
Foto e ricetta inviate da Katia 2 (la prima è l'amica dei Nocciolini all'Amarena). Katia è una simpatica ragazza, entusiasta della vita, che adora suo Nonno e le sue specialità culinarie, tanto da imitarne , con successo, le gesta, come nel caso del Baccalà doverosamente intitolato a suo nome. Grazie Nonno Dino, a nome della blogosfera che di sicuro si aspetta ulteriori proposte.

Il progetto Vivi l'Europa (Programma Leonardo) offre tirocini di 13 settimane da svolgere in Regno Unito, Spagna, Malta, Belgio, Polonia, Irlanda e Francia nel settore della ristorazione.
Promosso dalla Fondazione Clerici di Milano, il progetto vuole far acquisire specifiche conoscenze e abilità pratiche professionali riferite ad alcune delle tradizioni ed abitudini culinarie nazionali presenti in Europa.
Si rivolge a 60 persone, di età compresa tra i 18 e i 35 anni, in possesso di una qualifica o di un diploma nel settore della ristorazione, disoccupate, inoccupate o in cerca di prima occupazione, con una conoscenza, almeno di base, della lingua del paese di destinazione (inglese, francese, spagnolo),
Per partecipare basta presentare una domanda di ammissione (con curriculum, autodichiarazione dello stato di disoccupazione e fotocopia del titolo di studio), superare un test linguistico e svolgere un colloquio individuale che valuta attitudini e motivazione.
Scadenza: 30 aprile 2010
eggi il Bando
info: clerici@clerici.lombardia.it
Per rispondere alla giusta lamentazione di chi fa rilevare la non universale conoscenza del procedimento di preparazione della crema pasticcera, ecco qua la ricetta, utilizzata con l'aggiunta di mascarpone per le sfogliatine della foto, in precedenza già realizzate ma in versione salata, con ripieno di gorgonzola vedi qui)
La polenta è quella fatta con il bimby, altra possibilità è offerta dalla polenta precotta, naturalmente ampio tributo e plauso a chi riesce serenamente a gestire 45 minuti di paziente giramento... di paiolo. Il resto è fantasia, praticità e gusto individuale o collettivo.
Se si posseggono stampi per biscotti, per esempio, si possono ottenere forme le più varie, così come per condimenti e decorazioni, alcuna alternativa incontra impedimento: gorgonzola con le noci (personale e assoluta passione), pomodoro (stile bruschetta), mozzarella con trito di basilico, ecc ecc ecc

Carnevale vecchio e pazzo
s’è venduto il materasso
per comprare pane e vino
tarallucci e cotechino.
E mangiando a crepapelle
la montagna di frittelle
gli è cresciuto un gran pancione
che somiglia a un pallone.
Beve e beve e all’improvviso
gli diventa rosso il viso,
poi gli scoppia anche la pancia
mentre ancora mangia, mangia…
Così muore Carnevale
e gli fanno il funerale,
dalla polvere era nato
ed in polvere è tornato.
foto: http://www.lipari.biz
Se la cicirchiata è dolce tipico carnascialesco di tutto l'Abruzzo, le "Clus'tr" sono particolarità, sembrerebbe esclusiva, di Ateleta amato paesello della provincia di L'Aquila. Graditissime eventuali smentite in proposito, come pure notizie intorno alle origini di queste singolari frittelle a forma di rosa, che ricordano molto le "carteddate" , dolce tipico natalizio della vicina Puglia. Certo che i nomi sono strani per entrambe! Le prime (clus'tr) potrebbero, comunque, derivare, dalle seconde (carteddate), perchè è in Puglia che famiglie di Ateleta (ma non solo) furono costrette a "sfollare" nel corso dell'ultimo cruento periodo della seconda guerra mondiale. Chissà! Bisognerebbe interessare della cosa lo storico roccolano UDC. Una cosa è comunque certa, sono buonissime e la ricetta è la stessa, molto semplice, della cicirchiata che ha come unità di misura: 1 uovo, 1 cucchiaio di zucchero, 1 cucchiaio di olio (una volta strutto) e farina q.b.






