La cicoria è cicorietta di montagna trovata grazie al tempo non ancora rigido. Tuffarla in acqua fredda non appena cotta serve non solo a conservare il bel colore verde ma anche a togliere una punta di amaro. Se decidete di servire questa ricetta della nonna con il pane abbrustolito, migliorerete ulteriormente il gusto strofinando le fette con uno spicchio di aglio (parters consenzienti).

Come da promessa eccovi uno dei diversi possibili modi di utilizzo delle verdurine che ci regala gratuitamente madre natura. In questo caso gli asparagi, previsti nella ricetta originaria, sono stati sostituiti con il luppolo selvatico, altrimenti detti bruscandoli.
Naturalmente il formato è facoltativo, potete piegare le crespelle a fazzoletto o arrotolare a cannellone, o ancora utilizzarle a strati per un timballino. Però bisogna ammettere che come bomboniere sono proprio deliziose, anche nell'aspetto, non è vero?
Prima di tutto pulite e lavate il luppolo

alla stessa maniera degli asparagi (si piegano leggermente fino a spezzarli e si scarta la parte inferiore); quindi tagliateli a pezzetti da 1_2 cm e cuoceteli con la noce di burro, il cucchiaio di olio e lo scalogno tritato fine, a fiamma bassa e incoperchiati.
Una volta cotti (se necessario aggiungete poca acqua calda) lasciate che intiepidiscano, quindi aggiungete la mozzarella tagliata a cubettini molto piccoli, il parmigiano e la besciamella. mescolate bene e ponete un mucchiettino del composto al centro della crespella. Chiudete ciascuna crespella con l'erba cipollina e fate gratinare a forno caldo (160°/ 180°) per 10 minuti.
Che per uscire dall'autostrada A25 occorressero 1 ora e 20 minuti era apparsa cosa strana o, quanto meno, insolita. Mistero non troppo presto svelato al Casello di Pratola Peligna "Chiusura dell'uscita Cocullo per l'annuale Festa dei Serpari".

Gli animaletti in questione non sono proprio di personale gradimento, dato, però, il considerevole numero di automobili in marcia

verso la suddetta località abruzzese, devesi necessariamente arguire che per i più l'interesse è, invece, di non scarso rilievo.
Spazientirsi, in circostanze del genere, non aiuta di certo ad abbreviare l'attesa, meglio guardare il panorama e dilettarsi con qualche clik della digitale,ormai sempre a disposizione.

L'arrivo (finalmente) al paesello natio ha restituito molteplici soddisfazioni, tra queste, l'abbontante raccolto di erbe alimurgiche di stagione: olaci, Bruscandoli
broccoli selvatici, cicoriella di montagna che leccornie!

Terminata la pausa ponte, una rapida web-ricerca ha evidenziato che: "

Serpenti innocui, molto comuni da queste parti, catturati alla fine della stagione fredda sui monti dai serpari, cosidetti proprio per la dimestichezza che hanno con questi animali.
Il corteo è preceduto da ragazze in costume tradizionale che portano canestri colmi di ciambellati, dolci tipici decorati con confetti, che verranno infine offerti ai portatori.


Per tutti gli aspiranti alla conservazione del tartufo, il più a lungo che sia possibile, un suggerimento pomposamente e personalmnente denominato Patè. Omaggi all'onestà intellettuale e non, impongono di comunicare che non è dato conoscere se la procedura seguita e proposta sia tecnicamente corretta. Ciò che se ne può dire, senza tema di smentita, è la facilità di esecuzione oltre che la sperimentata e consolidata efficacia.
Guarda tutte le foto: Patè di Tartufo Estivo


