Tarallucci Abruzzesi con marmellata d'uva

Submitted by Vinaigrette on Dom, 08/02/2009 - 21:49
Tarallucci con la marmellata d'uva

Certo quelli della sorella sono più buoni e quelli di Dirce,origine dell'ispirazione, ancora di più, ma si conta di migliorare il risultato con la ripetizione, a breve distanza, della stimolante ricetta. L'unità di misura è un bicchiere o una tazzina, l'importante è mantenere le proporzioni tra i liquidi

Ingredienti
Per la pasta
Un bicchiere di olio
Mezzo bicchiere di vino bianco (Trebbiano d'Abruzzo)
Farina 00 q.b. (circa 200-300 gr)
Preparazione
Preparate il ripieno scaldando la marmellata con il cacao e le mandorle tritate. Mentre il composto raffredda preparate la sfoglia mescolando l'olio con il vino e la farina. Quando avrete ottenuto un impasto morbido ed elastico (non dovete lavorarlo molto) fate riposare per circa mezz'ora, quindi stendete la sfoglia con il matterello, ricavate dei dischetti con il coppapasta o con un bicchiere, mettete al centro del dischetto un po' di marmellata, ripiegate a metà e chiudete come per dei tortelli. Infornate per 20- 25 minuti a 160°. Non appena fuori dal forno passate i tarallucci nello zucchero semolato, fate raffreddare e servite.
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Commenti

Submitted by Mara (non verificato) on Mar, 10/02/2009 - 14:03.

Sarà che oggi ho lo stomaco sempre insoddisfatto...questi tarallucci sarebbero sicuramente in grado di sollevare lui e anche me :-D
Magari provo a farli!!!
Un salutone...

Mara

Submitted by UDC (non verificato) on Mar, 10/02/2009 - 20:23.

Il dolce è tipico delle zone collinari abruzzesi, dove l'uva regna sovrana. Io che vivo in montagna quei tarallucci li conosco e li ho mangiati, quando mi sono stati offerti da gente che vive in quei luoghi. Li ho molto apprezzati, ma non così, biacamente ammorbillati in superficie. Quel doce non può essere addolcito in quel modo, deve restare nudo e crudo, perchè solo così si può apprezzare il gusto sopraffino della marmellata d'uva, che è poco addolcita proprio per esaltare il suo gusto a volte anche leggermente acidulo.
Io li ho apprezzati così ed il consiglio che posso dare alla pasticciera e a coloro che si apprestano ad emularla è: lasciate perdere lo zucchero, conservate intatto quello che c'è di grezzo e di agreste in uno dei dolci che caratterizzano la nostra regione. Se dovessi definire l'Abruzzo attraverso il suo cibo, senz'altro questo è un dolce di primo piano, è un emblema della nostra bellissima collina.

Submitted by Ospite (non verificato) on Gio, 12/02/2009 - 23:52.

ottimo

Submitted by Vinaigrette on Ven, 13/02/2009 - 21:09.

grazie Caravaggio!

Submitted by Vinaigrette on Sab, 14/02/2009 - 08:00.

Caro UDC, qui si fa confusione! Quelli della foto non sono gli "uccelletti", di maggiore formato, risultato di sapiente combinazione di pasta frolla e marmellata non solo di uva ma, per esempio di amarene, sempre abruzzesi doc. L'impasto dei tarallucci è privo di zucchero, la dimensione è quella di piccoli pasticcini in grado di ospitare un ripieno di modicissima entità, composto, tra l'altro, di cacao amaro. Qualora non venissero cosparsi di zucchero sarebbero immangiabili, naturalmente senza discutere i personalissimi gusti di ciascuno. Baci, abracci e ...mezza bacchettata sulle mani :)

Submitted by Vinaigrette on Sab, 14/02/2009 - 08:01.

Ciao Marettina, dai lanciati e fammi sapere dei risultati

Submitted by Ospite - Chiara (non verificato) on Gio, 28/05/2009 - 15:07.

Io sono originaria di Casalbordino, provincia di Chieti, e da dove vengo io i tarallucci non sono fatti con la marmellata d'uva, ma con il mosto cotto che è ben diverso! E per quanto riguarda la copertura di zucchero...beh la foto non è realistica!Intanto sono moooolto più chiari, sono proprio bianchi, la pasta è friabilissima e molto sottile, e sopra più che lo zucchero semolato al massimo c'è quello a velo!
Ma si sa che spesso basta spostarsi di 30 km e tutto cambia...

Submitted by Vinaigrette on Sab, 06/06/2009 - 18:35.

I tarallucci di Dirce (Vasto-CH) sono proprio con lo zucchero semolato (la foto è assolutamente corrispondente) ma, come giustamente hai detto basta spostarsi di pochi chilometri per trovare prodotti di stesso nome ma ingredienti e procedimenti diversi. Se riesco a procurarmi il mosto cotto provo anche l'alternativa. Ciao!

Submitted by Ospite_Federica (non verificato) on Lun, 07/09/2009 - 10:53.

l'Abruzzo è esattamente rispecchiato nel suo cibo: é una varietà di culture e di tradizioni. Infatti come già accennatoda latri utenti, basta spostarsi di 30km e la ricetta cambia. Credo che nella parte della regione dove abito io, la Frentania, la ricetta sia pressocché uguale per tutti i paesi, ed è quella già citata da Chiara. Infatti Casalbordino e il mio paese, Lanciano, sono anche molto vicini geograficamente parlando. Innanzi tutto noi usiamo il mosto cotto per il ripieno invece che la marmellata d'uva. In secondo luogo la pasta è molto più bianca di quella dei dolci in foto. Infine noi utilizziamo lo zucchero a velo in prevalenza. In maniera discrezionale si può anche scegliere lo zucchero semolato che rende il dolce più croccante se vogliamo, ma per noi la tradizione impone lo zucchero a velo.
Con questo, ripeto che non esiste una ricetta standard per i dolci tradizionali e che quindi la ricetta qui sopra nn è assolutamente sbagliata, ma questo intervento è stato inteso come un momento di arricchimento.

Submitted by Vinaigrette on Mar, 08/09/2009 - 18:49.

Grazie anche a te

Submitted by Elisa (non verificato) on Gio, 30/12/2010 - 01:53.

Sono nata a Casalbordino e sono d'accordo che la pasta dei taralluci deve essere bianca e lo zucchero a velo.

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