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Tutto Sui Libri E Pubblicazioni

A scuola dalle Sorelle Simili

Submitted by Vinaigrette on Mar, 03/03/2009 - 22:11
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“La Buona cucina”, “Pane e roba dolce” , “Pane e roba dolce. Un classico della tradizione italiana”, “Sfida al mattarello. I segreti della sfoglia bolognese”, “Sfida al matterello. Sfoglia e dintorni” sono libri scritti dalle le gemelle Margherita e Valeria Simili - universalmente note come "le Sorelle Simili" .
Conosciute in tutto il mondo, tengono corsi in Europa, America e Giappone, sempre con enorme successo. Per anni hanno insegnato ai giapponesi i trucchi del ' barillino' e della ' crocetta' , ai cuochi americani, spediti dai ristoranti d' Oltreoceano, i segreti del tortellino e della lasagna.

E' sempre bellissimo insegnare a fare il pane -dicono- con farina, acqua, sale e un po' di lievito se ne fanno di tanti tipi E sai che soddisfazione vedere dorare nel forno la pagnotta fatta in casa, con quel profumo e quel sapore inimitabili

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Chiusa da un bel po' la loro scuola di Bologna, dopo 15 anni trascorsi ad insegnare a impastare, infornare, infarcire, guarnire, le sorelle Simili hanno cominciato ad andare in trasferta nelle scuole di cucina in giro per l' Italia e nel mondo. Una di queste è la “Casa di Mela” ad Arese (MI) che ospiterà le mitiche gemelle il 21 e 22 marzo p.v., ed è proprio lì che Loretta, Carla, Gabriella e Vinaigrette andranno, super pimpanti, pronte alla temeraria sfida della panificazione con lievito madre. Al ritorno il doveroso racconto.

Chichibio e la Gru

Submitted by Vinaigrette on Dom, 08/07/2007 - 21:27
Chichibio

Dopo La Volpe e la Cicogna un'altra delle fiabe che la mamma raccontava a noi figli e, una volta nonna, man mano a tutti i nipoti che non si stancano ancora di ascoltarla. Se la leggiamo pian piano e facciamo un po' di silenzio, possiamo arrivare a percepire il delizioso profumo di arrosto che si sprigiona dalla cucina di Chichibio, eccellente e arguto cuoco trecentesco, scaturito da una penna non meno preziosa di quelle dei suoi contemporanei, vale a dire Giovanni Boccaccio
L'immagine è stata presa quiLeggi tutto

Currado Gianfigliazzi, così come ciascuno di voi udito e veduto puote avere, è stato nobile cittadino generoso e dall'animo gentile, e tenendo vita cavalleresca, continuamente in cani e uccelli si è dilettato.
Un dì presso a Peretola, con l'aiuto del suo falcone ammazzò una gru e, trovandola grassa e giovane, mandò quella
ad un suo buon cuoco, che era chiamato Chichibio, ed era viniziano, con l'ordine che la preparasse con cura e l'arrostisse per cena.
Chichibio, il quale in apparenza sembrava proprio un ridicolo sciocco, preparata la gru la mise sullo foco e con sollecitudine, a cuocerla incominciò.
Quando era già quasi che cotta, e grandissimo odore emanava, avvenne che una giovinetta della contrada, pregò caramente Chichibio che gliene desse una coscia.
Chichibio le rispose cantando e disse: "Voi non l'avrì da me, voi non l'avrì da me!"
Donna Brunetta essendo turbata gli disse: "In fede di Dio, se tu non la mi dai, tu non avrai mai da me, cosa che ti piaccia!"
Ed in breve le parole furono molte; ma alla fine Chichibio, per non crucciar la sua donna, staccata una delle cosce della gru, gliela diede!
Essendo poi davanti a Currado e ad alcuni suoi invitati messa la gru senza coscia, Currado se ne meravigliò e fece chiamare Chichibio e gli domandò che fine avesse fatta l'altra coscia della gru.

L'Arte Dei Cavatappi

Submitted by Vinaigrette on Lun, 08/05/2006 - 22:03
L'arte dei cavatappi

'L'arte dei cavatappi. Dal XVI secolo ad oggi' di Munaretti Bertazzo Ottilia - ed. Skira -collana 'Design e arti applicate'. Questo libro, riccamente illustrato, segue l'interessante percorso

di questo oggetto di uso quotidiano, che nel corso dei secoli ha accompagnato l'uomo in uno dei riti della tavola più affascinanti: stappare una bottiglia. Ideato già da Leonardo da Vinci nel XV secolo, realizzato poi da abili artigiani per le classi privilegiate (nobiltà e clero), il cavatappi si diffonderà nell'Ottocento in tutta la borghesia d'Europa e d'America fino a entrare in ogni casa ai nostri giorni

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La Cucina Di Monsieur Momo

Submitted by Vinaigrette on Dom, 30/04/2006 - 21:50
La cucina di  Monsieur Momo di Henri De Toulouse-Lautrec e Maurice Joyant