Non solo l'Umbria (bellissima) è terra di tartufi. Guardate che meraviglia i fratelli abruzzesi appena raccolti (Grazie Francesco!) e stamo parlando, per ora, solo del Tuber Aestivum, meglio conosciuto come tartufo nero estivo o più comunemente "scorzone" a causa della sua scorza ruvida,
Provate ad immaginare quelli di diversa e superiore specie... una delizia.
Intanto che cosa sono questi generosi regali della natura: corpi fruttiferi, meglio definiti come "sporofori", prodotti sotto terra da alcune specie di funghi (ipogei), che vivono in un rapporto di simbiosi con gli apparati radicali di piante superiori, soprattutto querce, noccioli, carpino nero, pioppi, salici, tigli, faggio, cisto, castagno. Si caratterizzano per il forte profumo aromatico che emanano solo quando le spore sono perfettamente mature. In fase di raccolta il corpo fruttifero deve essere estratto in perfette condizioni di maturazione perché mantenga tutti i pregi organolettici: l’esemplare acerbo si presenta più pesante rispetto a quello maturo, ma risulta completamente privo di aroma.
La raccolta avviene solo in determinati periodi dell’anno, quando le spore hanno terminato la loro fase di maturazione, ed esclusivamente con l’ausilio dei cani (una volta si usavano anche i maiali).
La tutela di questo prodotto impone di evitare l’uso di mezzi meccanici o manuali, che provocherebbero gravi danni allo sviluppo di nuovi filamenti, che risultano profondamente interconnessi con il sistema radicale delle piante verdi del bosco. Il Tuber Aestivum è un tartufo resistente e si mantiene più a lungo rispetto alle altreLeggi tutto

Così Ugo Foscolo raccontava nel suo "Le ultime lettere di Jacopo Ortis", il momento della cena di una famiglia residente nelle campagne venete, in una tiepida sera di maggio, con le donne intente a servire nei piatti la minestra di "bruscandoli", raccolti nei campi durante il pomeriggio.

Il riferimento di Foscolo è appunto al "bruscandolo", termine dialettale ferrarese per indicare i giovani germogli del luppolo, detti in altre regioni del Nord luertìs o lovertìn, che si raccolgono in primavera tra le siepi e negli incolti. Hanno un gusto gradevolmente amarognolo, simile all'asparago, (la pianta è la stessa coltivata come aromatizzante nei Paesi produttori di birra) e li si usa per farne frittate, minestre e risotti.

Tutti conosciamo la pianta della foto, ma quanti sanno che è commestibile e che si presta a svariate preparazioni ed usi? Leggete quanto appresso e se la curiosità rimane sollecitata, bene, alla prima occasione provvedete ad abbondante e gratuito raccolto. L'accortezza, però, deve essere quella di cercare prati lontani da strade molto trafficate, perchè la pianta, tanto è buona e ricca di vitamine e sostanze benefiche, tanto si arricchisce facilmente di sostanze tossiche, provenienti dagli scarichi delle auto. Dunque il tarassaco, è il notissimo fiore giallo dei prati, i cui frutti formano il soffione con cui si divertono i bambini...Leggi tutto

(O più semplicemente spinaci selvatici o spinaci di montagna) Pianta perenne a fusti ascendenti, cilindrici striati. Le foglie sono verdi farinose nella compagine inferiore, ondolose ai margini. E' proprio la forma delle foglie a dare il nome alla pianta, infatti Chenopodium significa "piede d'oca". Elevato il contenuto di ferro. Cresce nella zona alpina in terreni azotati.500-2100 m.

Se ne fa molto uso in cucina. Le foglie giovani e tenere possono essere consumate crude, in insalata con olio e limone.
Le foglie in estate lessate brevemente in acqua salata, si prestano agli stessi usi degli spinaci, particolarmente pregiati nei ripieni, ma anche nel minestrone, al burro, nelle frittate. Le foglie più adulte e i germogli, appena scottati in acqua vengono utilizzati in tutto come gli spinaci coltivati, sia nelle minestre, sia come contorno. In Maremma lo spinacio è considerato particolarmente pregiato per fare il ripieno dei tortelli di ricotta, da solo od in associazione all'ortica.
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