Ravioli di grano saraceno

Submitted by Vinaigrette on Mar, 20/03/2012 - 21:13
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Il grano saraceno non incontra personali grandi preferenze, ma l'acquisto andava comunque utilizzato, ed allora ecco qua:

Ingredienti
per la pasta:

Gr 200 farina 0
gr 100 farina grano saraceno
3 uova

Ripieno
gr 200 macinato fine di pollo, tacchino, maiale
un cucchiaio di olio
due cucchiai di vino
1 spicchio di aglio
50 gr di parmigiano
1 uovo
noce moscata (facoltativa)
sale q.b.

Preparazione
Sfoglia:
impastate farina e uova, fate una palla e mettete a riposare per circa 30 minuti

scottate con uno spicchio di aglio il macinato. Fate raffreddare e aggiungete uovo, parmigiano, noce moscata e se necessario un po' di sale e mescolate bene.
Tirate la sfoglia sottile, con il matterello o con la macchinetta, disponete il ripieno in mucchietti un po' distanziati, coprite con una seconda sfoglia e, con l'apposito attrezzino o con un coppapasta piccolo, o con la rotella tagliapasta, ricavate i ravioli, fateli asciugare un pochino poi cuoceteli in abbondante acqua salata, scolate bene e condite con un sughetto leggero (o di carne, come preferite)

Pasta alla capricciosella di Aldo Fabrizi

Submitted by Vinaigrette on Ven, 16/03/2012 - 08:23
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Provate a fa' 'sto sugo, ch'è un poema:

piselli freschi, oppure surgelati,

calamaretti, funghi "cortivati",

così magnate senz'avè patema.

Pe' fa' li calamari c'è un sistema:

se metteno a pezzetti martajati

nell'ajo e l'ojo e bene rosolati,

so' teneri che pareno 'na crema.

Appresso svaporate un po' de vino;

poi pommidoro, funghi e pisellini

insaporiti cor peperoncino.

Formaggio gnente, a la maniera antica,

fatece bavettine o spaghettini...

Bòn appetito e... Dio ve benedica!

Krumiri (quasi)

Submitted by Vinaigrette on Dom, 26/02/2012 - 21:38
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E' vero, la forma dei pasticcini gialli, al centro della foto, nulla ha a che fare con i Krumiri, ma la sostanza sì. Beh , se dovesse accadervi di non trovare, al momento del bisogno, i beccucci da sac à poche , pazienza potete ripiegare sbrigativamente sulla pistola sparabiscotti e decidere qualche forma alternativa, chiedendo, però, umilmente scusa ai piemontesi.

La storia dei krumiri, dolce tipico piemontese, risale al 1870 quando il pasticcere Domenico Rossi decide di far sperimentare ai suoi amici del caffè i biscotti di sua invenzione.
La data ufficiale della creazione di questi tipici biscotti di Casale Monferrato viene però fatta risalire al 1878, nello stesso anno in cui morì il primo Re d'Italia, Vittorio Emanuele II. Sembra che la forma dei Krumiri sia dovuta proprio ai caratteristici baffi "a manubrio" portati dal Re.
Nel 1884 Domenico Rossi partecipa con i suoi ormai famosi Krumiri all'Esposizione Universale di Torino e tra il 1886 e il 1891 riceve i Brevetti di Provveditore delle Case dei Duchi d'Aosta, di Genova e della Real Casa d'Italia
Ingredienti
140 gr di fioretto di mais
100 gr di farina
140 gr di burro
80 gr di zucchero
2 tuorli1 pizzico di sale
Preparazione
Con un cucchiaio di legno lavorate il burro ammorbidito fuori dal frigo con lo zucchero il sale e i tuorli. Ottenuto un composto soffice e senza grumi, aggiungete in un sol colpo le due farine e amalgamate velocemente. Versate il composto in una sac à poche con la bocchetta dentellata e formate i biscotti direttamente nella teglia rivestita di carta forno dandogli la classica forma un po' curva. Trasferite la teglia nel freezer per 5 minuti e poi infornate a 180 per 12 minuti. Sfornate, trasferite su una gratella, fate raffreddare e servite.

