Minestre E Zuppe

Passatelli romagnoli

Submitted by Vinaigrette on Mar, 07/02/2012 - 21:28
passatelli_620.jpg

Dalla cognata romagnola l'insegnamento, dal sito:http://www.passatelli.it/ il racconto:

I passatelli sono nati nelle case contadine romagnole con l' utilizzo di avanzi e materiali poveri di cucina come il pane raffermo, il formaggio indurito (oggi opportunamente sostituito dal Parmigiano-Reggiano), le uova e, in alcuni casi il midollo di ossa di bue, che richiedono tutta l'abilità dell' "arzdora" (regina del focolare, simbolo di operosità instancabile e cardine del tradizionale nucleo famigliare in Romagna ) affinché l'impasto sia della giusta consistenza per poi poterne ricavare, attraverso l'apposito strumento chiamato "e fér", il ferro, i maccheroncini da cuocere in brodo.

L'elemento caratterizzante per fare i passatelli è costituito appunto dal "e fer", strumento di ferro simile allo schiacciapatate, di forma concava , con fori, dotato di due manici laterali per schiacciare con forza sull'impasto fino a farlo fuoriuscire dai fori con la tipica forma. Si chiamano passatelli proprio perché prendono la forma particolare passando dai buchi dello specifico strumento, chiamato anche stampo. In passato i passatelli erano la minestra delle feste e delle grandi occasioni come la Pasqua, l' Ascensione, i battesimi, le cresime ed i matrimoni; a Natale invece venivano sostituiti dai cappelletti in brodo.
I passatelli erano considerati un piatto pregiato in quanto venivano fatti con pane bianco; la ricetta prevedeva che pangrattato e parmigiano venissero utilizzati in egual misura, ma nelle case dei ricchi prevaleva il parmigiano mentre, nelle case dei poveri prevaleva il pane. Per ottenere un buon passatello bisogna usare pane comune bianco, ben secco e grattuggiato finemente. Per rendere l'impasto più morbido può essere utilizzato midollo di bue tritato ( alcuni usano come varianti semolino o una manciata di farina). Gli ingredienti vanno amalgamati con cura, fino ad ottenere un impasto compatto e di buona consistenza affinché, premendo il composto con "e fer", si riesca a farlo fuoriuscire dai fori dando luogo alla tipica minestra di forma cilindrica con diametro di circa 4-5 millimetri e lunghezza 8-10 centimetri, di colore giallognolo ed aspetto rugoso.
La ricetta tradizionale prevede che i passatelli, una volta preparati con l'aiuto dell'apposito strumento, vengano cotti e serviti in un ottimo brodo di carne.

Tubettini guanciale e pecorino

Submitted by Vinaigrette on Mer, 23/02/2011 - 21:57
pasta alla gricia

Piatto velocissimo, gioia dei principianti. Solitamente il formato utilizzato per questa "Amatriciana bianca" detta anche "pasta alla gricia" sono i bucatini ma i tubettini, gustati in precedenza, in formato leggermente più grande, in un ottimo ristorante Aquilano, sono niente male. Da non confondere assolutamente il guanciale che è proprio la guancia del maiale (parte muscolosa e magra con un proprio caratteristico sapore) con il lardo che è il grasso del dorso o con la pancetta che è il grasso del ventre, comunque buonissimi, ma per altre circostanze.

Tubettini al guanciale e pecorino
Ingredienti
per 4 persone:
350 gr di tubettini (o più a seconda dell'appetito)
100 gr di guanciale (non pancetta)
80 gr di pecorino romano
pepe nero da macinare al momento
sale q.b.
Preparazione
Pulite bene il guanciale, tagliatelo a cubetti (taglio brunoise) e fatelo rosolare molto lentamente in una padella capace di accogliere anche la pasta.
Cuocete al dente i tubetti e versateli nella padella con il guanciale rosolato. Fate saltare e aggiungete il pecorino che avrete reso cremoso con qualche cucchiaiata di acqua di cottura della pasta. Mescolate velocemente, cospargete di pepe macinato al momento e servite subito.

Zuppa di Ceci e Castagne

Submitted by Vinaigrette on Mer, 08/12/2010 - 15:16
Ateleta neve<br />
Zuppa di Ceci e Castagne

Ancora Inverno, ancora freddo, ancora Zuppe, anche questa "di un Buooonoooo!!!" L'autrice è Marina, amica aquilana di grande cuore la cui frequentazione aggiunge note positive al quotidiano. Ed ecco la sua ricetta:

Ingredienti

300 gr di ceci
300 gr di castagne
rosmarino
1 spicchio d'aglio
sale q.b. pepe (facoltativo)
olio e.v.o.

Preparazione

In una terrina mettete i ceci in ammollo per almeno 12 ore.
Incidete le castagne orizzontalmente e passatele in forno per pochi minuti, sbucciatele e tenetele da parte.
Cuocete i ceci a fuoco lento con l'aglio vestito e il rosmarino. Quando i ceci sono ben cotti aggiungere le castagne, un po' di sale e proseguite la cottura fino a quando anche le castagne saranno diventate tenere e la zuppa bella cremosa.
Aggiungete un filo d'olio alla zuppa, aggiustate di sale, pepate e togliete dal fuoco. Servite, volendo, con crostini di pane conditi con olio e.v.o. crudo

Zuppa di ceci e castagne 02

(prima foto giardino di Vinaigrette)

Corn Chowder di Joanne

Submitted by Vinaigrette on Ven, 19/11/2010 - 21:37
Corn chouder

ZUPPA DI PATATE E MAIS

The recipe is from the Bostonian Joanne, mother of Sabrina (super Inglese teacher), revised and lightened with the removal of bacon and fried onions. This soup comes with clams "Clam Chowder" a classic of the northeast U.S.

