
Ancora una ricetta di pesce in favore di bambini (grandi e piccini) che richiede solo un pochino di pazienza, abbondantemente compensata dagli apprezzamenti dei commensali (di cui sopra). La quantità delle mazzancolle da acquistare dipende, naturalmente, dal numero delle persone coinvolte ma anche dal numero delle pietanze.
La condivisione di uno dei pezzi forti della cucina tradizionale abruzzese è di grande soddisfazione soprattutto se si confessano i reiterati fallimenti che hanno preceduto il più che dignitoso ultimo risultato (quello della foto). E già, perchè si fa presto a dire mescolare gli ingredienti, formare delle polpette e friggerle, il tutto non è proprio così banale: la mollica deve essere di pane tipo casereccio, non fresco ma neanche troppo raffermo, idem per il formaggio; la proporzione tra gli ingredienti va calibrata a seconda della consistenza degli stessi e della grandezza delle uova. Una volta, però, azzeccato l'impasto, ogni successiva ripetizione è garantita. Il suggerimento è di prepararne un bel po', giacchè ci si trova, e di congelarne una parte.
La ricetta completa prevede "la discesa" delle polpette, una volta fritte, in un sughetto di pomodoro molto leggero (c'è chi aggiunge anche stiscioline di peperoni).
Delle mazzancolle è scritto qui, del lardo di colonnata si è detto già, non resta che postare la buonissima ricetta copiata pari pari all'amica Rosetta che già in occasione precedente ha dato prova di grande abilità culinaria.

Per soddisfare la richiesta di un'amica che ha apprezzato il procedimento di una precedente ricetta, ma non ama il tacchino.
Per 4 persone
un petto di pollo
100 gr di prosciutto cotto
qualche oliva verde denocciolata
capperi 4-5
sale pepe q.b.
500 gr di brodo vegetale
3-4 pomodori maturi
per la salsa:
6-8 foglie di basilico
10 gr di pinoli
qualche granello di sale grosso
uno spicchietto di aglio
mezzo bicchiere di olio extravergine di oliva

Il suggerimento questa volta viene dall'amica (carissima) Teresa che, data la facilità di esecuzione, lo dedica a tutti i principianti come pure agli esperti di "buona forchetta" con poca voglia, però, di stare molto tempo appresso ai fornelli.






Il cous cous è un alimento tipico del Nordafrica, costituito da granelli di semola cotti a vapore Il nome nordafricano di questo piatto è seksu in berbero e kuskusu in arabo magrebino.
Per cucinare il cuoscous, occorrerebbe la couscoussiera, composta di una pentola o kedra (in Marocco) o makfoul (in Tunisia), nella quale si prepara il brodo (con della carne, del pesce o anche solo verdure) e una parte superiore forata sul fondo, il kaskas, in cui il couscous cuocerà a vapore. Per impedire la fuoriuscita del vapore, il metodo tradizionale prevede che venga utilizzata una striscia di stoffa immersa in farina e acqua (kfila), ben avvolta intorno al punto di congiunzione delle due parti della couscoussiera.
In questa circostanza il cous cous è stato preparato seguendo le indicazioni scritte sulla confezione del prodotto, mentre per condimento si sono scelti gli ortaggi di stagione prima che questa volga al termine.


Chi è Carlo???!!! Ma l'amatissimo marito di Francesca, la mitica FrancescaV, che pian piano, meritatamente, ha conquistato tutto il "paese" dei foodblogger. La ricetta, questa QUI , era stata adocchiata da un po' e poichè dallo schermo emanava un gradevolissimo profumino, eccoci qui a ripeterla con l'aggiunta di qualche pezzetto di patata, tanto per riempire gli spazi lasciati dalla cipolla "in dotazione" troppo piccola. Va proprio detto che l'aggiunta finale dei semi di finocchio ha donato al piatto un gusto davvero eccellente. Anche i capperi di Pantelleria, regalo della carissima Rita, hanno fatto la loro parte. Grazie ancora a Rita, e naturalmente tantissimi ringraziamenti
a Carlo.

Le polpette avrebbero dovuto essere come queste qui sotto

Quando, però, si ha la pretesa di voler ricordare tutto a memoria, può accadere di dimenticare un ingrediente fondamentale, vale a dire, in questo caso, quel poco di pane grattugiato che occorre per dare al composto di pollo macinato, ricotta, uovo e parmigiano, la consistenza sufficiente a realizzare le formine tondeggianti. Ah la presunzione!
Se può interessarvi la ricetta è questa, già postata a suo tempo: Polpette di Pollo e Ricotta con scarola solo che la scarola è stata sostituita dai broccoli ripassati in padella con l'aggiunta di uvetta (precedentemente ammollata in un bicchiere con acqua e un po' di vino bianco) e pinoli.


E' vero, è stato già detto, in queste pagine carne quasi niente, ma volete mettere le possibilità combinatorie, pressochè infinite, offerte dai primi piatti rispetto alle pietanze. Comunque per meglio soddisfare gli onnivori ecco qui un piccolo coniglio (poverino!) marinato al vino bianco, con alloro, rosmarino e bacche di ginepro.

Una versione autunnale del già proposto Rollè di tacchino con olive taggiasche,
questa volta impasticciato con tartufo e frittatina aromatica. Da evidenziare la versatilità di questo piatto che non solo si presta a soddisfare tavole di ogni stagione, ma può essere servito come antipasto, come pietanza e, con commensali i non eccessivo appetito, anche come piatto unico, contornato, magari, da purè di patate o insalata di fagioloni di Spagna.
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