Forse E' L'Autunno...

Submitted by Vinaigrette on Sab, 10/09/2005 - 09:41
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Forse E' L'Autunno...

Ancora sui "frutti dimenticati" riportiamo le "riflessioni ... amarognole di Raffaele Raimondo www.torreweb.it

Forse è l'autunno ca me mantene 'sta malincunia..."Sono le prime parole di una celebre canzone di Libero Bovio, e chissà se il poeta non si riferiva all'autunno della vita, piuttosto che a quello astronomico o metereologico. Certo è che ambedue i periodi agiscono negativamente sugli animi più sensibili quali sono quelli dei poeti.Per i poeti, invece, c'è un antico detto napoletano (oggi non sono di moda né i detti, né il dialetto napoletano) che suonava così: «Quanno vedite sòvere e nèspule, chiagnite» L'aforisma avvertiva che erano gli utlimi frutti della bella stagione e che la pacchia era finita con l'estate. Allora i frutteti erano lussureggianti, la frutta era abbondante, costava poco e la gente vi ricorreva semplicemente per mettere a tacere lo stomaco, non conoscendo affatto il potere energetico e vitaminico di tale prodotto della terra. Erano i tempi in cui «al contadino era vietato far sapere quanto era buono il cacio con le pere» e il fruttivendolo non entrava ed usciva dall'ufficio del notaio, settimanalmente, per comprare appartamenti e macchini fuori serie di grossa cilindrata...
"Aniello 'a sargente», le sorbe e le nespole (da non confondere con quelle cosiddette del Giappone), le teneva esposte assieme alle ultime «percoche», che «adduravano 'e cannella", alle azzeruole e alle mele cotogne. La botteguccia a mmiezo San Gaetano sembrava la vetrina di un gioielliere con i rubini dell'uva scura e le perle dell'uva chiara. Le azzeruole ('e llazzarole) sembravano bacche d'avorio, mentre le nèspole apparivano come sonaglini d'oro vecchio. Solo l'intenso aroma che riempiva il piccolo ambiente richiamava alla realtà. Ritornando alle pere e al cacio, oggi, le prime sono depositate negli enormi frigoriferi e il secondo è custodito nei capaci depositi di pochi accaparratori da quando l' A. I. M. A. ha venduto tutte le scorte di parmigiano-reggiano a pochi grossi speculatori che hanno fatto salire il prezzo del prodotto alle più lontane stelle.In questo caso la poesia non c'entra, qui occorre la prosa, quella...prosaica per giunta, e non mi si accusi di volgarità se mi viene, di urlare: - All'A.I.M.A 'e chi v'è m...!!!

Tratto dal n°18 de LA TORRE 3 -11 -76 . Purtroppo l'argomento sembra essere una costante anche dei nostri giorni e meno male che a rimanere è pure l'ironia!!

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