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Avventure sul Tratturo

Submitted by Vinaigrette on Dom, 21/10/2007 - 18:51
Il Tratturo

Ancora da Lo Smilzo:

Sono abruzzese e amo il Trentino, ci andrei a vivere, lì ho tanti amici. Ma non scambiamo la seta con la lana, quella di pecora, abruzzese. Quelli lassù avranno anche le pecore, come noi abbiamo anche gli abeti, ma le pecore di dannunziana memoria sono le nostre e nessuno ce le toglie. Guardate un po' cosa vi regalo, sono tante, in slalom, sono abruzzesi doc.
Ebbè, punto nell'orgoglio chiudo il discorso così. Velocemente come tra i pali di uno slalom virtuale. E sapete perché? Sto ancora correndo, col pensiero, fortunatamente. Oggi con un amico scendevo dal Monte Genzana, sopra Pettorano sul Gizio. All'uscita di un tratto di bosco ci siamo imbattuti in un numeroso gregge di pecore. Ma il punto non sta qui. E che le guardavano circa una diecina di cani bianchi e neri. Appena ci hanno visto, come in una manovra di guerra studiata all'accademia, si sono raggruppati e in un attimo abbaiando come forsennati si sono avviati in salita per raggiungerci e fare… ve lo lascio immaginare: uno "smilzo" tutt'ossa da azzannare e conservare per il lungo inverno, ecco, credo che sarebbe stata questa la fine. Ma i cani non sanno che gli smilzi sono anche veloci, nonostante l'ingombro dell'amico, molto più pesante di me, ma altrettanto veloce - per forza o per buona voglia - e allora giù a capo fitto in mezzo ai faggi di un bosco. Ci è andata bene. Li abbiamo seminati, ma che cu… Ho ancora avanti agli occhi quelle belve, altro che cani pastore.
E con quest'avventura chiudo l'excursus dai ravioli ai cani da pecora.
Gustatevi la bella foto. Ne vale la pena.

Per fortuna i cani non hanno avuto la meglio, possiamo così attendere fiduciosi altri momenti così simpaticamente raccontati

Cavallo di Pasqua

Submitted by Vinaigrette on Sab, 07/04/2007 - 10:34
Cavallo di Pasqua

E' usanza, in quel di Abruzzo, preparare per la Pasqua "pupe" e "cavalli" di pasta frolla da regalare, rispettivamente, a bambine e bambini. La memoria storica fa risalire queste prelibatezze al milleottocento, e allo scambio di regali fra fidanzati e sposi come augurio di fertilità e prosperità. Quello della foto è il "presunto" cavallo che Tania ha preparato per il suo delizioso bambino.
Si apprezza notevolmente la prima esperienza con la certezza che l'anno venturo andrà non meglio ma sicuramente benissimo (la mano c'è e si vede).
Auguri a tutti per una Pasqua di gioia.

I Confetti di Sulmona

Submitted by Vinaigrette on Dom, 03/12/2006 - 00:58
vestito confetti sulmona

Abruzzo e più precisamente Sulmona, terra di confetti e fantasia. Provate ad immaginare il ballo al castello del del re con indosso il confettoso vestito della foto: altro che favola!
Quale sia invece l'origine del confetto così come lo conosciamo oggi è ancora argomento di ricerche.

'Piccolo dolce, esternamente ricoperto di zucchero cotto, che contiene al suo interno una mandorla, una nocciola o un pistacchio. I confetti possono essere di due generi diversi: morbidi o duri. Quelli duri, per tradizione, contengono una mandorla pelata e tostata; quelli morbidi hanno un ripieno a base di pasta di mandorle, di canditi o di cioccolato aromatizzato. Esistono anche dei piccoli confettini, conteneti semi di anice o di finocchio, che vengono utilizzati per guarnire torte o piccoli dolcetti di tradizione regionale. In italia i confetti vengono offerti tradizionalmente in occasione di battesimi, prime comunioni e matrimoni.'
confetti sulmona

Da sempre sono stati considerati di buon augurio. La prima traccia scritta risale alla fine del '400. Nello Stato pontificio erano usati come omaggio agli attori teatrali (ad esempio la Duse li considerava portafortuna). Nel 1806 Napoleone entrò a Verdun sotto tre archi di trionfo costruiti con confetti bianchi. I Confetti di Sulmona, conosciuti in Italia e nel mondo per la loro squisitezza e per la raffinata produzione, di antica tradizione. Le mandorle utilizzate sono quelle di Avola (le più pregiate). Ne esistono di varie forme, colori e dimensioni. Famosi per la loro bontà sono i Cannellini di Sulmona, confetti lunghi e sottili con all'interno un cuore di cannella. La loro notorietà è legata a Giacomo Leopardi che ne mangiava abitualmente in grandi quantità, tanta era la passione del poeta per questi dolci.
La tradizione vuole che il confetto da matrimonio sia bianco, ad indicare la purezza della sposa. Il rito del lancio dei confetti all'uscita del corteo dalla chiesa veniva chiamato sciarra ossia rissa, baccano, riferito ai ragazzi che correvano poi a raccogliere i dolci crendo confusione. Il numero di confetti nelle bomboniere deve essere dispari, un augurio per la nascita del futuro figlio.
Nel battesimo invece i confetti saranno rosa per le bambine, colore associato al sangue e quindi alla fertilità, azzurri per i maschietti, a simboleggiare il cielo e quindi la futura elevatezza morale. Alle nozze d'oro o d'argento saranno offerti confetti dorati o argentati, nelle feste di laurea la bomboniera è un piccolo cappello goliardico con il colore appropriato alla facoltà seguita (di solito il rosso).