Passatelli romagnoli

Submitted by Vinaigrette on Mar, 07/02/2012 - 21:28
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Dalla cognata romagnola l'insegnamento, dal sito:http://www.passatelli.it/ il racconto:

I passatelli sono nati nelle case contadine romagnole con l' utilizzo di avanzi e materiali poveri di cucina come il pane raffermo, il formaggio indurito (oggi opportunamente sostituito dal Parmigiano-Reggiano), le uova e, in alcuni casi il midollo di ossa di bue, che richiedono tutta l'abilità dell' "arzdora" (regina del focolare, simbolo di operosità instancabile e cardine del tradizionale nucleo famigliare in Romagna ) affinché l'impasto sia della giusta consistenza per poi poterne ricavare, attraverso l'apposito strumento chiamato "e fér", il ferro, i maccheroncini da cuocere in brodo.

L'elemento caratterizzante per fare i passatelli è costituito appunto dal "e fer", strumento di ferro simile allo schiacciapatate, di forma concava , con fori, dotato di due manici laterali per schiacciare con forza sull'impasto fino a farlo fuoriuscire dai fori con la tipica forma. Si chiamano passatelli proprio perché prendono la forma particolare passando dai buchi dello specifico strumento, chiamato anche stampo. In passato i passatelli erano la minestra delle feste e delle grandi occasioni come la Pasqua, l' Ascensione, i battesimi, le cresime ed i matrimoni; a Natale invece venivano sostituiti dai cappelletti in brodo.
I passatelli erano considerati un piatto pregiato in quanto venivano fatti con pane bianco; la ricetta prevedeva che pangrattato e parmigiano venissero utilizzati in egual misura, ma nelle case dei ricchi prevaleva il parmigiano mentre, nelle case dei poveri prevaleva il pane. Per ottenere un buon passatello bisogna usare pane comune bianco, ben secco e grattuggiato finemente. Per rendere l'impasto più morbido può essere utilizzato midollo di bue tritato ( alcuni usano come varianti semolino o una manciata di farina). Gli ingredienti vanno amalgamati con cura, fino ad ottenere un impasto compatto e di buona consistenza affinché, premendo il composto con "e fer", si riesca a farlo fuoriuscire dai fori dando luogo alla tipica minestra di forma cilindrica con diametro di circa 4-5 millimetri e lunghezza 8-10 centimetri, di colore giallognolo ed aspetto rugoso.
La ricetta tradizionale prevede che i passatelli, una volta preparati con l'aiuto dell'apposito strumento, vengano cotti e serviti in un ottimo brodo di carne.

Bignole di cavolfiore

Submitted by Vinaigrette on Dom, 29/01/2012 - 21:58
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Sarà capitato anche a voi di sfogliare le piccole riviste distribuite dai supemercati che contengono informazioni e consigli, naturalmente di carattere culinario. Orbene, tempo fa, una ricetta aveva suscitato particolare interesse, tanto da meritare ritaglio e conservazione, in attesa di più concreta ispirazione. Il momento giunge, nella media mattinata, a motivo della disponibilità del principale ingrediente: l' appena lessato cavolfiore. Tutto ok l'impasto, la frittura e l'apparenza, le bignole, infatti, si sono gonfiate perfettamente, come di dovere. Al momento dell'assaggio, però, l' aspettativa di croccantezza (l' unica, a personale giudizio, che fa meritare alle occasionali fritture il peccato di gola) si è infranta di fronte al boccone, tutto sommato non disdicevole ma decisamente "incorporeo". Migliore il risultato della sperimentazione in forno (fuori ricetta) ma in ogni caso la spesa, in termini di tempo, non vale proprio l'impresa a meno, naturalmente, di preferenze e gusti di segno opposto

Ingredienti
gr 125 di acqua
gr 65 di farina
gr 30 di burro
2 uova
gr 200 di cimette di cavolfiore lessate
un cucchiaio di grana
sale q.b
olio di semi di arachidi .b.
Preparazione
Portate a bollore l'acqua con il burro e un pizzico di sale; versate la farina e mescolate finchè si staccherà dalla casseruola con un leggero sfrigolio. Fate raffreddare e incorporate, sempre mescolando (meglio se con la frusta- anche elettrica) un uovo e al completo assorbimento di questo l'altro uovo. Aggiungete a questo punto il cavolfiore tagliuzzato e il grana.
Friggete piccole cucchiaiate del composto in olio profondo. Scolate le bignole su carta assorbente e servite.

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