
Interessante e semplice proposta da servire come antipasto, ma anche come contorno e, perchè no, come piatto unico. Le quantità riportate sono indicazioni di larga massima da ricondurre a personali gusti e disponibilità degli elementi utilizzabili.

La foto non è esattamente corrispondente all'impiattamento finale perchè, a motivo della ormai quasi consueta sbadataggine, lo scatto si è farmato prima dell'aggiunta dei determinanti elementi finali, vale a dire: pinoli e aceto balsamico. Si raccomanda di scarseggiare con la rucola. Qualche fogliolina sminuzzata risulta sufficiente a rinforzare il sapore lieve della valerana (o soncino che dir si voglia).

Post dedicato a Gabriella e ai suoi amici apprezzatori dei pasticcini in argomento, in primo piano nella foto.

Quando non solo i morsi ma neanche i mordicchiamenti della fame si fanno sentire, la passione culinaria retrocede di molte postazioni rispetto agli interessi del quotidiano. A non venire ancora meno, al momento, è il piacere, però, della condivisione di quanto operato,anche se un quakche tempo addietro.
Per la pasta (4 persone)
2 uova
50 gr di farina di farro
250 farina 0
mezzo guscio d'uovo di acqua
1/2 cucchiaio di aghi di rosmarino
per il condimento:
250 gr di moscardini puliti
2 carciofi
mezzo scalogno
5-6 pomodorini
un cucchiaio di pinoli
qualche foglia di basilico
olio extravergine di oliva e sale q.b.

Il cavolfiore, preziosità ormai di fine stagione ma ancora gustabile data l'incertezza del bel tempo, é un alimento ricco di sali minerali come il Calcio,il Fosforo,Potassio Zinco e Rame e ricco di vitamine come la vitamina A, vitamina C , vitamina K e vitamine B1 B2 B3 B9 e PP inoltre contiene antiossidanti, beta carotene,acido folico ed aminoacidi, principi attivi antinfiammatori ed antibatterici oltre che depurativi e rimineralizzanti.
Prima di acquistarlo fate attenzione: Il cavolfiore deve essere ben chiuso, compatto, con l'infiorescenza soda e senza macchie. Le foglie esterne devono essere croccanti e aderenti alla testa. Un fiore sodo e compatto, con le cimette ben chiuse, è indice di freschezza; la superficie leggermente annerita tradisce una cattiva e prolungata conservazione. Il cavolfiore è infatti un ortaggio delicato, che si deteriora facilmente.
La mamma aveva un piccolo trucco per diminuire l'odore sviluppato dal cavolfiore in corso di cottura: poneva, sopra il coperchio della pentola, una crosta di pane bagnata nell'aceto.
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