http://www.sulmona.org

Timballo di lasagne alle erbe di campo

Submitted by Vinaigrette on Mer, 29/11/2006 - 00:54

Timballo alle erbe di campo-12
Timballo alle erbe di campo
Timballo alle erbe di campo-4

Grande onore ai meriti per questa preparazione che ha riunito esperienze, passioni e fantasie diverse. Dunque l'origine è casa di Daniela (che utilizza spinaci). Vinaigrette apprezza grandemente e, approfittando dello splendido tempo in quel di Ateleta (AQ) e della altrui generosità pensa di sostituire spinaci con erbe di campo. La cara maestra di erbe Elisena (Lisetta per gli amici), provvede alla raccolta delle verdure selvatiche e alla illustrazione delle differenze tra un'erba e l'altra, là dove tutto, agli inesperti (leggasi Vinaigrette), appare cicoria di campagna; la mamma lava, lessa e ripassa in padella le verdure raccolte e prepara anche le sfoglie di pasta (con un sorrisino tra il perplesso e lo scettico all'idea del seguito proposto). Risultato: un semplice e ottimo timballo che ha reso perfetto il già bellissimo fine settimana.

Ingredienti
per 6 persone
4 uova di pasta
1 kg di erbe di campo (broccoli selvatici, rapastrello, cicorietta - in mancanza spinaci o rape)
2 scamorze
80 gr di parmigiano
1/2 lt di besciamella
uno spicchio di aglio, olio extravergine di oliva, sale q.b.
Preparazione
Lavate benisimo le verdure, lessatele brevemente e ripassatele in padella con l'olio e l'aglio (volendo anche un pezzettino di peperoncino).
Preparate le sfoglie di pasta (oppure compratele belle e pronte), lessatele due alla volta, per qualche minuto in abbondante acqua salata, scolatele man mano nell'acqua fredda e mettetele ad asciugare sopra un canovaccio pulitissimo.
Tagliate le scamorze a cubettini e preparate la besciamella.
A questo punto, in una pirofila imburrata mettete un primo strato di sfoglie, cospargete di verdura, scamorza, besciamella e parmigiano, proseguite con altre sfoglie e gli altri ingredienti fino a chiudere con un doppio strato di sfoglia da cospargere con besciamella e una spolveratina di parmigiano. Infornate a 180° pe 20 minuti.

Altre immagini della ricetta sono disponibili su Flickr: Timballo alle erbe di campo

Gnocchetti di polenta con fagioli borlotti o cannellini

Submitted by Vinaigrette on Dom, 22/10/2006 - 23:04
gnocchetti e fagioli-2-1bis
gnocchettini-di-polenta-con
gnocchetti-e-fagioli-13-1
gnocchettini di polenta con fagioli cannellini-4

Questi gnocchetti, originari di Ateleta (AQ) (dove si fanno con il pomodoro) come già raccontato in precedenza, si preparano con la polenta che avanza da altre circostanze, (se ne fa appositamente di più rispetto alle aspettative mangereccie) Se, però,il gradimento è tale da non consentire attese rispetto al domestico calendario culinario allora ben tre sono le possibilità che vi si offrono: comprare polenta precotta, pronta in pochi minuti; utilizzare il Bimby che mescola per 45 minuti al vostro posto; girare il paiolo per 45 minuti -senza sconti- magari organizzando turni con malcapitati dei vostri dintorni

Ingredienti
INGREDIENTI
350 gr di polenta (gia cotta)
50/100 gr di farina 0
350 gr di fagioli cannellini (o borlotti) lessati
un fettina di guanciale
olio, aglio, peperoncino
prezzemolo ed erba cipollina
sale q.b.
Preparazione
Impastate la polenta con la farina mettendone un poco alla volta. Fate riposare l'impasto per una ventina di minuti, quindi ricavate dei cordoncini lunghi che taglierete a gnocchettini. Ci vuole un po' di pazienza ma il risultato finale e ben degno della modesta fatica. Intanto in una casseruola fate imbiondire nell'olio, l'aglio e il peperoncino, aggiungete il guanciale taglizzato e versate i fagioli con un po' della loro acqua di cottura. Fate insaporire a fiamma molto bassa. Aggiungete un momento prima di spegnere la fiamma il prezzemolo e l'erba cipollina tritati finissimamente. In abbondante acqua salata cuocete gli gnocchetti (sono pronti appena vengono a galla), scolateli non bene, versateli in una zuppiera, aggiungete i fagioli coprite per 2/3 minuti. Scoperchiate, spolverizzate con un altro pochino di prezzemolo fresco e voilà.

Le immagini complete della preparazione della ricetta sono disponibili su Flickr: Gnocchetti di polenta con fagioli

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