del re con indosso il confettoso vestito della foto: altro che favola!
Quale sia invece l'origine del confetto così come lo conosciamo oggi è ancora argomento di ricerche.

'Piccolo dolce, esternamente ricoperto di zucchero cotto, che contiene al suo interno una mandorla, una nocciola o un pistacchio. I confetti possono essere di due generi diversi: morbidi o duri. Quelli duri, per tradizione, contengono una mandorla pelata e tostata; quelli morbidi hanno un ripieno a base di pasta di mandorle, di canditi o di cioccolato aromatizzato. Esistono anche dei piccoli confettini, conteneti semi di anice o di finocchio, che vengono utilizzati per guarnire torte o piccoli dolcetti di tradizione regionale. In italia i confetti vengono offerti tradizionalmente in occasione di battesimi, prime comunioni e matrimoni.'
confetti sulmona

Da sempre sono stati considerati di buon augurio. La prima traccia scritta risale alla fine del '400. Nello Stato pontificio erano usati come omaggio agli attori teatrali (ad esempio la Duse li considerava portafortuna). Nel 1806 Napoleone entrò a Verdun sotto tre archi di trionfo costruiti con confetti bianchi. I Confetti di Sulmona, conosciuti in Italia e nel mondo per la loro squisitezza e per la raffinata produzione, di antica tradizione. Le mandorle utilizzate sono quelle di Avola (le più pregiate). Ne esistono di varie forme, colori e dimensioni. Famosi per la loro bontà sono i Cannellini di Sulmona, confetti lunghi e sottili con all'interno un cuore di cannella. La loro notorietà è legata a Giacomo Leopardi che ne mangiava abitualmente in grandi quantità, tanta era la passione del poeta per questi dolci.
La tradizione vuole che il confetto da matrimonio sia bianco, ad indicare la purezza della sposa. Il rito del lancio dei confetti all'uscita del corteo dalla chiesa veniva chiamato sciarra ossia rissa, baccano, riferito ai ragazzi che correvano poi a raccogliere i dolci crendo confusione. Il numero di confetti nelle bomboniere deve essere dispari, un augurio per la nascita del futuro figlio.
Nel battesimo invece i confetti saranno rosa per le bambine, colore associato al sangue e quindi alla fertilità, azzurri per i maschietti, a simboleggiare il cielo e quindi la futura elevatezza morale. Alle nozze d'oro o d'argento saranno offerti confetti dorati o argentati, nelle feste di laurea la bomboniera è un piccolo cappello goliardico con il colore appropriato alla facoltà seguita (di solito il rosso).

http://www.sulmona.org

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