
Ancora da Lo Smilzo:
Per fortuna i cani non hanno avuto la meglio, possiamo così attendere fiduciosi altri momenti così simpaticamente raccontati

Ma una cosa così carina poteva restare tra i commenti (solitamente brevi battute di saluto, complimenti, auguri etc. etc.) ? Assolutamente no. Allora, con formale invito rivolto sentitamente a "Lo Smilzo" per una diretta, continuata e anche scoordinata partecipazione a questo simil-Blog, si effettua il transito di merito.
Un commento al commento, però, corre obbligo di fare: "gli intermezzi privi di sapore" (intesi come post non inerenti succulenti o meno piatti preparati e offerti all'interesse del webmondo) possono risultare privi di sapore se il pensiero è governato solamente dalle papille gustative. (non è il caso, in ogni caso, de Lo Smilzo, dato anche lo username che lo identifica). Chi ha anche le orecchie intenda
(Il Piano delle cinque miglia è in Abruzzo, le bellissime pecore della foto, invece, vengono da qui:http://www.fassanews.com/foto)

"Era appena nato e immediatamente dovettero ordinare diciassettemila novecento e tredici vacche di Paurtille e di Brehemond per nutrire Pantagruel.
Pantagruel era infatti così grande che nessuna balia avrebbe potuto soddisfare la sua fame.
All'età d'un anno e due mesi, per consiglio dei medici, cominciarono a farlo uscire in un carrozzino tirato da buoi. Era un piacere vedere quel suo bel faccione con quasi diciotto pappagorge...".
Divenuto grandicello, lui e suo padre Gargantua percorrono a piedi quasi tutta l'Europa. Tornati a Parigi, narrano allegre storielle, facezie scurrili e situazioni incredibili, raccolte lungo il tragitto, nel mentre banchettano lautamente con gli amici intorno a tavole smisuratamente imbandite.
Da qui “pantagruelico” come simbolo grottesco del grande mangiatore e bevitore, ovvero di banchetto eccessivo e smisurato.
Chi volesse saperne molto ma molto di più, può leggersi “Gargantua e Pantagruel” titolo che indica, correntemente, l'esilarante insieme di 5 romanzi di Rabelais, scrittore francese, erudito, medico, monaco benedettino, professore d’anatomia, condannato per immoralità dalla Sorbona e dal Parlamento.

Dopo La Volpe e la Cicogna un'altra delle fiabe che la mamma raccontava a noi figli e, una volta nonna, man mano a tutti i nipoti che non si stancano ancora di ascoltarla. Se la leggiamo pian piano e facciamo un po' di silenzio, possiamo arrivare a percepire il delizioso profumo di arrosto che si sprigiona dalla cucina di Chichibio, eccellente e arguto cuoco trecentesco, scaturito da una penna non meno preziosa di quelle dei suoi contemporanei, vale a dire Giovanni Boccaccio
L'immagine è stata presa qui
Gioia, gaudio, tripudio ed esultanza vedere una ricetta dell'amica Florence riprodotta e tradotta in Giapponese.

Vedere per credere:
Mea Culpa Gourmet???????????????
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Grazie Maimai torna presto :)
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