
Come attribuire un significato non commerciale alla festa di San Valentino? Farsi aiutare, per esempio, da qualche re (ancorchè temporaneo) come Gioacchino Murat a fondare un paese proprio in questa data e stabilire di festeggiarne la ricorrenza rigorosamente ogni cento anni, semplice no!
Accantonando però il faceto e recuperando immediatamente il serio, felice di essere stata emozionata e presente, non posso che augurare, all'amatissimo paese di origine e a tutte le generazioni che verranno, ogni bene possibile.

(foto tratta dal corriere.it /abruzzo_molise)
Rispetto all'aglio bianco e rosa, il "Rosso di Sulmona" presenta una testa più grande, (regolare e perfettamente conformata), più ricco di olii essenziali (come dimostrano l'odore e il sapore particolarmente penetranti), si conserva a lungo ed è l'unico a generare uno scapo florale (localmente chiamato Zolla) che viene estratto dalla pianta circa un mese prima della raccolta.
Lo scapo florale si consuma fresco, conservato sottolio o in agrodolce ed ha un gusto meno deciso dell'aglio pur mantenendo le stesse proprietà farmacologiche ed alimentari della pianta madre.
L'Ecotipo "Rosso di Sulmona" è stato iscritto al Registro Varietale Nazionale con decreto ministeriale di iscrizione del 28/03/1992
(http://www.disulmona.com/it/prodotti/agliorosso.htm) Leggi tutto

Carnevale vecchio e pazzo
s’è venduto il materasso
per comprare pane e vino
tarallucci e cotechino.
E mangiando a crepapelle
la montagna di frittelle
gli è cresciuto un gran pancione
che somiglia a un pallone.
Beve e beve e all’improvviso
gli diventa rosso il viso,
poi gli scoppia anche la pancia
mentre ancora mangia, mangia…
Così muore Carnevale
e gli fanno il funerale,
dalla polvere era nato
ed in polvere è tornato.
foto: http://www.lipari.biz
Se la cicirchiata è dolce tipico carnascialesco di tutto l'Abruzzo, le "Clus'tr" sono particolarità, sembrerebbe esclusiva, di Ateleta amato paesello della provincia di L'Aquila. Graditissime eventuali smentite in proposito, come pure notizie intorno alle origini di queste singolari frittelle a forma di rosa, che ricordano molto le "carteddate" , dolce tipico natalizio della vicina Puglia. Certo che i nomi sono strani per entrambe! Le prime (clus'tr) potrebbero, comunque, derivare, dalle seconde (carteddate), perchè è in Puglia che famiglie di Ateleta (ma non solo) furono costrette a "sfollare" nel corso dell'ultimo cruento periodo della seconda guerra mondiale. Chissà! Bisognerebbe interessare della cosa lo storico roccolano UDC. Una cosa è comunque certa, sono buonissime e la ricetta è la stessa, molto semplice, della cicirchiata che ha come unità di misura: 1 uovo, 1 cucchiaio di zucchero, 1 cucchiaio di olio (una volta strutto) e farina q.b.

Certo quelli della sorella sono più buoni e quelli di Dirce,origine dell'ispirazione, ancora di più, ma si conta di migliorare il risultato con la ripetizione, a breve distanza, della stimolante ricetta. L'unità di misura è un bicchiere o una tazzina, l'importante è mantenere le proporzioni tra i liquidi
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