Delle api e loro utile

Submitted by Vinaigrette on Mar, 15/01/2008 - 21:10
Argomenti:
Ape
colori del miele

Antonio Maria Tannoja era un sacerdote, dotto, dotato di grande pazienza che nella seconda metà del XVIII secolo si dedicò alle api e raccolse le conoscenze acquisite in un grosso trattato in tre volumi:

"Delle api e loro utile e della maniera di ben governarle. Trattato Fisico-economico-rustico"

, MDCCXCVIII, pubblicato in Napoli presso Michele Morelli. Da questo, un piccolo estratto:

"Anche colla qualità delle piante si specifica il mele nella sua varia qualità. Certe piante di propria natura sono aromatiche, e spiritose; ma maggiormente si rendono tali coadjuvandole il terreno. Quanto più queste sono aromatiche, e piene di sale, tanto migliore è il mele: tali sono la salvia, il ramerino, la ruchetta, il nardo, il serpillo, e simili. Il miele d'Imetto, così celebre presso gli antichi, e lo è di presente, è tale, perché prodotto da queste piante. "Non è punto acre - scrive il Morieri - né altre apunto, come le altre sorti di mele; ha un bel colore di oro, e porta più acqua degli altri, quando se ne vuol fare il sorbetto, o idromele. La bontà di questo mele proviene dalla gran quantità di timo serpillo, ed altre erbe odorifere, che sul monte vi nascono"

Chi non devesse ritenersi soddisfatto del brevissimo passo riportato può approcciare l'intero trattato e riferirci degli apprendimenti. Intanto qualche curiosità intorno alla incredibile o meglio strabiliante natura delle api può alleviarci l'ansia nell'attesa:

In una famiglia d'api, ogni stagione, vivono 50/60.000 api. * L'ape operaia, durante la stagione produttiva, vive circa 50 giorni. * L'ape regina vive fino a cinque anni. * In un giorno l'ape regina depone fino a 2000 uova. * Per deporre fino a duemila uova al giorno l'ape regina consuma con la pappa reale fino ad 80 volte il suo peso. * La velocità media di un'ape è di 24 chilometri orari e può arrivare fino a 29 chilometri orari. * Una singola ape, per produrre un 1 kg di miele, vola per circa 150.000 chilometri, quasi quattro volte il giro della Terra. * Per produrre un chilo di miele sono necessari quasi 60.000 voli d'andata e ritorno dall'arnia ai fiori. * Ogni alveare "bottina", cioè raccoglie il nettare, per un raggio di tre km, quasi 3.000 ettari, il corrispondente di oltre 4mila campi da calcio. * In un giorno le api di un alveare possono visitare fino a 225.000 fiori. * Le api sono tra gli insetti più fragili e sensibili all'inquinamento. Non sono infatti mai stati riscontrati fenomeni significativi d'inquinamento del miele, dato che le api muoiono prima di poterlo accumulare.

(http://www.mielithun.it
http://www.laleva.org)

L'abruzzo e il timo serpillo

Submitted by Vinaigrette on Mer, 21/11/2007 - 17:50
Scanno (AQ)
Scanno (AQ)
gole del Sagittario
Santa Giusta
L'Aquila Piazza Santa Giusta
Santa Giusta
Miele al timo serpillo
cacio e pere

L'itinerario è del tutto casuale ma meritevole di riedizione. Come molte amiche/amici di medesima passione, i luoghi visitati, o fortuitamente attraversati , sono occasione per "gironzolare" anche in ambito culinario. Prima tappa e prime foto: lago di Scanno (AQ - Parco Nazionale d'Abruzzo), con l'acquisto di tanti "mielini" piccini picciò. Ogni barattoluccio , un gusto diverso.
Da Scanno, a L'Aquila, passando per le Gole del Sagittario(foto 3), luogo assolutamente magico, con ogni tempo e in ogni stagione (foto 4). Ed ecco un piccolo angolo di L'Aquila (foto 4-5-6): la chiesa di Santa Giusta (nell'omonima piazzetta) che è uno degli esempi più interessanti dello stile romanico in Italia.

Suggestiva la facciata con il suo inconfondibile prospetto a coronamento orizzontale. L'interno è composto da due navate, anche se in origine ne erano tre,con l'altare in legno, intagliato e dorato, ed i piloni poligonali

. Nei pressi della piazza: via Bominaco, e qui (ad una cert'ora bisogna pur sfamarsi), all'interno di Palazzo Notarnanni (costruzione quattrocentesca tra le più importanti ed eleganti della città) il ristorante Villa Feronia (Feronia era la divinità dell'agricoltura e della fertilità, venerata al tempo degli antichi Sabini), luogo di festeggiamento della mitica amica Nellina che, per deliziare i convenuti, ha preteso dai cuochi quanto di più godurioso per ciascun palato, con profusione di tartufo, zafferano e altre prelibatezze, generoso omaggio di Madre Natura al territorio. Aih me! Niente foto del lauto pranzo, ma un modesto rifacimento di uno dei tanti deliziosi antipastini. Fettine di pera con triangolini (quelli del ristorante) di formaggio pecorino e gocciole di miele, (quello della foto al timo serpillo). Che il miele abbia caratteristiche gusto e aspetto diverso a seconda delle circostanze è cosa nota ai più , ma non a tutti. Coloro, dunque, che volessero appurare maggiori dettagli in proposito e, più in particolare, sul timo serpillo, dovranno avere la bontà di aspettare il prossimo post e non per creare una suspance da "telenovela" ma perché il tempo dello "spasso" è scaduto.

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