Dedicato a Pina che segnala l'eccessiva distanza tra un post e l'altro.
Il motivo principale, a dir la verità, non è solo la tirannia del tempo a disposizione ma, essenzialmente, il desiderio di riproporre a se stessa, piatti particolarmente graditi, dei tantissimi già inseriti nel blog come, per esempio, in questo lungo e freddo inverno:
Gnocchi ripieni
Minestra di pasta e cavolfiori
Calamarata Zucca e Rosmarino
Minestra di gnocchetti di polenta con fagioli
Zuppa di Patate e Lenticchie con salsiccia
Ravioli dolci di ricotta con salsa di pomodoro
Savarin di Polenta ai funghi pioppini
Timballo di riso con carciofi, pinoli e uvetta
Zuppa di Farro
e ancora, ancora ancora....
Una Mela (golden)
un cespo di radicchio rosso (di treviso o altro a piacere)
1 scalogno
20 gr di burro
4 cucchiai di olio
30 ml di vino bianco secco
500 ml di brodo vegetale
350 gr di riso
50 gr di grana

I fiori sono stati gradito regalo della cara amica Iliana. La foto del fiore viene da qui: http://unafinestradifronte.blogspot.com.

La pasta phillo è una pasta sottilissima di origine greca molto versatile che si presta a preparazioni in forno o fritte, sia dolci sia salate. Ciò che la differenzia notevolmente dalla più comune pasta sfoglia è la totale assenza di burro. La si trova surgelata nei supermercati o, ad un quinto del prezzo, nei negozi cinesi che hanno il reparto alimentari. I "fai da te - a tutti i costi" possono comunque seguire le indicazioni già date a suo tempo (qui e qui)
Pur essendo molto croccante, questo tipo di pasta non è friabile come la sfoglia e ciò consente la realizzazione di sfiziosi contenitori da riempire come meglio e più aggrada.
I cestini della foto, realizzati con la fillo (ottima) comprata al negozio cinese al fantastico prezzo di 1 euro, sono stati riempiti con riso condito solamente con tonno, carciofini sott'olio (affettuoso regalo della suocera) e qualche cappero di pantelleria sminuzzato.


Se la ricetta vi intriga ricordatevi di lasciare qualche fettina di pera (da spruzzare con il limone per non farla scurire) per decorare il piatto. Dove c'è distrazione vi è anche fantasia e da qui ulteriori scoperte gustative. Infatti, i semi di papavero, utilizzati solo per "esigenze fotografiche" si sono rivelati, alla prova dei fatti ingrediente aggiungibile alle successive ulteriori occasioni.

Dove Vinaigrette sta per emulsione di olio e aceto (ovvero di olio e limone nel qual caso il nome corretto è citronette). Se, però, l'amica Acilia manifesta interesse per l'aceto balsamico, Vinaigrette prontamente adatta alla bisogna l'omonima storica salsa, con risultati, va detto, piuttosto incoraggianti.
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