La ricetta è della Bostoniana Joanne, mamma di Sabrina (super english teacher), rivisitata e alleggerita con l'allontanamento di bacon e cipolle fritte. Questa zuppa nasce con le vongole "Clam Chowder" un classico del nord-est degli Stati Uniti,

la New England Clam Chowder ha in effetti origini nel Canada atlantico, anticamente la Nouvelle France. Il nome stesso, Chowder, deriva da Chaudrée, che in francese vuol dire qualcosa cotto nella Chaudière, che era il classico pentolone di rame che si appendeva sul fuoco. La cultura e le abitudini culinarie di questa zona sono ancora oggi caratterizzate dalla storica guerra tra gli Inglesi ed i Francesi del nuovo mondo, rivalità e patriottismi che col passare dei secoli sono risultate in fusioni interessanti e diversità altrettanto mitiche. Si pensi che la cucina Cajun tipica della Nouvelle Orléans (oggi New Orleans) in realtà è la cucina degli Acadiens (o Acadjans come erano chiamati dagli Inglesi) che, una volta l’Acadia conquistata, erano stati esiliati dal loro territorio, verso la Louisiana che allora apparteneva ancora alla Francia. L’Acadia che era per l’appunto nella zona Atlantica canadese, oggi sarebbe divisa tra il Québec atlantico ed il New Brunswick.La Clam Chowder è dunque una zuppa di vongole, che erano e sono ancora un alimento di base sulla costa atlantica, come lo sono il merluzzo, l’astice ed il granchio. Era, all’origine un piatto povero, il piatto unico delle famiglie dei pescatori e non è un caso quindi ritrovare in questa zuppa pure qualche pezzetto di merluzzo, le immancabili patate ed il mais. Oggi, nei bei ristoranti le Chowders si fanno più nobili con carne di granchio ed astice, dentice e lupo di mare… ma i vecchi sapori, quelli più semplici, sono quelli che parlano della storia dei primi coloni e qui in Canada vengono conservati gelosamente.
Ingredienti
X 6 servings approx - 6 persone circa

3-4 med potatoes - 3-4 patate medie
1 veg. bouillon cube or chiken bouillon cube - 1 dado vegetale o di pollo (Vinaigrette brodo vegetale ristretto)
2 cans corn - 2 lattine di mais (rinsed&drained - sciacquato e scolato)
1+ 1/2 cup cold milk (1 +1/2 tazza di latte freddo)
1 TBSPN flour (un cucchiaio da tavola di farina)
1 cup cream (una tazza di panna)
pepper optional (pepe facoltativo)
tast for salt (sale - se necessario)

Preparazione

Peel potatoes, cut into small cubes and put them in a medium saucepan. Boil in just enough water to cover the potatoes. Add veg bouillon cube and corn, continue Medium boil. Add milk with flour dissolved in it, add cream, add butter, let cook low-med for another 10 mins. Stir occasionally or frequently (keep an eye on it).
(Can add chopped celery and chopped onion - first sauteed in oliv oil and added at the beginning with boiling potatoes.)

Sbucciate le patate, tagliatele a piccoli cubetti e cuocetele in una pentola di medie dimensioni con acqua appena sufficiente a coprirle. Aggiungete il dado e il mais e continuate la cottura a fiamma media. Aggiungete il latte con la farina disciolta, la panna e il burro e fate cuocere ancora 10 minuti a fiamma bassa, mescolando di tanto in tanto. (potete aggiungere sedano e cipolla tritati finemente e fatti appassire in olio extravergine di oliva quando l'acqua con le patate inizia a bollire) (Vinaigrette non ha utilizzato il dado, ha cotto direttamente nel brodo vegetale e non ha aggiunto la panna)
potete servire la zuppa in piccole ciotole con l'aggiunta di crostini.

Il Brodo Di Nonna Maria

Submitted by Vinaigrette on Mar, 13/10/2009 - 12:22
Brodo di Nonna Maria
Brodo di Nonna Maria

Amore, Gusto e Nostalgia, questi i principali ingredienti di un brodo molto particolare e prelibato che viene da qui: La Mia Roccaraso (Foto UDC)

"...un piatto che lei (Nonna Maria) non cucinava spesso, ma che nonostante il caldo estivo, caratterizzava ogni anno il pranzo del giorno del protettore Sant’Ippolito. Era preceduto da un semplice antipastino, ma al quale difficilmente seguiva altro, per i nipoti, due piatti del brodo roccolano e basta. E vi pare poco? Ascoltate, anzi leggete com’è fatto.
Si prende del pane raffermo, lo si passa nell’uovo battuto e si friggono delicatamente un po’ di fette che poi si tagliano a piccoli cubetti.
Si cuociono alcune uova sode che poi si tagliano a pezzetti.
Si preparano un certo quantitativo di palline di carne macinata di vitello e si soffriggono delicatamente.
Si prepara un buon brodo di carne mista di vitello con qualche osso e un bel gambo di sedano, che alla fine viene tagliuzzato in tanti pezzetti e riversato nel brodo insieme alle palline di carne per completarne la cottura; il sedano è importante perché da un sapore particolare.E se non ci credete chiedetelo a Luigi, Consuelo, Marco, Corinna, Giorgio e Davide, messi così in fila come li ha cresciuti il “sergente di ferro”: nonna Maria.
E adesso a tavola, ognuno mette nel piatto un paio di cucchiai di cubetti di pane, l’uovo sodo e versa il brodo insedanato e ricco di palline di carne. Semplicemente delizioso."

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