Henri Marie Raymond de Toulouse-Lautrec-Montfa: Toulouse-Lautrec per noi, Monsieur MOMO per gli amici di allora, è il grande artista della "Belle Epoque", del Moulin Rouge,della "ville lumière" della vita "bohemienne" e trasgressiva di Montmartre.
Ma che Toulouse fosse anche gran gourmet e cuoco raffinato, molto apprezzato nella cerchia dei suoi amici, tanto quanto le sue opere pittoriche, non è cosa nota a tutti.
Dopo la morte prematura, nel 1901 a soli 37 anni, il suo grande amico Maurice Joyant raccolse e pubblicò le sue estrose ricette in un centinaio di copie.
La preziosa raccolta, illustrata dai menù che Lautrec disegnava per i suoi ospiti, corredati dalla lista delle portate e dagli schizzi creati per l'occasione, e dai suoi dipinti legati all'arte della tavola, nel dicembre scorso è stata pubblicata, per la prima volta, in Italia, dalla casa editrice IBIS.

La Primavera

Submitted by Vinaigrette on Dom, 02/04/2006 - 17:39
Botticelli Primavera

Sandro Filipepi, detto il Botticelli.
A destra dell'opera il vento Zefiro afferra la ninfa Chloris e con il suo soffio la feconda trasformandola in Flora, generatrice di fiori e Dea della Primavera .
Qualche millennio prima Publio Ovidio nasone:

"Ora chiamata Flora, ero in realtà Clori: la lettera
greca del mio nome fu guastata dalla pronuncia latina.
Ero Clori, ninfa dei campi felici dove hai udito
che in passato ebbero la loro dimora uomini fortunati.
Dire quale sia stata la mia bellezza, sarebbe sconveniente
alla mia modestia: ma fu essa a trovare come genero per mia madre un dio.
Era primavera, vagavo; Zefiro mi vide, cercai di allontanarmi;
m'insegue, fuggo; ma egli fu più veloce.
E Borea, che aveva osato rapire la preda dalla casa di Eretteo,
aveva dato al fratello piena licenza di rapina.
Tuttavia fa ammenda della violenza col darmi il nome di sposa,
e nel nostro letto non ho mai dovuto lamentarmi.
Godo d'una eterna primavera; è sempre splendido l'anno,
gli alberi hanno sempre le fronde e sempre ha pascoli il suolo.
Possiedo un fiorente giardino nei campi dotali,
l'aria lo accarezza, lo irriga una fonte di limpida acqua:
il mio sposo lo ha riempito di copiose corolle, e ha detto:
"Abbi tu, o dea, piena signoria sui fiori"
Spesso io volli contare le loro specie,
ma non vi riuscii: il loro numero superava il conteggio."
(Publio Ovidio Nasone - Fasti - V° libro )

Maria Callas 'La Divina In Cucina'

Submitted by Vinaigrette on Gio, 09/02/2006 - 20:03
Maria Callas

Se oltre alla buona cucina amate l'opera, non può non esservi rimasta nel cuore Maria Callas che avremo, a breve, la possibilità di vedere in versione assolutamente inedita "indaffarata tra i fornelli" grazie al volume in uscita "La divina in cucina", curato da Bruno Tosi (presidente dell'Associazione Internazionale Maria Callas) che raccoglie le 100 ricette preferite dalla grande soprano.Leggi tutto

Nessuna bizza da diva. Arrigo Cipriani, patron dell'Harry's Bar di Venezia ricorda quando Maria Callas varcava la porta del ristorante al fianco di Aristotele Onassis. ''Si sedeva dove c'era posto. Come tutte le persone importanti non voleva un tavolo particolare, solo quelli che non lo sono lo pretendono''. Cipriani, 73 anni, ha da poco finito di scrivere la prefazione de 'La divina in cucina', libro curato da Bruno Tosi che raccoglie le cento ricette preferite dalla grande cantante, a breve sugli scaffali delle librerie italiane. ''Aveva mantenuto il gusto per una cucina semplice e casalinga'', racconta il direttore dell'Harry's Bar ad Ign, testata on line del gruppo Adnkronos. ''Pasta, tagliatelle. Preferiva il gusto alla vista, non si era lasciata influenzare dal lusso degli ambienti che frequentava''. Nessun capriccio particolare in cucina. ''Da noi chiedeva sempre il piatto del giorno''.

