
Finito di mangiucchiare tutto ciò che ha strasbordato dalle feste appena trascorse: torroni friabili, al cioccolato, morbidi, con le mandorle, alle nocciole ecc ecc ecc, se non anche bon bon, cioccolatini e prelibatezze le più varie, è proprio il caso di lasciarsi ancora coccolare, ma in maniera molto più innocua, dalle crespelle proposte. Nulla di fritto, niente sughi o intingoli ma solo pomodoro crudo, spinaci appena sbollentati e ricotta freschissima.
per 4 persone
12 crepes
300 gr di ricotta
400 gr di spinaci
un'idea di noce moscata
parmigiano q.b.
pomodoro concassè (o in scatola o bottiglie - purchè a tocchetti)) q.b.

Se a quaranta giorni da un intervento chirurgico, un ingrato piede non si decide a tornare ad esercitare la sua propria funzione, il morale potrebbe averne a che dire. Allora cercare di sdrammatizzare situazioni e seriosi ravioli tradizionali appare doveroso.
(Ispirazione tratta da "Sfida al Matterello" Sorelle Simili - Vallardi Editore Milano)






Una ricetta, questa, tutta dedicata a Marcellina che ha bisogno di "vedere" prima di "provare". Le esigenze della medesima, possono trovare QUI maggiore soddisfazione. Ciò è quello che, almeno, si spera!
Naturalmente i paccheri, di personale elevato gradimento ma non di facilissima reperibilità, possono essere sostituiti con pasta di altro formato che sia però adatto al passaggio in forno.

Ad un occhio distratto, molto distratto, l'oggetto della prima foto potrebbe sembrare una patata. Trattasi, in realtà, di stupendo, profumatissimo tartufo bianco (Tuber Magnatum Pico) utilizzato, senza parsimonia, per le crespelline in argomento, servite come antipasto alla cena di capodanno, sparite da tutti i piatti nel giro di pochissimo (mai distrarsi in certe circostanze).
Grande onore ai meriti per questa preparazione che ha riunito esperienze, passioni e fantasie diverse. Dunque l'origine è casa di Daniela (che utilizza spinaci). Vinaigrette apprezza grandemente e, approfittando dello splendido tempo in quel di Ateleta (AQ) e della altrui generosità pensa di sostituire spinaci con erbe di campo. La cara maestra di erbe Elisena (Lisetta per gli amici), provvede alla raccolta delle verdure selvatiche e alla illustrazione delle differenze tra un'erba e l'altra, là dove tutto, agli inesperti (leggasi Vinaigrette), appare cicoria di campagna; la mamma lava, lessa e ripassa in padella le verdure raccolte e prepara anche le sfoglie di pasta (con un sorrisino tra il perplesso e lo scettico all'idea del seguito proposto). Risultato: un semplice e ottimo timballo che ha reso perfetto il già bellissimo fine settimana.
Altre immagini della ricetta sono disponibili su Flickr: Timballo alle erbe di campo

Prendete le Lasagnette Romantiche semplificatele di molto preparando la pasta come per le Cialde Croccanti alle verdure colorate, sostituite le verdure con quelle qui indicate e voilà un altra ricettina semplice, scenografica e, soprattutto, molto buonaaaa!!!



Bella la sorpresa all'interno dello scrigno, o meglio, buona, anzi buonissima se però si utilizzano tutti gli ingredienti previsti, compresi i peperoni la cui mancanza,nella ricetta realizzata, rende il tutto un po' troppo "delicato". La preparazione, liberamente interpretata, proviene, con nome diverso (terrina di cannelloni) dalla scuola di cucina Peccati di Gola di Roberta Molani.
Le immagini complete della preparazione della ricetta sono disponibili su Flickr: Scrigno di zucchine


Un suggerimento per chi, oltre alla pasta colorata, ama cose gustose e facili da realizzare. Naturalmente se si hanno problemi con la preparazione della pasta, si può sempre comprarla bella e pronta.
Le immagini complete della preparazione della ricetta sono disponibili su Flickr: Tagliatelle Gialle e Verdi

Quale, se non questo, il periodo migliore per preparare questa ricetta. Le erbette sono appena spuntate rendendo le pecore molto molto felici, e la felicità, si sa, rende tutto migliore, compresi latte e conseguente ricotta. Noi, nei prati un po' più in là, possiamo cedere stress in cambio di tenere foglioline per il nostro ripieno. Come non approfittarne! Se però non abbiamo prati puliti nelle immediate vicinanze, possiamo sempre ricorrere, pur senza corroboranti passeggiate, ai mercatini rionali che, spesso, offrono le verdurine che interessano. Se neanche questo tentativo dovesse tornare utile allora ripiegate sui classici spinaci (comunque previsti nella originaria ricetta.


Nonostante il nome, la salsa, con Genova, nulla ha a che fare, quanto piuttosto con Napoli. Sembrerebbe che alla metà del XV secolo, in pieno periodo aragonese, due mariani genovesi servivano la salsa in una trattoria sita nei pressi di Porta Capuana: dal detto:"Andiamo dai genovesi a pranzare" trarrebbe origine il nome del l'intingolo. Altri attribuiscono la paternità della ricetta ad un cuoco napoletano del settecento di cognome Genovese. Comunque sia andata, il timballo preparato con questa salsa (introdotto dalla zia Tittina, maestra di scuola e di cucina), diventato un classico di famiglia per la Pasqua è veramente meraviglioso e non ci vuole poi tantissimo tempo a realizzarlo, se si tiene conto che alla fine ci si ritrova pronto anche il secondo.
Le immagini complete della preparazione della ricetta sono disponibili su Flickr: Timballo di Lasagne
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