
Quando non solo i morsi ma neanche i mordicchiamenti della fame si fanno sentire, la passione culinaria retrocede di molte postazioni rispetto agli interessi del quotidiano. A non venire ancora meno, al momento, è il piacere, però, della condivisione di quanto operato,anche se un quakche tempo addietro.
Per la pasta (4 persone)
2 uova
50 gr di farina di farro
250 farina 0
mezzo guscio d'uovo di acqua
1/2 cucchiaio di aghi di rosmarino
per il condimento:
250 gr di moscardini puliti
2 carciofi
mezzo scalogno
5-6 pomodorini
un cucchiaio di pinoli
qualche foglia di basilico
olio extravergine di oliva e sale q.b.

Chi vorrebbe preparare le crespelle (crepes) e pensa sia cosa complessa, provi a rilassarsi e a sperimentare, senza patemi d'animo, il percorso gia a suo tempo suggerito:crespelle alla maniera di Vinaigrette e crepes foto flickr.
La raccomandazione è quella di non scoraggiarsi se il primo tentativo non dovesse produrre i risultati auspicati. Anche gli insuccessi, a guardare il bicchiere mezzo pieno, sono sempre e comunque occasioni di crescita.
Direttamente, anche senza aver maturato disinvolta abilitò, si può procedere con variazioni negli ingredienti base, come nella circostanza: farina di riso miscelata al 50% a farina di farro, in sostituzione della classica farina di frumento. Il ripieno rimane, naturalmente, di liberissima scelta. (per Vinaigrette, quando possibile, tutto rigorosamente Bio e a Km 0)

I maccheroni alla chitarra ( dal dialetto maccarunə) sono un formato di pasta tipico della cucina Abruzzese ; la loro preparazione avviene con un telaio rettangolare di legno di faggio, chiamato “chitarra”, che deve il suo nome al fatto che lungo i suoi lati più lunghi, sono tesi dei sottili fili metallici, che ricordano appunto le corde di una chitarra.
Su questi fili viene stesa la sfoglia di pasta, che pressata con un matterello, viene tagliata in striscioline a sezione quadrata.
Il lavoro viene finito passando un dito sulla sfoglia tagliata alla base della chitarra, come si dovesse "suonare un arpeggio" per far scendere la pasta tagliata, ed ecco formati i maccheroni alla chitarra!
Un tempo si usava solo farina di semola di grano duro e acqua. Questa abitudine vive ancora oggi nelle cucine degli appassionati, ma se la lavorazione non è particolarmente curata, si rischia di far sbriciolare i maccheroni durante la cottura, specie se questa non avviene subito dopo la preparazione. Per questo, molti mescolano farina di grano duro con quella di grano tenero e altri aggiungono uno-due uova all'impasto. In tutti i casi il risultato mostra una pasta consistente e callosa, adatta a fondersi con diversi condimenti, che richiede rigorosa cottura al dente e si sposa bene con condimenti ricchi e sughi importanti.
In Abruzzo i maccheroni alla chitarra vengono generalmente preparati con ragù misto di carne di manzo, maiale e agnello. Meno tradizionali i sughi di cinghiale, di lepre o anche di cacciagione.
Nella ricetta base è stato inserito un uovo , per facilitare il lavoro ai meno esperti, volendo però, come vinaigrette si puo utilizzare il classico impasto della pasta all'uovo che vuole 1 uovo ogni 100 grammi di farina.Ingredienti




Il grano saraceno non incontra personali grandi preferenze, ma l'acquisto andava comunque utilizzato, ed allora ecco qua:
Gr 200 farina 0
gr 100 farina grano saraceno
3 uova
Ripieno
gr 200 macinato fine di pollo, tacchino, maiale
un cucchiaio di olio
due cucchiai di vino
1 spicchio di aglio
50 gr di parmigiano
1 uovo
noce moscata (facoltativa)
sale q.b.
scottate con uno spicchio di aglio il macinato. Fate raffreddare e aggiungete uovo, parmigiano, noce moscata e se necessario un po' di sale e mescolate bene.
Tirate la sfoglia sottile, con il matterello o con la macchinetta, disponete il ripieno in mucchietti un po' distanziati, coprite con una seconda sfoglia e, con l'apposito attrezzino o con un coppapasta piccolo, o con la rotella tagliapasta, ricavate i ravioli, fateli asciugare un pochino poi cuoceteli in abbondante acqua salata, scolate bene e condite con un sughetto leggero (o di carne, come preferite)

piselli freschi, oppure surgelati,
calamaretti, funghi "cortivati",
così magnate senz'avè patema.
Pe' fa' li calamari c'è un sistema:
se metteno a pezzetti martajati
nell'ajo e l'ojo e bene rosolati,
so' teneri che pareno 'na crema.
Appresso svaporate un po' de vino;
poi pommidoro, funghi e pisellini
insaporiti cor peperoncino.
Formaggio gnente, a la maniera antica,
fatece bavettine o spaghettini...
Bòn appetito e... Dio ve benedica!
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