La polenta è quella fatta con il bimby, altra possibilità è offerta dalla polenta precotta, naturalmente ampio tributo e plauso a chi riesce serenamente a gestire 45 minuti di paziente giramento... di paiolo. Il resto è fantasia, praticità e gusto individuale o collettivo.
Se si posseggono stampi per biscotti, per esempio, si possono ottenere forme le più varie, così come per condimenti e decorazioni, alcuna alternativa incontra impedimento: gorgonzola con le noci (personale e assoluta passione), pomodoro (stile bruschetta), mozzarella con trito di basilico, ecc ecc ecc
Gentilmente inviata dalla bravissima Katia, una ricetta realizzata con il Bimby, da imitare subito subito, non appena procurato radicchio e speck. Gli altri ingredienti dovrebbero essere a portata di tutte le dispense. Chi non avesse il Bimby, può, naturalmente, seguire il percorso in maniera tradizionale.
Per 6 persone:
Per il ripieno:
350 gr di radicchio veronese
50 gr di fontina a pezzetti
50 gr di provola a pezzetti
1 scalogno
100 gr di speck a fette
30 gr di olio extravergine di oliva
sale e pepe q.b.
Per la pasta:
350 gr di farina
150 gr di latte
1 cubetto di lievito di birra
20 gr di olio
3 tuorli d'uovo
sale e pepe q.b.
Preparare la PAsta:
Versare nel boccale tutti gli ingredienti, impastare 3 minuti. Stendere la pasta su un foglio di carta forno, ottenendo una sfoglia sottile. Spalmare la farcia di radicchio e formaggio. Arrotolare la sfoglia su se stessa formando un cilindro. Tagliare dei tronchetti alti 4 cm e chiuderli nella parte inferiore. Sistemarli in una teglia distanziati l'uno dall'altro e far lievitare per un'ora circa . Cuocete in forno caldo a 180° per 30 min circa.

Finito di mangiucchiare tutto ciò che ha strasbordato dalle feste appena trascorse: torroni friabili, al cioccolato, morbidi, con le mandorle, alle nocciole ecc ecc ecc, se non anche bon bon, cioccolatini e prelibatezze le più varie, è proprio il caso di lasciarsi ancora coccolare, ma in maniera molto più innocua, dalle crespelle proposte. Nulla di fritto, niente sughi o intingoli ma solo pomodoro crudo, spinaci appena sbollentati e ricotta freschissima.
per 4 persone
12 crepes
300 gr di ricotta
400 gr di spinaci
un'idea di noce moscata
parmigiano q.b.
pomodoro concassè (o in scatola o bottiglie - purchè a tocchetti)) q.b.
O "Pere al Vino Rosso", preparate magistralmente da Ersilia (la foto non rende propriamente giustizia) in occasione di un evento gioioso che ha visto riuniti amici e parenti intorno ad un appetitosissimo desco allestito, unitamente alla suddetta, dalla impareggiabile Rosetta
Dopo i bagordi festaioli la gran parte dei propositi sono di dieta ferrea con carote, finocchi, ravanelli e centrioli rigorosamente crudi e sconditi. Niente di più deprimente. Decisamente più solleticante, per occhio e palato, il saporito omaggio della carissima Iliana, autrice del piatto cui è stato aggiunto qualche crostino di pane dorato nell'olio (pochissimo), piuttosto che semplicemente abbrustolito nel forno, per scongiurare eventuale crisi di astinenza da cibo ricco.
Che dire, la pastosità delle fave, il gusto amaro della cicoria, la croccantezza del pane si sono combinati così deliziosamente da far desiderare, con immediatezza, ulteriori porzioni.
Questo piatto della cucina tradizionale pugliese e lucana, considerato povero fino a qualche tempo, è diventato, oggi, una ricercatezza gastronomica.
Ingredienti
Mondate le fave da eventuali impurità (come per le lenticchie), sciacquatele e mettetele a bagno per almeno 4-5 ore (o anche per tutta la notte).Trascorso questo tempo, scolatele e mettetele in una casseruola possibilmente di terracotta, copritele di acqua fredda e fate cuocere a fiamma bassa per circa un ora o poco più. Nel frattempo avrete pulito, lavato ben bene la cicoria, lessata in acqua bollente e scolata in acqua fredda (per ridurre l'amaro e conservare il bel colore verde)
Quando le fave sono pronte, conditele con 3 cucchiai di olio e lavoratele con un cucchiaio di legno (se sono rimaste troppo intere frullatele con il minipimer) fino a trasformarle in una purea non troppo densa.
Tagliuzzate la cicoria cotta (volendo potete ripassarla in padella con il peperoncino) e aggiungetela alla purea, mescolate, distribuite in 4 ciotole,
aggiungete qualche altro cucchiaio di olio, crostini di pane (soffritti o dorati al forno) e servite
La condivisione di uno dei pezzi forti della cucina tradizionale abruzzese è di grande soddisfazione soprattutto se si confessano i reiterati fallimenti che hanno preceduto il più che dignitoso ultimo risultato (quello della foto). E già, perchè si fa presto a dire mescolare gli ingredienti, formare delle polpette e friggerle, il tutto non è proprio così banale: la mollica deve essere di pane tipo casereccio, non fresco ma neanche troppo raffermo, idem per il formaggio; la proporzione tra gli ingredienti va calibrata a seconda della consistenza degli stessi e della grandezza delle uova. Una volta, però, azzeccato l'impasto, ogni successiva ripetizione è garantita. Il suggerimento è di prepararne un bel po', giacchè ci si trova, e di congelarne una parte.
La ricetta completa prevede "la discesa" delle polpette, una volta fritte, in un sughetto di pomodoro molto leggero (c'è chi aggiunge anche stiscioline di peperoni).
La cicoria è cicorietta di montagna trovata grazie al tempo non ancora rigido. Tuffarla in acqua fredda non appena cotta serve non solo a conservare il bel colore verde ma anche a togliere una punta di amaro. Se decidete di servire questa ricetta della nonna con il pane abbrustolito, migliorerete ulteriormente il gusto strofinando le fette con uno spicchio di aglio (parters consenzienti).

