Mettete sul fuoco un tegame con l'acqua il burro e il sale. Al momento del bollore buttate la farina presetacciata in un sol colpo e mescolate con cura finchè il composto non risulti omogeneo e si stacchi dalle pareti. Togliete dal fuoco, fate raffreddare e aggiungete le uova, rigorosamente uno alla volta (non mettete il successivo fino a che il precedente non sia stato completamente assorbito). L'impasto finale dovrà essere "morbido e vellutato ma non cedevole" (parole di Claudio Venturini). A questo punto con un sacchetto munito di bocchetta (o con un cucchiaino) formate sulla placca del forno delle palline meno grandi di una noce e cuocete a 200° senza mai aprire la porta del forno.Sono pronti quando sono belli gonfi e asciutti.
Crema di asparagi:
Pulite gli asparagi, lavateli benissimo, taglateli a rondelle tenendo da parte le punte (che verranno utilizzate per decorazione), cuocete il un tegame con poca
acqua, aggiungete un pizzico di sale e frullate. Mescolate la crema ottenuta alla besciamella, unite il parmigiano, la grattatina di noce moscata il pepe.
Farcite i piccoli bignè decorando con le punte di asparagi .

Per soddisfare la richiesta di un'amica che ha apprezzato il procedimento di una precedente ricetta, ma non ama il tacchino.
Per 4 persone
un petto di pollo
100 gr di prosciutto cotto
qualche oliva verde denocciolata
capperi 4-5
sale pepe q.b.
500 gr di brodo vegetale
3-4 pomodori maturi
per la salsa:
6-8 foglie di basilico
10 gr di pinoli
qualche granello di sale grosso
uno spicchietto di aglio
mezzo bicchiere di olio extravergine di oliva


Per scrivere questa ricetta è stato necessario quasi il medesimo tempo impiegato per la preparazione che apparirà sicuramente complicata per chi non ha troppa dimestichezza con i fornelli ma di fattibile interessante approccio per chi, abitualmente, si cimenta con gnocchi normali e salse di pomodoro. Quella del ripieno, poi, è solo un'idea perchè ugualmente se non maggiormente utili allo scopo possono tornare melanzane e/o zucchine trifolate, spinaci e ricotta, porri e zucca e ancora e ancora a seconda della fantasia di ciascuno. Intanto grazie a Rosetta per il gustoso suggerimento.
Se volete vedere altre foto della preparazione, guardate qui :Gnocchi ripieni

Ad un occhio distratto, molto distratto, l'oggetto della prima foto potrebbe sembrare una patata. Trattasi, in realtà, di stupendo, profumatissimo tartufo bianco (Tuber Magnatum Pico) utilizzato, senza parsimonia, per le crespelline in argomento, servite come antipasto alla cena di capodanno, sparite da tutti i piatti nel giro di pochissimo (mai distrarsi in certe circostanze).

L'utilizzo possibile del patè di tartufo -di qualche post più in là- è dei più vari, e va dalla semplice bruschetta, alle tagliatelle o speghettini da condire con qualche cucchiaiata della profumata salsa, oppure, per chi è un po' più esperto, ai cannelloni di crespelle


Per tutti gli aspiranti alla conservazione del tartufo, il più a lungo che sia possibile, un suggerimento pomposamente e personalmnente denominato Patè. Omaggi all'onestà intellettuale e non, impongono di comunicare che non è dato conoscere se la procedura seguita e proposta sia tecnicamente corretta. Ciò che se ne può dire, senza tema di smentita, è la facilità di esecuzione oltre che la sperimentata e consolidata efficacia.
Guarda tutte le foto: Patè di Tartufo Estivo
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