Bocconotti, tarallucci, cantuccini, Praline...Come si fa a non immaginare quelli delle foto come "delicatezze" provenienti da rinomata pasticceria. Il gradito omaggio viene,invece, dalla mamma di Orlando per la quale quella dei dolci è gran passione, gradita a se' e, sicuramente, a chi la circonda.
Un regalo aggiunto, di molto apprezzto, è la ricetta dei:
Biscotti alla Banana:
Ingredienti ripieno:
200g. di miele
400 g. di mandorle
5 savoiardi
5ml. di estratto di banana
Ingredienti glassa:
400g. di zucchero a velo
Latte quanto basta
5ml. di estratto di banana
Gentilmente inviata dalla bravissima Katia, una ricetta realizzata con il Bimby, da imitare subito subito, non appena procurato radicchio e speck. Gli altri ingredienti dovrebbero essere a portata di tutte le dispense. Chi non avesse il Bimby, può, naturalmente, seguire il percorso in maniera tradizionale.
Per 6 persone:
Per il ripieno:
350 gr di radicchio veronese
50 gr di fontina a pezzetti
50 gr di provola a pezzetti
1 scalogno
100 gr di speck a fette
30 gr di olio extravergine di oliva
sale e pepe q.b.
Per la pasta:
350 gr di farina
150 gr di latte
1 cubetto di lievito di birra
20 gr di olio
3 tuorli d'uovo
sale e pepe q.b.
Preparare la PAsta:
Versare nel boccale tutti gli ingredienti, impastare 3 minuti. Stendere la pasta su un foglio di carta forno, ottenendo una sfoglia sottile. Spalmare la farcia di radicchio e formaggio. Arrotolare la sfoglia su se stessa formando un cilindro. Tagliare dei tronchetti alti 4 cm e chiuderli nella parte inferiore. Sistemarli in una teglia distanziati l'uno dall'altro e far lievitare per un'ora circa . Cuocete in forno caldo a 180° per 30 min circa.
Sulla pasta si e detto e scritto di tutto un po', dalla rete ci giungono notizie, affermazioni, smentite, conferme, riconferme su storia, origini, usi, costumi ecc ecc.
Un sintesi efficace è quella di Slowfood Firenze che si riporta in parte. Gli interessati alla versione integrale possono leggere: "Storia della Pasta"
1279… la pasta "legale"
A tale anno risale la prima citazione "ufficiale" della pasta: nell'inventario notarile di un'eredità si legge tra i lasciti "una bariscela (cesta) piena de macaronis". Un documento del 1244 e uno del 1316 attestano la produzione di pasta secca in Liguria. Tra 1400 e 1500 si diffonde in questa regione la produzione artigianale dei "Fidei" (pasta nel dialetto locale), sancita dalla nascita, nel 1574 a Genova, della Corporazione dei Pastai. Tre anni dopo a Savona viene costituita la "Regolazione dell'Arte dei Maestri Fidelari".
XVII secolo: il torchio meccanico
A Napoli, mentre la crescita demografica aggrava la situazione alimentare della popolazione, una piccola rivoluzione tecnologica, la diffusione della gramola e l'invenzione dei torchio meccanico, consente di produrre pasta a basso costo. Così come per molti anni a venire la pasta diventa elemento di base dell'alimentazione popolare. La vicinanza del mare, a Napoli, come in Liguria e Sicilia, facilita l'essiccazione, processo che consente la sua conservazione per un lungo periodo di tempo.
XVIII secolo: i primi pastifici
Nel 1740 la città di Venezia concede a Paolo Adami la licenza di aprire il primo pastificio. I macchinari erano abbastanza semplici. Consistevano infatti in una pressa di ferro azionata da alcuni giovani ragazzi. Nel 1763 il Duca di Parma, Don Ferdinando di Borbone, concede a Stefano Lucciardi di Sarzana il diritto di privativa per 10 anni, per la produzione di pasta secca - "all'uso di Genova" - nella città di Parma.
1830: arriva il pomodoro!
Agli inizi dell'Ottocento la pasta incontra il pomodoro. Sino ad allora era stata mangiata senza condimento o al massimo con il formaggio. Le prime notizie sull'uso del pomodoro risalgono al XVII secolo. La pianta fu importata in Spagna dai conquistatori del continente americano e si diffuse poi in Europa, trovando il clima ideale nei paesi del bacino mediterraneo. L'uso del pomodoro nella cucina italiana diventa comune solo alla fine dell'800, all'inizio infatti esso era considerato pianta ornamentale e, secondo una leggenda dura a morire, addirittura velenosa....

Prep+Prime transparent finishing powder: un’ottima polvere da usare come efficace base per il trucco. Grazie a speciali pigmenti riesce ad opacizzare le zone lucide del viso, minimizzando pori e imperfezioni, l’ideale da usare sia come base per tutto il maquillage sia da sola. E’ disponibile in un unico colore universale che si adatta perfettamente a tutte le sfumature di colore del viso.
Select cover-up: secondo step dopo un’ottima base per il trucco è il correttore. Una texture talmente leggera da sembrare invisibile, questo concealer illumina le aree scure del viso, cancella le macchie e rende più omogenei i toni della pelle. Si può usare sia da solo che prima del fondotinta.
Select spf 15 foundation: questo fondotinta offre una buona copertura mat ma, essendo a base d’acqua, regala al viso un aspetto fresco e natuale, senza creare il fastidioso (e aggiungerei ‘pessimo’) effetto mascherone! Non unge, è a lunga tenuta e soprattutto vi garantisce protezione per tutta la giornata grazie al fattore spf 15. Un piccolo grande alleato per una pelle sempre perfetta, curata…bellissima!
Select sheer/Loose: una cipria traslucida, ultra-fine e leggera come una piuma. Dona un effetto mat finissimo, per una pelle dall’aspetto setoso ma assolutamente naturale.
Mineralize blush: un blush con formula minerale eccezionalmente leggera, dona luminosità senza appesantire. Grazie ai minerali, le guance sono ricoperte da un velo di luce colorata, quasi perlescente.

