Rocca Calascio

Submitted by Vinaigrette on Dom, 07/09/2008 - 19:23
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Una coppia romana.
Lui guida turistica -nel Sahara d'inverno ed al Polo Nord l'estate- Lei esperta di informatica, si incontrano (al Polo), si sposano, hanno un bimbo, scoprono un angolo di paradiso, Rocca Calascio, e decidono di stabilircisi.
Nulla da stupirsi più di tanto, se non fosse che Rocca Calascio (AQ) è un antico borgo abruzzese a 1500 metri d’altezza, completamente disabitato. Oggi gli unici felicissimi residenti sono loro, Paolo e Susanna Boldi e i loro 4 figli.

"Gli abitanti del paese di giù, Calascio, mi davano del matto, quando ho comprato un palazzo diroccato e l'ho ristrutturato"

così racconta Paolo a Marina Acitelli giornalista di "D, la Repubblica delle Donne",

ma oggi il palazzo è diventato Il Rifugio della Rocca , con bar, ristorante e posti letto per risvegli oltre le nuvole, nel profumo delle rose selvatiche, il canto delle cicale e lo stridio dei falchi.

FANTASTICO! Ah! avere oltre al desiderio del ritorno il coraggio non della semplice passeggiata di 30 minuti sotto il sole cocente di agosto, bensì della integrale imitazione !!!
Rientrati alla magione avita, nel contempo allegri e sconsolati, Vinaigrette e friends, caldo o non caldo, si sono prosaicamente consolati con il frutto del materno sacrificio: morbida polenta comodamente adagiata su appositi assi di legno cm 100 x 70, superbamente condita con funghi e salsicce rigorosamente locali.

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Curiosità - A Rocca Calascio hanno girato:
Il nome della rosa
Padre Pio
Lady Hawke
L'orizzonte degli eventi
Il viaggio della sposa

La storia: Rocca Calascio è il castello più alto dell'Appennino. La torre si erge ad una altezza di 1520 m. s.l.m. Domina il versante sud del Gran Sasso d'Italia e si trova ai confini di Campo Imperatore, ai suoi lati scopre: ad ovest il Monte Sirente ed il Velino, a nord il Gran Sasso e Campo Imperatore, a sud e parte di est la Piana di Navelli. Domina il sottostante paese di Calascio che si trova a 1200 metri di quota. In un documento del 1380 si ha la prima citazione di Rocca Calascio, intesa come torre di avvistamento isolata, ma la costruzione della torre è da collocarsi intorno all'anno 1000. Ad Antonio Piccolomini si deve attribuire, verso il 1480, la realizzazione delle 4 torri attorno all'originario torrione di Rocca Calascio, il muro di cinta attorno al paese e la ricostruzione di gran parte dell'abitato distrutto dal furioso terremoto del 1461. Nelle vicinanze della Rocca si trova la Chiesa di Santa Maria della Pietà, costruita dai pastori intorno al 1400 per ringraziamento alla Madonna in quanto i soldati dei Piccolomini respinsero, in una sanguinosa battaglia, un gruppo di briganti provenienti dal confinante Stato Pontificio. Punto di osservazione di elevata strategia militare, era in grado di comunicare, mediante l'ausilio di torce durante la notte e di specchi nelle ore diurne con innumerevoli collegamenti ottici disseminati nel territorio, fino ad arrivare ai castelli della costa adriatica. Con la dominazione aragonese fu istituita la "Dogana della mena delle pecore in Puglia" e la pastorizia transumante divenne la principale fonte di reddito del Regno. Fu quindi un momento di notevole sviluppo per i paesi della Baronia che nel 1470 possedevano oltre 90.000 pecore e fornivano ingenti quantitativi di pregiata "lana carapellese" a citta' come l'Aquila e Firenze. Nel 1579 Costanza Piccolomini, l'ultima della famiglia, vendette la Baronia, il Marchesato di Capestrano e le terre di Ofena e Castel del Monte a Francesco Maria De' Medici, Granduca di Toscana per 106.000 ducati. Nel 1743 la zona passò sotto la dominazione Borbonica. Nel 1703 intanto un disastroso terremoto aveva demolito il castello ed il ed il paese di Rocca Calascio: furono ricostuite solo le case nella parte bassa dell'abitato e molti abitanti preferirono trasferirsi nella sottostante Calascio. Una progressiva discesa ha ridotto la popolazione da circa 800 abitanti nel 1600 a zero nel 1957. Calascio, a sua volta, ha iniziato il suo declino a fine '800, subendo gli effetti di una massiccia emigrazione nei primi decenni del '900. Una popolazione di circa 1900 abitanti nel 1860, ammontata nel 1982 a soli 299. Gia' avviato verso il lento disfacimento che caratterizza i paesi spopolati, Calascio ha arrestato ed invertito questa tendenza per mezzo di numerosi interventi di risanamento spesso da parte di cittadini non residenti. Interessato da un complesso progetto di recupero, anche il borgo di Rocca Calascio sta cambiando la sua fisionomia. Un intervento necessario per un insediamento particolarmente suggestivo ed ad un castello che, oltre a suscitare interesse negli studiosi del settore, e' ritenuto il più' elevato della catena appenninica e forse dell'intera penisola. http://www.icastelli.it

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Commenti

Submitted by Patrizia (non verificato) on Mar, 09/09/2008 - 10:41.

Appena trovo la persona giusta mi trasferisco anche io.

Submitted by Excalibur (non verificato) on Mer, 10/09/2008 - 10:50.

Non posso non adorarti quando scrivi di uno dei luoghi più simbolicamente importanti della mia vita! :D

Submitted by Vinaigrette on Sab, 13/09/2008 - 06:03.

Io faccio il tifo, fammi sapere ;)

Submitted by Vinaigrette on Sab, 13/09/2008 - 06:08.

Mi fa molto piacere, guarderò al luogo con ulteriore apprezzamento. bacioni.

Submitted by Acilia (non verificato) on Lun, 15/09/2008 - 16:50.

Solo qualche istante fa stavo pensando di scriverti una email e chiederti alcune delucidazioni in merito al mio possibile trasferimento in Abruzzo. Poi ho deciso di passare prima a leggerti e cosa ho trovato? Un post che inneggia proprio alla bellezza dell'Abruzzo?! Devo considerarlo un segno? ;-)

Carissima, che meraviglia. Anche solo guardando le foto si ha la sensazione di respirare un'aria più buona. Il cielo risplende di un azzurro così limpido.
La storia di Paolo e Marina è molto romantica, porgo loro i miei sinceri complimenti per l'audacia e il coraggio.

Submitted by Vinaigrette on Lun, 15/09/2008 - 21:26.

E' un segno, è un segno, fidati :) E poi Rocca Calascio è solo uno dei tantissimi posti magici dell'Abruzzo. Aspetto la tua e-mail e ti bacio molto caramente

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