
I principianti tranquilli attenderanno serenamente il momento di raggiunta dimestichezza con le questioni culinarie prima di cimentarsi con la pasta sfoglia lievitata; quelli temerari, invece, potrebbero osare da subito perché l'impasto, più che serie difficoltà, presenta, tra pieghe e riposi, tempi di realizzazione piuttosto lunghi. D'altro canto, le soddisfazioni che vengono restituite sono davvero di notevole entità. I cornetti della foto sono solo un esempio di utilizzo della particolare pasta che appare una via intermedia tra pasta pane e pasta sfoglia e si presta a molteplici utilizzi (trecce ripiene, pizzette ecc). Anche questa "rivelazione" è del mitico Claudio Venturini.

Essere causa si insuccessi e soprattutto di una cara amica è decisamente mortificante, sigh! Nella ricetta della crostata con crema inglese, infatti, tra gli ingredienti sono indicate "3 uova" piuttosto che "tre tuorli". L'impegno, con il capo cosparso di cenere, è a cercare, per il futuro, di stare molto più attente al momento del passaggio tra il fare e il dire.

Non si poteva lasciare nell'interrogativo insoddisfatto coloro hanno guardato con aspattative immaginose il guscio vuoto del post precedente. Ed ecco allora uno dei tanti possibili modi per ottenere un dessert a scomparsa pressochè immediata. Alle briciole che residuano sul piatto il compito di testimoniare il voluttuoso apprezzamento dei commensali.

Questa è una pasta molto permalosa, se non la si tratta con ogni riguardo brucia prima ancora di accostarla al forno e il recupero non è cosa scontata. La premessa non è un invito alla fuga (direzione pasticceria rinomata) ma solo un avvertimento finalizzato per evitare depressioni collettive degli ardimentosi in caso di non immediata riuscita.

Se avete il bimby o altro robot bene, altrimenti olio di gomito e vai! Un po' più di tempo e di impegno e la pasta viene benissimo, soprattutto se non vi fermate alla prima esperienza, ma vi esercitate di tanto in tanto.

Primavera o non primavera, caldo o non caldo, è ora di preparare una bella torta di pasta sfoglia alle fragole, perchè se il cielo non vuole schiarire che almeno si illumini la tavola.

Se non trovate la fillo o volete cimentarvi , comunque, nella diretta e personale preparazione, ecco la ricetta che, delle alcune provate, ha dato risultati maggiormente soddisfacenti. La pasta non è proprio uguale all'originale ma a questa si avvicina con dignitosa, modesta regalità.
Da svelare rimane, ancora, il segreto dei vasetti primaverili di qualche post più in là, che non sta nell'ivolucro o negli ingredienti di riempimento che possono essere, come già detto, del più svariato genere, ma nell'oggetto misterioso qui mostrato, godurioso al 4° posto dopo il rigalimoni, la mandolina e il coppapasta. Il di più: vasettiIngredienti
Chi sta, faticosamente, cercando di smettere di fumare può utilizzare questo tipo di pasta per migliorare, nel contempo, polmoni e palato. (facile a dirsi per chi a smesso già da un bel po'). La ricetta è quella di Valeria Piccini di Caino, perfetta (se si osservano scupolosamente dosi e procedimento) rispetto ad altre sperimentate.
I cannoli delle foto sono stati farciti con la Mousse al cioccolato

Che la besciamelle deve il suo nome a Louis de Béchameil, marchese di Nointel, ricco finanziere che aveva acquistato l'onorifico incarico di maître d'Hôtel di Luigi XIV è vero ma l'origine della salsa non è affatto francese. Nei libri di cucina italiana del Rinascimento, infatti, era già descritta

E' vero, la pasta all'uovo fresca si può sempre comperare, ma vuoi mettere il fai da te, ovviamente una volta imparata la semplice tecnica. Non vi scoraggiate se la prima volta non vi riuscirà benissimo, insistendo la farete anche con una mano sola!

Settacciate la farina, disponetela a fontana (con un cratere al centro) e versate le uova intere. Cominciate a sbattere con una forchetta e continuate con le mani fino ad ottenere una pasta omogenea ed elastica. Fate riposare la pasta per almeno mezz'ora, avvolta nella pellicola da cucina. Tirate la sfoglia con il matterello o a macchina, come più vi piace e a seconda dell'uso che volete farne.
(Nelle le paste ripiene la sfoglia deve essere sottile e va utilizzata subito, per far attaccare bene i bordi; per lasagne, fettuccine ecc, la sfoglia, di solito, è più spessa e si fa asciugare un po', prima di tagliarla)
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