“Si pensa e si agisce come si veste” scriveva Giacomo Balla nel Manifesto per il vestito antineutrale. La moda futurista vietava di sfoggiare simmetrie, bandiva colori non colori come nero e marrone, e addirittura aboliva la lingerie che era vista come una vera e propria prigione del corpo! Via libera invece a scarpe e accessori vari (da ombrelli a borse e cappelli) che erano un trionfo di colori e forme. E c'era gran fermento in quegli anni per la nascita della “tuta”, dall’aggettivo “tutta” ma con l’eliminazione di una T (rappresentazione grafica del taglio bidimensionale di questo nuovo capo, adatto alle forme e ai portafogli di tutti).
Chi riuscirà a visitare la mostra, avrà inoltre la fortuna di passeggiare fra pezzi originali di alcuni dei maestri della moda odierna, da Laura Biagiotti ai coniugi Missoni, fino a Roberto Capucci e al suo abito-tributo al futurismo.
Oltre alla moda da vestire, esposta troverete anche la moda da vivere quotidianamente, con oggetti e arredi legati alla vita e alla realtà di tutti i giorni. Ed è un tripudio di oggetti dinamici e vitali, colori entusiasmanti, per un futurismo nelle forme e ancor più nelle decorazioni.
La mostra si tiene presso i Musei Provinciali della Città e si svolgerà fino al 1° Maggio 2010.
Per informazioni:
Musei Provinciali di Gorizia
Telefono: 0481 547541/ 547499
musei@provincia.gorizia.it
Orario: dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19 (chiuso il lunedì).

Per la serie facciamoci del male, oggi parliamo non di una ma di ben quattro bags firmate Miu Miu.
Gathered leather tote: resa attualissima dal colore, un bell’arancio pensato per vivacizzare questi freddi giorni invernali, ha una forma e design ormai tipici della maison, che già in passato ha proposto borse simili in varie dimensioni e colori. Questa tote è in pelle martellata, con doppi manici imbottiti e tracolla, così da adattarsi ai gusti di tutte. Le dimensioni sono 36x21x11cm e il prezzo è di 750euro.
Front pocket hobo: linee morbide e tondeggianti, colore taupe fra i più cool dell’inverno, fanno di questa borsa la candidata ideale a “it bag” della stagione. Irrinunciabile capriccio per le bag-addicted doc, potrete annoverarla nella vostra collezione al prezzo di 978euro.
Crystal bag: fra le quattro dell’elenco questa è senz’altro la mia preferita. Accattivante e sportiva nella forma, ma estremamente glamour e raffinata nel candido colore bianco panna della pelle, è resa ancor più femminile dai cristalli applicati sulla parte frontale. Ha una tracolla removibile e misura 17x37x40cm; ma ahimé le cose più belle vanno anche pagate profumatamente, in questo caso ben 1050 euro. Ma perché gli sfizi migliori sono anche i più cari!?!
Studded shoulder bag: a chiudere la carrellata su questi quattro gioielli firmati Miu Miu c'è questa tote moderna e dal look very strong. La pelle martellata è ricoperta da borchie e applicazioni in metallo, ha una forma classica ma può essere portata solo da chi ha un animo genuinamente rock.
Questa bag è strong anche nel prezzo, che si aggira intorno ai 1000euro.

Normalmente siamo abituati a parlare di vintage riferendoci ad abiti, accessori, ecc. ma ora Dolce&Gabbana ci fanno riscoprire il fascino e la malizia senza tempo degli anni ’50 con il loro nuovo profumo, Rose The One. Ideato per una donna con un innato senso dello stile, che si sente naturalmente diva ovunque si trovi, immagine perfettamente rappresentata nella campagna pubblicitaria che vede protagonista l’attrice Scarlett Johansson, per l’occasione trasformata in una moderna Marilyn che gioca con la sua raffinata sensualità.
L’essenza si schiude con la freschezza del blackcurrant, pompelmo rosa, mandarino e mughetto; racchiude un cuore di rosa bulgara, lychee, peonia, Madonna lily; e a chiudere questa danza raffinata troviamo note di fondo di ambrette seed, sandalwood, musk, vanilla e ambra.
Disponibile nei formati:
Eau de Parfum spray 30ml
Eau de Parfum spray 50ml
Eau de Parfum spray 100ml
Altri prodotti della stessa linea:
Body Lotion 200ml
Cipria profumata 26gr
Shower Gel 200ml
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