Le Francesi Non Ingrassano

Submitted by Vinaigrette on Mer, 11/01/2006 - 23:17
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Come si fa a non precipitarsi in libreria per acquistare Le francesi non ingrassano. I segreti per abbinare una vita sottile ai piaceri della vita (edito in Italia da Sperling & Kupfer).
L’autrice, Mireille Guiliano, è, nientemeno, che amministratore delegato, della Veuve Cliquot, e ci svela come sia riuscita a sopravvivere negli Stati Uniti senza diventare obesa. In sintesi:

Le francesi non digiunano mai tanto da essere affamate.
Le francesi non hanno bisogno di nessuna occasione speciale per stappare una bottiglia
Le francesi si vestono carine anche per andare a buttare la spazzatura, perché non si sa mai...
Le francesi adorano sedersi a un caffè e gustarsi fino in fondo quel momento
Le francesi non sono mai a dieta, ma... le francesi non ingrassano!
E infatti questo non è un libro di diete, né un ricettario di cucina 'light', piuttosto un ben riuscito cocktail - una parte di bon ton alimentare, due parti di suggerimenti culinari, una parte di esperienza personale - che insegna con stile e acutezza a mangiare con la testa prima che con lo stomaco, a pensare a che cosa mangiamo e perché, a considerare come nemico non il cibo, ma certe abitudini. Uno sguardo nuovo e al contempo antico - basta rifarsi a un patrimonio culturale nazionale, riadattato alle esigenze del XXI secolo - che coniuga la capacità di godere dei piaceri della buona tavola come della vita con intelligenza e 'nonchalance'.

BOL

'Artis Magiricoe Libri X' O Meglio 'De Re Coquinaria'

Submitted by Vinaigrette on Mar, 03/01/2006 - 23:07
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Una delle più antiche pubblicazioni dedicate alla gastronomia è : "Artis magiricoe libri X" famoso come De re coquinaria attribuito a Marco Gavio Apicio, ricco patrizio, gaudente, raffinato gastronomo e maestro di arti culinarie che visse nella Roma dell’Età imperiale. I giovani romani, anziché frequentare le lezioni di filosofi e rétori, facevano a gara per essere ammessi alle scuole di cucina.

Essi stavano a guardare con occhi infuocati e bocca spalancata, lanciando violente grida di gioia in mezzo al borbottio ed al ribollire delle salse che gorgogliavano sul fuoco.

I super dotti cucinieri hanno la possibilità di consultare l'opera nella lingua originale; gli altri che, comunque, vogliono conoscere l'arte gastronomica dell'antica Roma, dovranno accontentarsi di traduzioni; i probi morigerati inappetenti possono, invece, unirsi allo sdegno di Seneca e Plinio.

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Che ne è stato della nostra Roma, ove si impone ai filosofi di lasciare la città perché sospettati di corrompere i giovani, proprio mentre questo Apicio ha trasformato in professione la scienza culinaria ed ha corrotto con la sua dottrina un’intera epoca?
il suo metodo di ingrassare i maiali con i fichi secchi e di far loro bere piccole quantità di mosto dolce prima di macellarli, avendo il fine di ricavarne un fegato particolarmente saporito, lo fa ritenere.. il più grande scialacquatore di tutti i tempi…

(da Taccuini Storici)

Michelin Guide New York City 2006

Submitted by Vinaigrette on Mer, 07/12/2005 - 01:18
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E' uscita nelle scorse settimane "Michelin Guide New York City 2006", il primo volume che la celeberrima guida rossa - autentica bibbia per i gourmet di tutto il mondo - dedica alla Grande Mela. I ristoranti recensiti sono stati 507 su un totale di circa 23 mila esercizi presenti nei cinque quartieri della metropoli (463 i ristoranti recensiti a Manhattan, 25 a Brooklyn, 13 nel Queens , 4 a Staten Island e 2 nel Bronx).

Pablo Neruda: Ode Al Carciofo

Submitted by Vinaigrette on Sab, 03/12/2005 - 15:48
Pablo Neruda Ode al Carciofo
Il carciofo dal tenero cuore si vestì da guerriero,
ispida edificò una piccola cupola,
si mantenne all'asciutto sotto le sue squame,
vicino al lui i vegetali impazziti si arricciarono,
divennero viticci,
infiorescenze commoventi rizomi;
sotterranea dormì la carota dai baffi rossi,
la vigna inaridì i suoi rami dai quali sale il vino,
la verza si mise a provar gonne,
l'origano a profumare il mondo,
e il dolce carciofo lì nell'orto vestito da guerriero,
brunito come bomba a mano,
orgoglioso,
e un bel giorno,
a ranghi serrati,
in grandi canestri di vimini,
marciò verso il mercato a realizzare il suo sogno:
la milizia.
Nei filari mai fu così marziale come al mercato,
gli uomini in mezzo ai legumi coi bianchi spolverini erano i generali dei carciofi,
file compatte,
voci di comando e la detonazione di una cassetta che cade,
ma allora arriva Maria col suo paniere,
sceglie un carciofo,
non lo teme,
lo esamina,
l'osserva contro luce come se fosse un uovo,
lo compra,
lo confonde nella sua borsa con un paio di scarpe,
con un cavolo e una bottiglia di aceto finché,
entrando in cucina,
lo tuffa nella pentola.
Così finisce in pace la carriera del vegetale armato che si chiama carciofo,
poi squama per squama spogliamo la delizia e mangiamo la pacifica pasta
del suo cuore verde.

Cose d'Abruzzo

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