Lezioni Di Gusto

Submitted by Vinaigrette on Dom, 02/10/2005 - 09:12
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Lezioni Di Gusto

Appassionati della "cucina gourmet" più raffinata preparatevi a partire per Alba (CN), dove, in un ristorante "speciale", aperto solo per poche sere all'anno, potrete non solo degustare piatti fumanti appena preparati, ma avere anche la possibilità di apprendere direttamente dalle parole e dai gesti degli chef e degli esperti enogastronomici tutti i trucchi, i segreti e le storie della cucina tradizionale piemontese.

Nei giorni della Fiera Nazionale del Tartufo Bianco d'Alba, dal 21 ottobre al 5 novembre, infatti, le cucine storiche presso la sede della Famija Albeisa (via Pierino Belli, 6) di Alba (Cn) si trasformeranno in un palcoscenico colmo di sapori e di profumi sul quale i cuochi ed i piatti tipici delle Langhe diventeranno assoluti protagonisti.
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Il Tè, La Camelia Dei Sapori

Submitted by Vinaigrette on Gio, 29/09/2005 - 21:57
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Il Tè, La Camelia Dei Sapori

Non sono le cinque, non siamo a Londra e non abbiamo in casa neanche una fogliolina di the, ma vogliamo parlare ugualmente per ora della sola pianta, più in là forse aggiungeremo qualche cosa di altro, dunque:

La pianta : Largamente coltivate in tutto il mondo, le varie specie di tè esistenti sono derivanti da un'ibridazione di due piante asiatiche, la Camellia Sinensis, originaria della Cina sud occidentale (nelle zone del Tibet, Yunnan, Kweichkow, Hunan e Sichuan) e la Camenllia Assamica, proveniente dall'India nord orientale. Questi arbusti sempreverdi raggiungono dimensioni ragguardevoli, fino a sei metri di altezza per la Sinensis ed oltre dieci per la Assamica, anche se comunemente la loro altezza viene limitata a circa un metro e mezzo, permettendo una lavorazione e una raccolta più agile.
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Il Carciofo/1

Submitted by Vinaigrette on Gio, 29/09/2005 - 21:36
Il Carciofo/1

Giove Aveva Un Pessimo Carattere. Si infuriava quando qualche fanciulla lo respingeva. A sue spese lo sperimentò Cynara, una bellissima ragazza bionda che rifiutò le attenzioni del dio e che per questo fu trasformata in carciofo, "la pianta che punge", da Linneo poi catalogata nella famiglia delle Composite con il nome di "Cynara cardunculus".
La varietà oggi più diffusa è il "Cynara scolymus", un incrocio dovuto ai giardinieri italiani del XV secolo che in un primo tempo comparve solo sulle mense regali. Inizialmente chiamato "carduus", il carciofo è il frutto delle cure con cui i greci migliorarono il "cactos", il cardo selvatico di Sicilia, che offriva non soltanto le infiorescenze, ma anche le foglie, apprezzate nell'antichità per il loro sapore amaro.
Il suo nome deriva dall'arabo "korshef", e sembra che in Sicilia sia giunto dall'Africa del nord, o dall'Etiopia, dove ancora cresce spontaneo, e dove viene raccolto dalle popolazioni più povere per arricchire il cous cous.

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Teobroma (Cibo Degli Dei)

Submitted by Vinaigrette on Mer, 28/09/2005 - 07:13
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Teobroma (Cibo Degli Dei)

Cosa mai credete che sia? Ma sì, è proprio ...la cioccolata.
E allora cioccogolosi di tutto il mondo unitevi a noi nel più che dovuto ringraziamento al celebre fisiologo Paolo Mantegazza, titolare di Cattedra a Pavia e a Firenze e autore di numerose opere scientifiche, che così scrive sul finire del 1800 in 'Elementi d'igiene' :

"il cacao merita sicuramente il nome pomposo di Teobroma (cibo degli dei), che ebbe dai botanici. E' cibo e bevanda, è conforto al ventricolo e sferza il cervello: eccita l'intelligenza e nutre riccamente. Conviene ai vecchi ed ai giovani, ai deboli ed alle persone prostrate da lunghe malattie a da abusi della vita. Per chi lavora, il cacao offre un eccellente cibo mattutino."
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Il "Galateo" Del Monsignore

Submitted by Vinaigrette on Lun, 26/09/2005 - 22:25
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boh

Lo sapevate che...

"Quando monsignor Giovanni Della Casa nel 1552 decise di scrivere un trattato sulle buone maniere, pensò di fare cosa gradita a colui che gli aveva dato l’idea dedicandogli il titolo dell’opera. E poiché l’ispiratore, il vescovo di Sessa, si chiamava Galeazzo Florimonte, il Della Casa ne latinizzò il nome in Galatheus e da allora, "Galateo" rimase per sempre il nome del libro e del suo contenuto. Questo trattato potrebbe venire definito come un manuale della convenienza sociale, quale era intesa nel Rinascimento. Il suo scopo non è di raggiungere le vette della pura speculazione filosofica, ma, molto più modestamente, di insegnare ad essere piacevoli.
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