

Wilbur Scoville come Carneade? No, bensì un chimico statunitense che nel 1912, lavorando presso un laboratorio di ricerche farmacologiche di Detroit, sviluppò un metodo per misurare la capsicina, cioè il grado di piccantezza dei peperoncini, metodo da allora definito "Test Organolettico di Scoville", basato sulla diluizione in acqua zuccherata di un omogeneizzato ricavato dal peperoncino in esame. La misurazione del livello di piccante viene espressa in SU (Scoville Units) che indicano il rapporto di diluizione necessario a rendere impercettibile al gusto la sensazione piccante. La scala inizia dal valore 0 (per i peperoni dolci) fino oltre 300.000 per gli Habanero, i peperoncini più piccanti. W.Scoville fu insignito di prestigiosi premi dall' American Pharmaceutical Association (APhA) ed Ottenne anche il dottorato in Scienze presso la Columbia University.

E in onore del peperoncino, in Calabria, un museo. Precisamente
a Maierà, un paese chiuso al traffico, con un centro storico stupendo.

Oggi le sale sono cinque, all’interno dell’appena restaurato palazzo Ducale. Al suo interno si possono scoprire la storia e la biologia della pianta, l’oggettistica dedicata al peperoncino, le salse ricavate con esso (oltre 200 da tutto il mondo), manifesti pubblicitari e pubblicazioni, vignette di satira sul peperoncino e mappe d’epoca. I punti di forza del museo sono un quadro a olio di Guttuso dedicato all’Abanero e una tavola del 1595, la prima riproduzione in Europa del peperoncino, secondo il pensiero degli ideatori del museo.
PeperoncinoMuseo

Ogni cucina (e ogni cuoco…) ha le sue preferenze in fatto di miscele e di sapori. Spesso le erbe vengono infatti mescolate per aromatizzare più riccamente minestre, stufati, arrosti.
Il Bouquet Garni (mazzetto guarnito) è un mazzetto di erbe aromatiche ben legate con un sottile spago per poterlo, a fine cottura togliere dal cibo più facilmente: in questo modo si ottengono salse e condimenti più vellutati ed omogenei, privi delle foglie e dei residui di erbe.
La base di un Bouquet Garni è solitamente costituita da tre rametti di prezzemolo, un ciuffo di timo e una foglia di alloro, alle quali ciascuno può aggiungere una gamma di altri odori secondo il gusto personale e la ricetta da preparare: buccia di limone, gambo di sedano, strisce di porro o fettine di carota ecc.
In alcuni paesi è pure frequente l'utilizzo di miscele di erbe, generalmente essiccate; molto usate in Provenza sono le cosiddette Fines Herbes, un mix in parti uguali di cerfoglio e prezzemolo finemente tritati, dragoncello ed erba cipollina. Provatelo sulle carni alla griglia o per insaporire una frittata, non potrete più farne a meno.Benessere

Lo zenzero è una pianta erbacea delle Zingiberaceae originaria dell'Estremo Oriente. Largamente coltivata in tutta la fascia tropicale e subtropicale, raggiunge un metro di altezza e il suo fiore ricorda l'iris. E' provvista di un rizoma nodoso, carnoso e densamente ramificato che, sotto una scorza compatta nasconde una polpa dal profumo penetrante.Lo zenzero è commercializzato sottoforma di radice fresca, essicata oppure in polvere. E’ uno stimolante generale ed un efficace ricostituente conosciuto da molto tempo dalla farmacopea cinese per lottare contro l'affaticamento, l'astenia e l'impotenza. Nella medicina asiatica, lo zenzero viene considerato una spezia "calda", che stimola la circolazione, rilassa i vasi sanguigni periferici, impedisce il vomito, ha effetto spasmolitico, favorisce la digestione, è antiflatulente ed antisettico.Leggi tutto

La cannella (Cinnamomum zeylanicum, detta anche Cinnamomum verum) è un piccolo albero sempreverde alto circa 10-15 m, della famiglia delle Lauraceae. La pianta è nativa dello Sri Lanka e la spezia che se ne ricava è la più fine e costosa. A differenza di altre droghe da cucina, questa non si ricava dal seme o dal frutto, bensì dal fusto e dai ramoscelli. La parte utile, che viene fatta seccare, assume il classico aspetto di una piccola pergamena color nocciola.Leggi tutto

La noce moscata e' il frutto della Myristica Fragrans, albero sempre verde della famiglia delle Myristicaceae, originaria delle isole Molucche che cresce fino a 10 m e impiega 10-15 anni per maturare ma poi produce 1500/2000 noci moscate all'anno per circa 70 anni; gli alberi femminili producono i frutti piriforme che si aprono a maturità in due valve che mettono in luce un arillo scarlatto avvolgente un seme (la noce moscata propriamente detta).
Il gusto dolce e raffinato della noce moscata, il profumo di bosco che sprigiona, rese questa spezia talmente apprezzata nel passato che era costume portare con sé una piccola grattugia in modo da poterla aggiungere al cibo o al vino caldo. Il grande gourmet francese Curnonsky riteneva che chiunque l'avesse gustata per un certo periodo di tempo non avrebbe desiderato altre spezie. Ancora oggi, in cucina, viene normalmente abbinata a dolci, budini, creme e torte ma anche a purè di patate e cavolini di Bruxelles lessati. In Italia viene spesso aggiunta a ripieni a base di carne, formaggio o spinaci per tortellini, ravioli o cannelloni.