Più o meno simile anche l'italia ce l'ha, ma vuoi mettere Ratatouille con caponata o ciabotto?! Niente da fare, questa volta i francesi hanno proprio la meglio. Ratatouille deriva del termine "touiller": rimestare. Piatto povero, di origine nizzarda, veniva preparato con le verdure di stagione, inizialmente senza le zucchine. Oggi è presente un po' ovunque con leggere varianti e può essere servita come contorno o accompaganta a patate o riso come nel caso di questa ricetta dal gusto più particolare conferito dall'aceto balsamico e dal curry.

350 gr di riso bollito e scolato al dente
1 spicchio di aglio
1 scalogno
1 porro
1 melanzana
1 peperone giallo
2 peperoni rossi
2 zucchine
2 pomodori perini maturi
300 gr di fagiolini
200 gr di piselli
qualche foglia di basilico
1 cucchiaino di curry madras
2-3 cucchiai di aceto balsamico
3 uova sode
sale q.b.

Come da promessa eccovi uno dei diversi possibili modi di utilizzo delle verdurine che ci regala gratuitamente madre natura. In questo caso gli asparagi, previsti nella ricetta originaria, sono stati sostituiti con il luppolo selvatico, altrimenti detti bruscandoli.
Naturalmente il formato è facoltativo, potete piegare le crespelle a fazzoletto o arrotolare a cannellone, o ancora utilizzarle a strati per un timballino. Però bisogna ammettere che come bomboniere sono proprio deliziose, anche nell'aspetto, non è vero?
Prima di tutto pulite e lavate il luppolo

alla stessa maniera degli asparagi (si piegano leggermente fino a spezzarli e si scarta la parte inferiore); quindi tagliateli a pezzetti da 1_2 cm e cuoceteli con la noce di burro, il cucchiaio di olio e lo scalogno tritato fine, a fiamma bassa e incoperchiati.
Una volta cotti (se necessario aggiungete poca acqua calda) lasciate che intiepidiscano, quindi aggiungete la mozzarella tagliata a cubettini molto piccoli, il parmigiano e la besciamella. mescolate bene e ponete un mucchiettino del composto al centro della crespella. Chiudete ciascuna crespella con l'erba cipollina e fate gratinare a forno caldo (160°/ 180°) per 10 minuti.

Questa volta la dedica è per Eleonora che invano ha cercato , all'interno del blog, "qualcosa" con gli asparagi. In verità si era nel convincimento di aver già postato la ricetta. Un semplice sommario controllo ha evidenziato che la medesima, pur essendosi dimostrata, alla prova dei fatti, assai gustosa e al palato e alla vista, era rimasta, malinconicamente e ingiustamente dimenticata, in un angolo del PC. Le crepes sono quelle preparate alla maniera di vinaigrette ma, naturalmente, è possibile utilizzare, come di solito, il latte piuttosto che l'acqua .
Preparate innanzitutto la vellutata vegetale e le crepes. Pulite gli asparagi, lavateli ben bene, togliete 10 cm di punta e tagliate a rondelle il resto. Buttate le rondelline in acqua bollente e salata q.b. Quando queste sono quasi cotte aggiungete le punte che devono rimanere un po' croccanti e intere. Scolate il tutto e mettete le rondelle nella vellutata, aggiungete 3/4 del parmigiano e mescolate bene. Mettete qualche cucchiaiata del composto su metà crepe, aggiungete cubetti di mozzarella, piegate a metà e disponente in una pirofila. Continuate fino e esaurimento degli ingredienti. Ora versate sulle crepes un filo di vellutata che avrete sottratto inizialmente dalla tazza (prima di aggiungervi gli asparagi) decorate ciascuna crepe con le punte degli asparagi, cospargete con il parmigiano rimasto e infornate per 5 minuti a 180°
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