Lo zafferano (crocus sativus) appartiene alla famiglia delle Iridaceae. Nella mitologia greca si fa risalire la nascita di questa pianta all'amore contrastato fra Croco e Smilace, presto, per punizione, trasformati lui nella pianta dello zafferano, lei in quella sempre verde del tasso. Lo zafferano era inoltre adoperato dal dio greco Ermes, consigliere degli innamorati, per risvegliare il desiderio.
Quasi sicuramente è stato introdotto in Europa dagli Arabi nel X secolo anche se alcuni ritengono che siano stati i Fenici a portarlo in Spagna, il cui Governo tentò in tutti i modi di conservarne il monopolio arrivando a prevedere la pena di morte per chi tentava di esportare i bulbi di zafferano fuori dal paese.Leggi tutto

Spezia da con confondore con quel piccolo ritaglietto di carta colorata che viene gettato confusamente con molti altri di colore diverso nel periodio di carnevale. Il coriandolo spezia, dunque, conosciuto anche con il nome di "prezzemolo cinese", e che, in ogni caso ha dato il nome ai ritaglietti di cui sopra,appartiene alla stessa famiglia del cumino, dell'aneto, del finocchio e del prezzemolo. Piuttosto in disuso in Italia, è spesso usato nella cucina greca e dei paesi arabi, per insaporire piatti a base di ortaggi, come patate, carciofi, funghi.
Del coriandolo si usano i frutti che nascono in Giugno-Luglio. La raccolta delle ombrelle, recise insieme al loro gambo, deve avvenire al mattino presto quando sono ancora umide di rugiada. Le ombrelle vengono quindi riunite in mazzi ed appese in luoghi ombreggiati, quando sono ben essiccate si battono all'interno di un sacchetto per separare i frutti dai peduncoli che li sostengono. I frutti si conservano poi in recipienti di vetro. I semi si dovrebbero conservare interi poiché la polvere di coriandolo perde aroma molto facilmente.
Il coriandolo insaporisce verdure carne e pesce. I semi macinati costituiscono l'ingrediente principale del curry e del garam masala. Le foglie, in Oriente, sono utilizzate al posto del prezzemolo.

Ecco una spezia poco considerata nella cucina occidentale ma che risale all'antichità. Era conosciuta, infatti, ad Alessandria d’Egitto fin dal 170/180 d.C., utilizzata da Greci e Romani nella preparazione dei profumi. Ne "Le mille e una notte" ne vengono elencate le proprietà afrodisiache. Oggi è ancora molto apprezzata in Sri Lanka, India, Iran e Pakistan.
Si presenta come una capsula che contiene tanti piccoli semi. In commercio si trova sottoforma di capsule essicate da rompere per estrarre i semi, che vanno poi macinati, sottoforma di semi sciolti oppure macinati.I semi di cardamomo tendono a perdere il loro aroma molto facilmente quindi è bene acquistare le capsule essicate e macinare i semi al momento.
Viene usato come condimento e come spezia, come tonico generale, correttivo di sapidità, digestivo eupeptico, antibatterico, battericida, carminativo e antifermentativo, e come conservante naturale. Si usa nella cura dell'aerofagia, nelle eruttazioni, nelle dispepsie non infiammatorie, meteorismo flatulenza e fermentazioni intestinali.Leggi tutto
Non troppo diffuso nella cucina mediterranea, è invece molto apprezzato nel nord Europa, specie in Germania, Olanda e Inghilterra.
( da www.intrage.it)

Il Cumino, detto anche falso anice e falso aneto, è usato per rendere gustosi taluni prodotti alimentari, correggere il gusto e l'odore di preparati farmaceutici. I frutti vengono raccolti quando iniziano a cambiare colore, prima fatti maturare e poi seccare in sacchetti di carta appesi in un luogo aerato. I semi si possono trovare interi o in polvere anche se, una volta macinato, tende a perdere sapore e aroma.
Sotto il profilo erboristico i frutti del Cumino hanno le proprietà di stimolare l'appetito, facilitare i processi digestivi, eliminare i gas intestinali, esercitando contemporaneamente una leggera azione antisettica sul tubo digerente. Il Cumino ha inoltre la proprietà di sedare le coliche e i crampi intestinali. Viene infine usato tradizionalmente per aumentare la secrezione lattea delle nutrici.Leggi tutto
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